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venerdì 30 novembre 2012

I CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA NEL SECOLO XIX .



MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .


SECOLO XIX

Entriamo ora a discorrere di ciò che è avvenuto nella nostra DILETTA PROVINCIA di Siracusa in questo secolo XIX , nell’ultimo scorcio del quale siamo già arrivati . Ogni SECOLO ha avuto le sue aberrazioni , i suoi traviamenti , le sue demenze ; ma il nostro PRESENTE QUALCHE COSA DI PIU’ , l’incredulità , lo scetticismo , l’ateismo nella stessa Italia che si era mantenuta ferma , e tale ancora si mantiene nella sua maggioranza , nella Fede , nell’Amore , nella Venerazione al SUPREMO PONTIFICATO , DAL QUALE RICONOSCE OGNI SUA GLORIA VERA .
In mezzo però a tanti delitti che si sono consumati , a tanti scandali che popoli e sovrani hanno commesso , a tante insidie dei maligni e dei novatori che si sono sofferte , la Chiesa , qual NOVELLA ARCA NOETICA , si è vista galleggiare sulle acque impure del mondo , si è estesa fra le nazioni , ha fondati nuovi Vescovadi , Prefetture o Vicariati Apostolici , richiamando a sé la STIMA E L’AMMIRAZIONE DELLE POTENZE DELLA TERRA , che loro malgrado ne hanno dovuto riconoscere la DIVINA GRANDEZZA E MAESTA’ !
L’Ordine Nostro Serafico che in modo speciale PROFESSA OBBEDIENZA A QUESTA CHIESA , la quale gode del privilegio dell’indefettibilità , ha pure con ESSA SOFFERTO LE SUE DOLOROSE VICENDE ; PERO’ CON L’AIUTO DELL’ALTISSIMO SI E’ MANTENUTO SEMPRE FLORIDO E HA DATO ALLA RELIGIONE E ALLA SOCIETA’ UOMINI EGREGI , CHE SI SONO DISTINTI PER SAPIENZA E VIRTU’ . MICARA , MASSAI E CENTO ALTRI NON SARANNO MAI DIMENTICATI , E LA STORIA PARLERA’ DI ESSI , come VERI BENEFATTORI dei popoli , perché INFORMATI ALLA CARITA’ DEL SERAFINO D’ASSISI .
LA PROVINCIA DI SIRACUSA NON E’ MAI VENUTA MENO AL SUO MINISTERO DELLA SANTIFICAZIONE DELLE ANIME CON L’APOSTOLATO , ED HA MANDATO I SUOI MISSIONARI IN MEZZO AI POPOLI NON CREDENTI ; il Padre Luigi da Siracusa nelle INDIE ; i Padri Fedele di Avola , Ludovico e Carmelo da Mazzarino , Luigi da Piazza Armerina e poi Eugenio da Sortino nel BRASILE ; Eugenio e Giuseppe da Modica , Francesco Antonio da Sortino e Clemente da Licodia in TREBISONDA ; Giambattista da Castrogiovanni nella SIRIA , ecc.
HA DATO BUONI SCRITTORI come i Padri Gaetano da Vittoria e Michelangelo da Melilli , due Definitori Generali che sono stati i Padri Gioacchino da Sortino e Felice da Villarosa , e Religiosi VALENTI nella PREDICAZIONE o AUSTERI per SANTITA’ di vita , dei quali appresso tratterremo . Qui soltanto aggiungiamo che all’apparire di questo secolo era Ministro Provinciale , eletto nel Capitolo di Chiaramonte Gulfi il 20 Maggio del 1800 , il M. R. P. Casimiro da Calascibetta .
Era egli uomo di STUDI e di ORAZIONE , ESEMPLARE nella sua condotta , rigido nella regolare Osservanza . Facendo la solita Visita Pastorale nei Conventi , fu colpito di mortale infermità in Siracusa , dove morì nella PACE del SIGNORE nel 1802 .
Alcuni credono che egli sia stato nativo di Alimena , quantunque nel ritratto che esiste nella biblioteca del Convento di Calascibetta e nella cronaca della Provincia si dica di questo comune .
Né ciò fa meraviglia , poiché si può supporre che i parenti nella sua fanciullezza si siano d’Alimena portati a domiciliarsi in Calascibetta , dove egli ebbe poi educazione ed istruzione .
Anche il Rev. Felice e detto in Villarosa , quantunque sia nato in San Cataldo . In quel tempo era Generale in tutto l’Ordine il Padre Nicolò da Bustillo , Spagnolo della Provincia di Castiglia .



                                                                                        FINE

                                                                                   LAUS DEO

                                                                                 Pax et Bonum


                                                                 Francesco di Santa Maria di Gesù
                                                                         Terziario Francescano


MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .

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martedì 27 novembre 2012

ALTRI FRATI CAPPUCCINI DEL SECOLO XVIII DEGNI DI MENZIONE NELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA .




MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .

ALTRI FRATI DEL SECOLO XVIII DEGNI DI MENZIONE .

Padre Bonaventura da Ragusa , della nobile famiglia Paternò e Castelli , oltre a varie cariche esercitate con Zelo nell’Ordine , ebbe affidata quella di Definitore Provinciale , e si distinse sempre per modestia di portamento e PUREZZA di costumi , per Ardente CARITA’ verso il prossimo e per Spirito si SINCERA UMILTA’ , con la quale teneva in disprezzo sé stesso e tutte le cose del mondo .
In premio delle Virtù che lo IMPREZIOSIVANO IDDIO si COMPIACQUE ADORNARLO DI SOVRUMANI CARISMI , ed egli corrispose alle Grazie ricevute .
Predisse il giorno della sua morte , e questa avvenne precisamente nel giorno ed ora determinati , in Catania il 17 Ottobre 1708 .
Padre Tommaso e Padre Giombattista da Caltagirone furono due Religiosi di vita irreprensibile ed ESEMPLARE , adorna di copiosa Dottrina ed Ecclesiastica erudizione .
Il primo esercitò il Ministero di Predicatore con molta LODE e FRUTTO delle anime , e fu Annalista della Provincia . Morì in Patria il 3 Febbraio 1718 COMPIANTO dalla cittadinanza e dai Frati , dei quali si aveva attirato la Stima e la Venerazione coi suoi modi CORTESI e informati alla regolare disciplina .
Il secondo dell’antica famiglia Strazzuso , era valente nella PREDICAZIONE della DIVINA PAROLA , nel dare lezioni di filosofia e di Teologia agli alunni dell’Ordine e nella ESPOSIZIONE della SACRA SCRITTURA .
Fu sì CARO per le sue Virtù alla REGINA DELLA MISERICORDIA , che questa in fin di vita gli apparve per CONSOLARLO con la SUA DOLCE PRESENZA nell’estreme agonie e per rinvigorirlo contro le insidie di satana .
La sua morte , avvenuta nella grave età di 84 anni il 9 Marzo del 1726 , fu da DIO illustrata CON MIRACOLI .
LASCIO’ DIVERSI MANOSCRITTI PREPARATI PER LE STAMPE , che dopo la sua morte restarono inediti .
Fu pure Caltagironese e di Nobile legnaggio il Padre Girolamo , chiamato nel secolo Enrico Taranto . Corrispondendo fedelmente , e senza curare le dicerie del mondo alla VOCE DI DIO CHE LO INVITAVA NELL’ORDINE NOSTRO ,abbandonò tutto , vestì l’umile tonaca dei Cappuccini , fra i quali poi si distinse per Pietà di e Zelo della GLORIA DI DIO e per la salute delle anime .
Ebbe per compagno il suddetto Padre Tommaso , della famiglia Marusia , nell’appello che si fece alla Pietà dei cittadini di Caltagirone per la riedificazione della Chiesa di MARIA SS. Sotto il Titolo del Ponte .
Di lui parla Taranto ( Cenni Storici sull’Apparizione di Maria SS. In Caltagirone e sulla Chiesa del Ponte , pag. 24 ) citato da Mons. Mario Mineo Jannì . Fu più volte Guardiano del patrio Convento , e morì in Comiso il 12 Aprile 1727 . Nel Capitolo di Mineo il 17 Maggio 1735 furono eletti tre Annalisti della Provincia , cioè il M. R. P. Paolo da Castrogiovanni per raccogliere la vita del Padre Carmelo da Regalato e Padre Angelo da Mazzarino ; il Padre Giuseppe da Malta per quella di Padre Agostino pure da Malta ; e il Padre Clemente da Modica per le altre del Padre Gregorio da Ragusa , Padre Angelo di Avola e Padre Ludovico da Noto .
Questo VUOL DIRE CHE I PADRI , Carmelo , Angelo , Agostino , Gregorio , Angelo di Avola e Ludovico erano morti in FAMA DI SANTITA’ , ALTRIMENTI IL CAPITOLO , CHE E’ L’ASSEMBLEA PIU’ RISPETTABILE DELLA PROVINCIA , NON SI SAREBBE INTERESSATI DI ESSI .
Del Padre Gregorio da Ragusa abbiamo detto qualche cosa , rilevandola dal PROCESSO CHE PER ORDINE DEL VESCOVO DI SIRACUSA SI FECE DOPO LA SUA MORTE .
Degli altri nulla sappiamo , ché i Manoscritti che li riguardavano non sono pervenuti sino a noi . QUANTE MEMORIE PREZIOSE SI SONO DISPERSE , E DI QUANTI FRATI DOTTI E SANTI APPENA SAPPIAMO I NOMI ? MERITANO LODE PER LA BONTA’ DELLA LORO VITA E PERFEZIONE RELIGIOSA i Laici Professi Fra Macario da Caltagirone e Fra Michelangelo da Sortino morti nel 1735 , Fra Felice TERZIARIO , INSIGNE PER PAZIENZA E MORTIFICAZIONE , e il Padre Ambrogio Bonanno , entrambi da Caltagirone .
L’uno dei quali SANTAMENTE morì , l’ALTRO , DA CAPITANO DELLA GUARDIA DEL CORPO DEL RE VITTORIO AMEDEO DIVENUTO CAPPUCCINO abbandonò questo mondo nel 1744 , dopo AVER DATO nella Religione SUBLIMI ESEMPI di vita Abnegata , Penitente e Contemplativa .
Si segnalò pure per integrità di costumi e scienze Ecclesiastica il Padre Serafino da Calascibetta che fu Definitore Provinciale , e che leggiamo in un Necrologico della Provincia di AVERE LASCIATO IN MORTE ODORE DI SANTITA’ .
Finì di vivere nel 1750 .
Padre Giovanni di Castrogiovanni già Lettore di S. Teologia scrisse la Storia della sua Patria in due grossi volumi in foglio ; fatica veramente laboriosissima di circa 20 anni .
Quest’Opera manoscritta che egli terminò nel 1750 , oggi si conserva nella biblioteca comunale di Castro Giovanni . Egli passò a miglior destino nel 1758 .
Il 4 Febbraio del 1760 troviamo segnata la morte di un altro INSIGNE Religioso di Caltagirone , quale fu il Padre Bernardo , nel secolo di cognome Suriano .
La seguente iscrizione posta sotto la sua effige tratta in compendio della sua vita Santa ed operosa :
<< A. R. P. F. Bernardus Suariano a Calaty. Ord. MM. S. F. OO. Vir ingenii sublimate pollens , in sacris humanisque litteris apprime eruditus , philosophicas et Theologicas facultates per 12 annos suis communicavit ; pluries diffinitor provincialis , aliquando Vicarius Syracusanam moderavit Provinciam . Religiosae professionis integerrimus cultor , in summa patientia obiit Calaty. Anno. Din 1760 , 4 Febr. Aetatis suae 78 , Relig. 37 >> .
Padre Anselmo da Ragusa , chiaro per Pietà e per Zelo , esercitò per molti anni l’UFFICIO di MISSIONARIO APOSTOLICO nelle INDIE , dov’era stato mandato dalla SANTA CONGREGAZIONE DI PROPAGANDA .
Nel regno del Bengala fu PREFETTO APOSTOLICO , e vi OPERO’ GRAN BENE per la salvezza di quelle anime che si trovavano nelle tenebre , prive dell’Evangelica Dottrina .
Affranto dalle indefesse fatiche e dalle infermità che sopportava sempre con Cristiana rassegnazione , ritornò in Patria , ove il 15 Aprile del 1766 passò a migliore vita , quando non contava che 59 anni di età e di Religione 43 , onde era entrato nell’Ordine a 16 anni .
Padre Ferdinando da Caltagirone della nobile famiglia Gravina , ERA IL SECONDO GENITO DEL PRINCIPE COMITINI . Compiuto il corso degli studi in Siena , per una VOCAZIONE STRAORDINARIA A 33 ANNI VESTI’ L’ABITO CAPPUCCINO E BEN CORRISPOSE ALLA DIVINA CHIAMATA , VIVENDO SANTAMENTE , come richiedeva il nuovo stato . Morì a 66 anni nel 1779 .
Vincenzo Natale fra gli uomini illustri che fiorirono in Militello novera il Padre Casimiro , della famiglia Tinnirello , che dice UOMO DI STUDI E DI MOLTA VAGLIA NELL’ORDINE .
Egli infatti ACCREBBE la Biblioteca di quel Convento di OPERE SCELTE , allungò il corridoio di mezzogiorno e fece l’ARTISTICO RELIQUARIO DELL’ALTARE MAGGIORE nella nostra Chiesa ,e varie altre Opere .
Dopo avere occupato diverse cariche nel nostro Ordine , la Provincia nel Capitolo di Palazzolo Acreide , Celebrato il 31 Maggio del 1757 , lo ELESSE MINISTRO PROVINCIALE .
Era DOTTO e PIO e dava molto LUSTRO alla Provincia e a quel Convento , nel quale , vivendo lui , il Famoso Mons. Francesco Testa Vescovo di Siracusa , quante volte occorreva di far la Visita Pastorale in Militello , alloggiava e si tratteneva con piacere . Morì in Patria il 1780 .
Padre Arcangelo e Padre Giuseppe da Chiaramonte RIFULSERO DI ALTA PERFEZIONE E DI GRANDE OPEROSITA’ . Modestia , Penitenza , Mansuetudine , Osservanza Regolare li adornavano e li rendevano CARI non SOLO A DIO , ma ANCORA agli uomini .
Per la loro efficace cooperazione e per la fiducia che godevano nel popolo fu costruita l’attuale Chiesa , che furono solleciti a far CONSACRARE DA MONS. GIOMABATTISTA ALAGONA VESCOVO DI SIRACUSA il giorno 26 Luglio 1774 .
Essa venne Dedicata a Santa Maria Maddalena Penitente , come lo era l’antica , oggi divenuta Oratorio della Congregazione dei Cordigeri . Edificarono pure il dormitorio che è a Sud-Est .
A compiere tali Opere essi stessi si portavano a piedi a Questuare nelle campagne non solo ,ma ancora nei paesi vicini .
Compianti da tutti i concittadini e dai Religiosi della provincia che ne conoscevano le ESIMIE VIRTU’ , rassegnati ai DIVINI VOLERI , dopo di avere ricevuti i CONFORTI della Religione , passarono all’altra vita , il primo nel 1784 e il secondo nel 1796 .
L’anno seguente li andò a raggiungere nell’altro mondo il Padre Bonaventura da Ragusa , che era stato per molti anni Lettore di Filosofia e Teologia . AMMIRABILE COSTUI IN OGNI VIRTU’ si distinse PARTICOLARMENTE NELLA PENITENZA , per cui flagellava il suo corpo con digiuni , con cilizi , con vigilie e altre asprezze .
Abborriva gli onori , e si tenne SEMPRE FERMO a rifiutare la carica di Definitore Provinciale che gli si offrì in vari Capitoli .
ERA DEVOTISSIMO DELLA MADRE ADDOLORATA , LA QUALE POI SI DEGNO’ DI CHIAMARLO A SE’ NEL GIORNO PRECEDENTE LA FESTA DEI SUOI SETTE DOLORI . EGLI PREVIDE LA VICINA SUA MORTE E NE ANNUNZIO’ IL GIORNO , che fu il 7 Aprile del 1797 , quando contava 71 anni , dei quali 51 aveva passati SANTAMENTE nella RELIGIONE .



                                                                                   FINE

                                                                              LAUS DEO

                                                                            Pax et Bonum


                                                           Francesco di Santa Maria di Gesù
                                                                   Terziario Francescano


MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .

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mercoledì 21 novembre 2012

PADRE FRANCESCO DI AIDONE PREDICATORE CAPPUCCINO .



MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . 
( 1895 ) .


PADRE FRANCESCO DI AIDONE 
PREDICATORE CAPPUCCINO .

Il Padre Francesco di Aidone della famiglia Correnti entrò giovanetto nella SERAFICA FAMIGLIA DEI CAPPUCCINI , e fece ben presto CONOSCERE ai PP. e FF. della sua Provincia l’ALTA PERFEZIONE , a cui sarebbe giunto .
Esercitandosi nei più bassi Uffici del Noviziato , non veniva meno alla PREGHIERA e alle ASTINENZE , e coll’avanzarsi negli si vedeva spesso assorto in lunghe Contemplazioni .
Devoto in modo SPECIALE del SS. SACRAMENTO DELL’EUCARISTIA
E DELLA VERGINE ADDOLORATA
PASSAVA MOLTE ORE PROSTRATO INNANZI AD ESSI .
Ai TRE VOTI da lui Professati aggiunse il cumulo delle altre Virtù , che lo rendevano caro a tutti E PIU’ A DIO che gli riempiva la mente e il cuore delle SUE GRAZIE .
Benché spesso gli si offrissero delle Cariche , egli era pronto a rifiutarle , reputandosene indegno , e non volendo scostarsi dal suo tenore di vita privata e silenziosa .
La sua Umiltà però dovette cedere il posto all’Obbedienza , per cui fu costretto ad occupare la carica di Missionario , nella quale riuscì mirabilmente per lo Zelo della Salvezza delle anime che lo ANIMAVA .
Il suo LINGUAGGIO era così dolce ed energico che traeva a lui i traviati fratelli , i quali RAPITI DALL’ESEMPIO delle sue Virtù e della sua insinuante e VIBRATA PAROLA , SI RICONCILLIAVANO CON DIO , e COMINCIAVANO una vita Devota e Cristiana .
Fu Profondo Teologo e Valente Poeta Latino .
A lui si attribuiscono i vari Distici che si leggono nella nostra Chiesa di Aidone .
Alla destra dell’Altare Maggiore sta scritto il seguente :
Hic genibus flexis - Extemplo Numer odora - Sub specie panis nosce - Manere Deum .
All’altare di San Francesco di Assisi : Jure secundum - Possideat teneatque Sacellum - Franciscus Christi Stigmata - Sacra gerens .
All’Altare del SS. Crocifisso : Tertium amara - Petit Domini jam passio Christi - Ipsam si cogites , crede - Beatus eris .
A sinistra di chi entra in Chiesa , all’Altare di San Felice sta scritto : Divo Feliei - Quintum ( il quarto Distico è illeggibile ) sacrare videtur - In manibus retulit ille - Deum .
All’Altare dell’Addolorata : In sexto - Genitum defunctum plena dolorum - Palmis extensis squalida - Virgo gemit .
All’Altare di San Giuseppe Sposo di Maria : Septimus iste locus - Patriarchae rite Joseph - Convenit et stabit ; nos rite - Rogamus eum .
COMPOSE pure un’ORAZIONE GENETLIACA che RECITO’ in Militello il 8 Settembre 1756 , quale gli venne confutata dal Conventuale il M. R. P. Ludovico Fazio ,e taluni SERMONI sui VANGELI delle Domeniche che restarono manoscritti , e che SONO PROVA DELLA SUA DOTTRINA E DELLA SUA PIETA’ .
Per calunnia orditagli si dice che fu chiamato in ROMA DAL TRIBUNALE DEL SANTO UFFIZIO , dove dimorò sette anni , dando ESEMPI LUMINOSI DI UMILTA’ , DI PAZIENZA , DI RASSEGNAZIONE AL DIVINO VOLERE , e alla fine venne dichiarato , come in realtà , INNOCENTE .
Tornato in patria , non pensò che a prepararsi alla morte , perdonando di cuore i suoi nemici , accettando in punizione delle sue colpe le sofferte calunnie , che anche i SANTI CON CRISTO CAPO DEGLI ELETTI HANNO DOVUTO SOSTENERE , e PURIFICANDO sempre più il suo cuore per UNIRLO AL CUORE SS. DI GESU’ .
Il giorno 29 Settembre del 1794 egli RICCO DI VIRTU’ E DI MERITI ABBANDONAVA la terra , e passava a MIGLIOR DESTINO .
Il popolo che ne conosceva la SANTITA’ della Vita corse alla Chiesa del Convento , dove gli si Celebrarono le Esequie ; domandò quindi ed ottenne come PREGIATO RICORDO qualche porzione del di lui Abito .
Un ritratto con questa iscrizione ancora lo rammenta :
Rev. Pater Franciscus Correnti ab Aydone Capuccinus . Doctrina ac spiritu , ingenio meritisque refectus . A raro exemplo clarus in orbe fuit . Obiit die XXIX dec. 1794 .

LAUS  DEO

Pax et Bonum


Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano
                                                                         


MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . 
( 1895 ) .

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martedì 20 novembre 2012

PADRE ARCANGELO DA MODICA DEFINITORE E PADRE SEBASTIANO DA CALTAGIRONE EX PROVINCIALE , CAPPUCCINI .



MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .


PADRE ARCANGELO DA MODICA DEFINITORE E PADRE SEBASTIANO DA CALTAGIRONE EX PROVINCIALE , CAPPUCCINI .

Padre ARCANGELO sortì i natali in Modica dalla famiglia Castagna e Giannone , dalla quale sin dall’infanzia ricevette un’educazione TUTTA CRISTIANA , per cui si vedeva dedito alla PIETA’ , alla frequenza dei SACRAMENTI , alla DEVOZIONE ALLA MADRE DI DIO ,
alla PREGHIERA in casa e in Chiesa e alla fuga dei cattivi compagni , che fan perdere il tesoro dell’innocenza e del buon costume .
Ornato di sì belle qualità , non CONTAMINATO dai vizi del secolo ,
TUTTO PURO COME UN ANGELO ,
da fanciullo sentiva una forte inclinazione verso L’ORDINE DEI CAPPUCCINI , allettatovi dalla loro vita semplice e frugale , dalla loro ritiratezza , povertà e penitenza , e in generale dal loro ISTITUTO in tutto conforme ai desideri del suo cuore .
Compiuti i 18 anni di età , con animo generoso abbandonò gli agi della famiglia , rinunziò al mondo che gli prometteva un liete avvenire , e scelse , entrando nella RELIGIONE SERAFICA , una vita povera ed austera , come fu quella del FIGLIUOLO DI DIO E DEL PATRIARCA D’ASSISI ,

PERFETTO IMITATORE DI LUI .
Nell’anno della prova diede segni della sua perseveranza nella VOCAZIONE allo stato Religioso , e fu sì pronto nell’esercizio dell’Umiltà , della mansuetudine , della CARITA’ verso i simili che la famiglia del Noviziato non trovò alcuna difficoltà a dargli favorevoli Suffragi per la Professione Solenne , alla quale venne ammesso con grande giubilo del suo cuore .
Essendo dotato di chiaro ingegno , di mente e levata e di volontà ferma fece grandi progressi nelle lettere e nelle scienze , onde compiuti con Lode i suoi studi , e Ordinato Sacerdote , il 9 Maggio 1741 dopo un luminoso concorso ebbe la Patente di Lettore .
Sostenne per alcuni anni con plauso della Provincia e con vero profitto degli alunni una tal carica , nella quale mostrò una RARA erudizione nello spiegare le TEOLOGICHE DISCIPLINE e la SACRA SCRITTURA , di cui già era peritissimo .
Nel 1744 venne eletto Segretario del Provinciale Innocenzo di Aidone , che nel necrologico della Provincia , leggiamo di essere morto in ODORE DI SANTITA’ .
Nel 1746 fu creato la prima volta Definitore ed Annalista della Provincia , nella quale carica per l’attività e lo Zelo dimostrato venne confermato nel 1748 . Nel 1754 nel Capitolo tenuto in Comiso fu scelto PREFETTO DELLE MISSIONI della nostra Provincia .
Così dopo avere sparsi i raggi della sua Sapienza nei recinti del chiostro , dov’era da tutti AMATO e AMMIRATO , cominciò la PREDICAZIONE a diffonderli per AMMAESTRAMENTO ed EDIFICAZIONE dei fedeli .
Sebbene anche prima avesse in varie circostanze Predicato , pure , avuto l’Ufficio di Missionario , anzi di Prefetto delle nostre Missioni , si diede con maggiore energia ed Apostolico Zelo a far sentire la robusta sua VOCE , ed ammaestrare gli altri nelle ETERNE VERITA’ della FEDE , ad atterrire i peccatori e farli sorgere dal lezzo del vizio , a consolare i giusti e tenerli perseveranti nella Virtù con la SPERANZA di un PREMIO CELESTE , e ad inculcare la necessità della Penitenza ai figli della Fede , che a folla correvano ad ascoltare con docilità di mente e di cuore quest’UOMO loro INVIATO DA DIO , PER PROCURARE LA SALVEZZA DI TUTTI .
Praticò tal Sacro Ministero molti anni , non risparmiando a viaggi , a sudori , a contradizioni , a sofferenze d’ogni genere ; ed essendo poi avanzato nell’età , si ritirò nel Convento della sua patria , che migliorò e ingrandì e costruendo a SPESE DEL POPOLO , CHE IN LUI AVEVA LA MASSIMA FIDUCIA , l’attuale Chiesa è la migliore di quante ne abbiamo nella Provincia .
Logoro delle fatiche e dalla Penitenza , egli , sebbene vecchio , non tralasciava i soliti digiuni , frequentava i Sacramenti , ogni notte si portava con gli altri al Mattutino ,e si preparava con sentimenti di un PERFETTO RELIGIOSO AL GRAN PASSAGGIO CHE DAL TEMPO CONDUCE ALL’ETERNITA’ .
E’ santo costume di tutti i Cappuccini nel Te Deum , che si Canta dopo il Mattutino , BACIARE in terra in segno di PROFONDA ADORAZIONE E RICONOSCENZA , arrivati a quelle parole :
<< Te ergo quaesemus tuis famulis subveni , quos pretioso sanguine redemisti >> .
Una notte tutti i Frati che a tali detti si erano prostrati , si alzarono per continuare l’Inno Ambrosiano . Ma non si alzò il M. R. P. Arcangelo . Egli nell’inchinarsi era stato colpito da paralisi .
Fu preso e portato nella stanza , ove ebbe tempo per ricevere gli ULTIMI SACRAMENTI ,e poi SANTAMENTE morì .
Dopo alcuni giorni , per il GRANDE CONCETTO DI PERFEZIONE RELIGIOSA che godeva , FU SALASSATO , E DIEDE VIVO SANGUE CHE MERAVIGLIAVA TUTTI COLORO CHE L’ATTORNIAVANO .
La famiglia Moncada sin oggi possiede in fazzoletto bianco intriso di tal SANGUE , un paio di SANDALI e un CORDONE di questo SERVO DI DIO , oltre a un bel ritratto che al vivo lo rappresenta . La sua morte avvenne il 2 Maggio del 1793 , quando egli contava anni 78 , dei quali 59 aveva impiegato nella Religione .

Dell’ex Provinciale Padre Sebastiano da Caltagirone , ecco quel che scrive Monsignor Mario Mineo Jannì . << Padre Sebastiano Scarfia , fratello minore del sullodato Padre Ambrogio e non degenere a lui , fu LETTORE DI TEOLOGIA ed egregio ORATORE .
Per Breve di Clemente XIV ebbe il TITOLO DI EX PROVINCIALE e poi fu scelto Definitore .
Predicò la Quaresima nelle più cospicue Città del Regno come Palermo , Siracusa , Caltagirone , Modica , Castro Giovanni ed altrove per ben 37 volte ; Predicò in Roma alle SACRE STIMMATE e nella CASA DI LORETO .
CONOSCITORE VASTISSIMO DELLA SANTA SCRITTURA ERA RICEVUTO DOVUNQUE CON PLAUSO STRAORDINARIO . DEVOTISSIMO DEL SACRAMENTO SIGNORE , essendo Guardiano , INTRODUSSE NELLA CHIESA QUI DEL CONVENTO LA BENEDIZIONE OGNI SERA .
Morì dopo 3 mesi di penosa infermità , nella quale UNICO SUO CONFORTO ERA LA QUOTIDIANA COMUNIONE , nel 1784 il 22 di Dicembre >> .
<< DIEDE ALLA LUCE UNA DECADE DI PANEGIRICI , stampati a Caltagirone e un Panegirico a San Nicolò di Bari RECITATO A NICOSIA nell’ultimo suo Quaresimale .
Lasciò preparati per le stampe il QUARESIMALE , L’ORAZIONE FUNEBRE che Recitò ai piè del feretro del Rev. Giombattista Zaffarana Priore Generale dei Fate-Benfratelli ed un Orazione ACCADEMICA a MARIA SANTISSIMA de Conadomini .


                                                                                      FINE

                                                                                 LAUS DEO

                                                                               Pax et Bonum


                                                                Francesco di Santa Maria di Gesù
                                                                         Terziario Francescano


MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .

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lunedì 19 novembre 2012

PADRE FRANCESCO DI AVOLA PROVINCIALE , PADRE LUIGI DA MALTA PREDICATORE , FRA MICHELE DA CALTAGIRONE LAICO E PADRE GIACINTO DA PALAZZOLO ACREIDE PROVINCIALE , CAPPUCCINI .


MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .


PADRE FRANCESCO DI AVOLA PROVINCIALE , PADRE LUIGI DA MALTA PREDICATORE , FRA MICHELE DA CALTAGIRONE LAICO E PADRE GIACINTO DA PALAZZOLO ACREIDE PROVINCIALE , CAPPUCCINI .

Dopo il Padre Angelo Caprera che morì il giorno 1° Marzo del 1734 , illustrò il Convento di Avola e l’intera Provincia il PADRE FRANCESCO , che si segnalò per illibati e Santi costumi , per immensa erudizione Sacra e profana , per PROFONDA Dottrina e per diversi Offici che gli furono affidati .
Egli portò a compimento il nuovo Convento della sua Patria , che l’antico era stato distrutto dal terremoto del 1693 , mercè la costruzione di un dormitorio , e fornì la Chiesa di quanto le mancava , Arredi Sacri , utensili e altro .
Nella Religione occupò con ONORE diversi Posti , e fu Lettore , definitore , Missionario Apostolico , Provinciale , Commissario e Visitatore Generale nelle Provincie della Calabria .
In ognuna di queste Cariche era suo unico impegno la sua regolare osservanza di cui DAVA PROVE in se stesso con la PRONTA OBBEDIENZA , L’ASSOLUTO DISTACCO D’OGNI COSA , L’ESIMIA CASTITA’ E LA FEDELE ESECUZIONE DEI PROPRI RELIGIOSI DOVERI .
In Napoli si DISTINSE in maniera tale che DIVENNE CARO ED ACCETTO AL SOVRANO allora regnante , del quale OTTENNE singolari favori per sé e la sua povera famiglia , a cui venne fatto un assegno per l’onesto mantenimento a carico dello Stato .
Gli eredi di tale famiglia chiamati Di Maria godettero per molti anni di tale rendita , benché COL VOLGERE DEL TEMPO SIANO DIVENUTI RICCHI E POTENTI .
Questo Dotto Padre passò a miglior VITA nel 1775 , dopo di avere pubblicate per le stampe le seguenti Opere :
1 ) Ibla Rediviva - Descrizione Istorica della florida Ibla Maggiore , una delle più vetuste Città del Regno di Sicilia , dalle cui rovine è Risorta Avola , oggi esistente . Un vol. in ottavo grande di pag. 163 stampato nel 1745 in Caltagirone nelle stanze dell’illustrissimo Senato per Simone Trento . Appena fu data alla luce quest’Opera , comparve un opuscoletto stampato in Palermo col titolo : Disabbaglio al Leggitore dell’Ibla Rediviva , con cui si faceva una critica in forma di satira vigliacca ed insolente al nostro Autore .
FU ALLORA CHE IL PADRE FRANCESCO IN DIFESA DI QUANTO AVEVA SCRITTO PUBBLICO’ UN ALTRO LAVORO CON IL TITOLO :
2 ) Difesa dell’Ibla Rediviva , ovvero dell’Ibla Maggiore , oggi Avola . Risposta Apologetica contro le calunnie e maldicenze di Nicolò Tademo e di Ludovico Capponetta , critici di finto nome anagrammatico . Nelle stanze dell’Illustrissimo Senato per Simone Trento 1749 . Un vol. ottavo grande di pag. 279 . In quest’Opera il Padre Francesco mostra più che altrove la vastità della sua erudizione e la sua logica assai stringente .
Quand’egli fu costretto a scrivere la difesa della SUA IBLA REDIVIVA e mandarla alle stampe per fare ammutolire i suoi detrattori , aveva per le mani un altro lavoro molto interessante , cioè la STORIA ECCLESIASTICA DI TUTTA LA CHIESA SICILIANA , che si ignora se poi abbia compiuto e mandato alle stampe .
3 ) Dilucidazione del Trattato della regolata Devozione dei Cristiani . Siracusa 1772 coi tipi di Francesco Puleo . Vol. 1° in ottavo di pag. 276 . E questo una confutazione di alquanti errori degli eretici intorno alla stessa Devozione .
4 ) Discorso Accademico sulla prosperità di un Regno . Fu LETTO questo discorso innanzi ad un Congresso di Dotti Religiosi e Secolari in Lentini in occasione del Capitolo Provinciale ivi tenutosi , e quindi stampato con l’aggiunta di parecchi Sonetti e di altre Poesie che vi furono Recitate dai vari membri di quella dotta assemblea .


Aggiungiamo ora due parole per il PADRE LUIGI DA MALTA , quali troviamo registrate in Latino nell’Opera del Padre Bernardo da Bologna che tratta del nostro Scrittore .
Egli lo ricorda con AMMIRAZIONE , COME UN FRATE VERSATO IN TUTTO LO SCIBILE E LO DICE PREDICATORE , FILOSOFO , TEOLOGO , STORICO , MATEMATICO , GEOMETRA , GEOGRAFO ED ARCHITETTO .
Ci fa sapere che fu CELEBRE NEL DISEGNO SINO A DELINEARE CON LA PENNA ALCUNI PROSPETTI CHE SEMBRAVANO SCOPITI AD INCISIONE , E CHE SI SEGNALO’ TALMENTE NELLA PITTURA , QUASI CHE’ AVESSE FATTI I SUOI STUDI UNICAMENTE INTORNO A QUEST’ARTE .
Con tutta PERFEZIONE infatti DIPINSE certe immagini in miniatura .
Deplora però che egli si sia trovato in una Provincia ove allora mancavano le tipografie , onde non ebbe alcuna spinta a scrivere , ne tutto quello che scrisse , poté pubblicare .
Però in Palermo nel 1740 presso l’Orlando stampò un Opera con il Titolo :
<< Pianta e prospettiva del territorio e della città di Mineo , con una succinta descrizione dell’antichità e preminenza di detta città , cavata da Diodoro Siculo e da molti monumenti >> .
Nella nostra biblioteca di Noto si conserva un suo Manoscritto intitolato :
<< Compendio della Geografia Universale tradotta dal Francese con l’aggiunta di un lungo Trattato cosmografo del Regno d’Italia e delle Isole adiacenti >> .
Altro suo Manoscritto di molto lavoro e di gran pregio egli lasciò .
<< Era un Elucidarium Biblicum sive sacrorum Bibbliorum Concordantiae nova methodo illustratae et coordinatae , ubi moralia , historica , geographica et grammaticalia omnia , quae in Bibliis occurrunt , exponuntur >> .
Nel necrologico della Provincia non avendo potuto trovare l’anno della morte in cui passò all’altra VITA questo Dotto Padre , ci siamo convinti che egli morì in qualche altra Provincia , onde , solo per ricordarlo , ne abbiamo fatto memoria in questo luogo .


Nel sopraddetto anno 1775 , il 3 Novembre , morì pure con FAMA DI SANTO FRA MICHELE DA CALTAGIRONE , nel secolo di cognome Vacirca .
Nella patria aveva occupato pubblici impieghi , ma chiamato da DIO ABBANDONO’ TUTTO ed entrò nella nostra umile Congregazione per attendere solamente all’affare IMPORTANTISSIMO DELL’ETERNA SALUTE . Contava allora 32 anni .
Avendo una sufficiente istruzione poteva essere ammesso come Chierico per salire poi al Sacerdozio , ma non volle per Spirito di umiltà , contentandosi di essere ricevuto come Laico ; nella quale CONDIZIONE fu da tutti AMMIRATO come ESEMPLARE di Modestia , di mansuetudine , di penitenza , di dolcezza , onde i nobili stesso facevano a gara per ONORARLO .
Il vederlo MENDICARE di porta in porta per lo spazio di 30 anni era per tutti UNA GRANDE LEZIONE DI DISPREZZO DEL mondo e un INCITAMENTO ALLA VIRTU’ , CHE SOLO RENDE L’UOMO DEGNO DI STIMA E DI VENERAZIONE .
Il popolo di Caltagirone riceveva vantaggi dai saggi consigli , dalle PREGHIERE e dalla ESEMPLARITA’ della VITA di questo SERVO DI DIO , onde non a dire quanto rammarico provò quand’egli a 67 anni , dopo averne passato 35 nella Religione , lasciò la terra , per VOLARE , come SPERIAMO , nel CIELO .


PADRE GIACINTO DA PALAZZOLO ACREIDE PROVINCIALE .

Il Padre Giacinto da Palazzolo fu un Religioso di GRANDE PIETA’ , di VASTA Dottrina e tale che Meriti una pagina LUMINOSA non solo nella Storia di quel Convento , ma ancora in quella della patria ove sortì i natali , e della Provincia che lo
EDUCO’ ALLA VIRTU’ .
Di lui si conserva un ritratto in pittura assai guasto dal tempo , e guasta soprattutto è l’iscrizione lodativa che si leggeva
sotto di esso .
Però da ciò che può ancora vedersi , della rozza Tonaca e dell’incolta barba , può bene argomentarsi la SEVERITA’ della sua vita , la quale del resto ci si fa chiara dalla tradizione municipale e da alcune scritture della Provincia .
Trovandosi questa un po’ turbata dai dissensi , e perché si era introdotta in alcune Comunità una certa rilassatezza , A RISOLLEVARE GLI ANIMI EA RIMETTERE UNA COMPLETA CONCORDIA FU MANDATO COME VISITATORE e COMMISSARIO GENERALE il Padre Leone da Sambuca , Provinciale della Provincia di Palermo .
Sotto la sua Presidenza il 4 Luglio 1748 fu tenuto Capitolo in Vittoria , nel quale per voti furono eletti come Definitori il Padre Ambrogio da Caltagirone e il Padre Arcangelo da Modica , e per Breve il Padre Francesco Maria da Piazza Armerina e il Padre Tommaso da Mazzarino . In Provinciale pure per Breve venne Eletto il Padre Giacinto , come uomo di concordia e di PACE , di fervore e di Osservanza regolare .
Si legge ancora con piacere la sua prima lettera Pastorale indirizzata a tutti i nostri Frati , e non si sa se in essa si debba più ammirare l’Unzione e la CARITA’ , o lo Zelo , la Fortezza e il CORAGGIO , con cui INTRAPRENDEVA il Governo della Provincia .
Nel tempo del suo regime si mostrò tale quale si manifestò in questa lettera , onde sotto il suo prudente indirizzo la Provincia PROGREDI’ DI BENE IN MEGLIO rallegrandosi di avere a capo un uomo sì PACIFICO , sì affettuoso e sì rigido . TUTTA LA SUA PERFEZIONE E QUELLA CHE VOLEVA NEGLI ALTRI COMINCIAVA DALL’AMORE ALLA POVERTA’ .
NE’ CIO’ FA MERAVIGLIA , GIACCHE’ LE NOSTRI COSTITUZIONI DICONO CHE APPENA IL FRATE MINORE ALLONTANA DA SE’ LA POVERTA’ , CADE IN OGNI ALTRO VIZIO . ( Anche Padre Pio da Pietrelcina era solito dire queste cose ai suoi Figli Spirituali ) .
Il Padre Giacinto era così Amante di questa PREZIOSA MARGHERITA che prima di morire , facendo la sua espropria , non ebbe a riconsegnare al Superiore che un CROCIFISSO , una Tonaca e alcune mutande .
Spinto dalla sua PIETA’ e dall’OBBEDIENZA dei Superiori , come si rileva dalla prefazione , scrisse in Latino un Aureo libro con il titolo THEOLOGIA MYSTICA , quale ancora si conserva nella biblioteca del Convento , oggi comunale .
IN ESSO DA ALLE ANIMEUN CODICE DI PERFEZIONE CHE PUO’ DIRSI IMPAREGGIABILE , sia per l’ordinamento delle idee , sia per la chiarezza , come per la brevità .
Si è sempre desiderato di metterlo alle stampe , ma fin oggi nulla si è fatto .
L’Amore alla terra natale è un istinto di natura , e sino ad un certo segno è anche una VIRTU’
che VEDIAMO RISPLENDERE NEI SANTI .
Questo fervido Religioso spinto dall’uno , ESERCITO’ L’ALTRA , Amò con AMORE PURO e retto la Patria sua , ne MEDITO’ PROFONDAMENTE LA STORIA ASSAI OBLIATA , LA STUDIO’ SEVERAMENTE e scrisse un grosso volume che intitolò :
<< Selva di antiche memorie uscite dalle tenebre alla luce intorno a Palazzolo >> .
Questo libro è un LAVORO di IMMENSA PAZIENZA e di AMMIRABILE INGEGNO .
Ivi stanno le citazioni di 200 Autori .
Esso mostra nel suo Autore un VERO GENIO NELLA STORIA , per l’esattezza dei suoi criteri e della sua critica severa . Una illustrissima città come Acri , fabbricata dai Siracusani nei tempi della loro floridezza e potenza , seconda solo alle città reine , la quale nei suoi monumenti ricorda la civiltà Greca e la Fenicia , MERITAVA DI ESSERE STUDIATA ,
ed EGLI LA STUDIO’ A FONDO .
E quando già ne era perfino dimenticato il sito , e gli scrittori di cose siciliane avevano cominciato ad assegnarlo dove essa non fu mai , questo eruditissimo Padre lo indicò con tal precisione che il Barone Gabriele Iudica , praticando dopo di lui degli scavi ha potuto , nel luogo indicato dal Padre Giacinto , trovare un limitare della porta orientale di quell’antichissima città , un vasto sistema di catacombe , un Teatro , un Odeo e una ingente quantità di monete di bronzo , di argento e di oro , nonché dei vasi greco-sicoli che adornano i musei di quasi tutta l’Europa , e che avrebbero formato un museo patrio , se non fossero stati saccheggiati , appena morto l’illustre archeologo .
Nell’anno 1754 il nostro Padre venne rieletto Provinciale nel Capitolo di Comiso celebrato il 10 Settembre . Ciò che dimostra la Stima e la Fiducia che godeva nella Provincia .
Terminato il Governo si ritirò a vita privata , di Orazione e di Studio , e quindi Santamente , come era vissuto , chiuse i suoi giorni nel patri Convento , il 16 Settembre del 1779 .


                                                                                FINE

                                                                          LAUS DEO

                                                                        Pax et Bonum


                                                       Francesco di Santa Maria di Gesù
                                                               Terziario Francescano


MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .

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giovedì 15 novembre 2012

PADRE TOMMASO DA MAZZARINO , PADRE INNOCENZO DI AIDONE PROVINCIALI E PADRE BENEDETTO DA MILITELLO PREDICATORE , CAPPUCCINI .



MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .


PADRE TOMMASO DA MAZZARINO
Fra i molti Predicatori della Siracusana Provincia si distinse nel secolo di cui parliamo il Padre Tommaso da Mazzarino .
Ammirabile nella facondia del dire , elegante e forbito nelle sue Orazioni Sacre , retto e profondo in Sacra Teologia , seppe guadagnarsi l’onorifico TITOLO DI PREDICATORE INSIGNE DEI TEMPI SUOI .
La sua parola Evangelica , scorrevole e piana , AVVALORATA DALLA DIVINA GRAZIA , RIMASE NEL DIRITTO SENTIRE CHE AL CIELO CONDUCE MOLTE ANIME traviate , RICONDUCENDOLE PER MEZZO DEI SACRAMENTI ALL’UNICO OVILE DI GESU’ CRISTO . Osservante Fedelissimo della SERAFICA POVERTA’ , non pensò mai ad approvare a sé cosa alcuna , ma tutto ciò che riceveva incorporava alla Comunità , o impiegava con la dovuta licenza in beneficio della Chiesa o del Convento , come ancora ne fanno testimonianza la sepoltura , il terrazzo ed altre Opere che furono compiute coi suoi stenti e sudori .
Nei suoi 67 anni di vita Claustrale si mostrò Adorno di tutte le Virtù , specialmente della prudenza , della CARITA’ verso i poveri , gli infermi e gli anziani , e l’illibatezza dei costumi , per lo che si attirò gli SGUARDI della Provincia , che ben tre volte lo Elesse Definitore , due volte Provinciale e CUSTODE GENERALE ; nelle quali Cariche si comportò sempre rigido Custode della regolare Osservanza , che era zelante a caldeggiare in ogni Convento .
Dimorò qualche tempo a Roma , OVE VENNE AMMIRATA LA SUA SANTITA’ DI VITA . IVI EBBE ACCESSO PRESSO ALTI DIGNATARI DELLA SANTA SEDE CHE NE LODARONO LA VIRTU’ E LA DOTTRINA .
Ritornato nel Patrio Convento , lo arricchì di Pregiatissime Reliquie di alcuni Santi , fra le quali sono degne di nota il Cappello e una Particella di VELO DELLA MADONNA , alcune OSSA DI SAN GIOVANNI BATTISTA , di SAN GIOCCHINO PADRE E DI SANT’ANNA MADRE DELLA SS. VERGINE , DEI SUI SS. APOSTOLI E DI ALTRI MARTIRI DELLA CHIESA , E QUALCHE FRAMMENTO DEL LEGNO DELLA SANTA CROCE .
Tali Reliquie insieme a molte altre sono conservate in appositi Reliquari Artisticamente costruiti e di gran pregio , ed esposte alla Venerazione dei fedeli . Onusto di meriti , quando già contava 84 anni , il Signore lo chiamò a SE’ con la morte dei GIUSTI avvenuta il 7 Marzo del 1768 .

PADRE INNOCENZO DI AIDONE PROVINCIALE
Dopo un anno passò a miglior vita un altro insigne Religioso , che pure godeva FAMA di SAPIENZA , di ZELO , di SANTITA’ e di PENITENZA .
Era il Padre Innocenzo di Aidone , in memoria del quale abbiamo due iscrizioni , l’una che si legge nel suo ritratto , quale si conserva in quella un tempo nostra sagrestia , l’altra in una lapide marmorea sita nella CAPPELLA DEL SS. CROCIFISSO della Chiesa .
La prima è la seguente :
Rev. Pater Innocentius ab Aydone Ex Provincialis Urbis erat decus , ingenio spirituque refulsit ; Fervidus in Deum , ac pia corda gerens . Obiit anno D.ni 1769 , aetatis suae 82 .
La seconda è questa che riferiamo :
Adm. Rev. P. Innocentius ad Aydone Cappuccinus , doctrina , exemplo , pietate Vir maxime insignis , Zelator magnus , Concionator et missionarius ardentissimo , Guardianus , Definitor , Provincialis ; Prudentia , Charitate , totus mirabilis : Patientia , Humilitate , omnique virtute ornatissimus . Orando , legendo , contemplando semper assiduus - Hic sepultus . Obiit VIII Kalendas Januari MDCCLXIX . Dalle relazioni avuteci intorno a cotesto Padre rileviamo che apparteneva alla famiglia Correnti di Aidone , ove sortì i natali .
Chiamato a DIO allo STATO RELIGIOSO , ne VESTI’ le SERAFICHE LANE con tutto fervore di spirito e con la sola intenzione di SEVIRE MEGLIO DIO di assicurarsi la SALVEZZA dell’anima con l’osservanza dei VOTI della REGOLA .
L’effetto ben presto mostrò la Sincerità dei suoi propositi , giacché riuscì ammirabile per Dottrina , Santità e Zelo .
Fu Missionario Apostolico , e bandì la Divina Parola con tanto FUOCO CELESTE e con tanto profitto degli uditori che fu chiamato PREDATORE DELLE ANIME .
Memore intanto delle Parole dell’Apostolo , mentre Predicava agli altri la Penitenza con Austerità e digiuni martirizzava il suo corpo , e si udiva sovente ripetere :
<< Ne cum aliis praedicavero, ipse reprobus efficiar >> .
Il vivo desiderio e la continua operosità della SALUTE delle anime fece sempre meglio spiccare la sua Virtù , talché quanti lo conobbero , restarono presi e invaghiti della SUA ARDENTE CARITA’ , dei suoi modi urbani e cortesi , della sua pazienza e dei suoi costumi PURI e illibati .
L’ASPETTO MAESTOSO E TRANQUILLO , GLI OCCHI VIVACI E PENETRANTI , IL PORTAMENTO GRAVE E SERENO , LO DAVANO A CONOSCERE QUAL VERO APOSTOLO DI CRISTO , E QUAL VERO FIGLIO DEL SERAFINO D’ASSISI .
Lo Studio , la Preghiera , la Contemplazione , l’Ufficio di Missionario erano le sue occupazioni predilette , Per questi suoi meriti da tutti conosciuti , con pienezza di voti fu Eletto Provinciale nel capitolo di Comiso del 1° Dicembre 1744 , dopo che il Padre Bernardo pure di Aidone fece le sue dimissioni del Governo della Provincia , dicendo di essere inabile a camminare a piedi per le sue indisposizioni .
In tale carica fu anche confermato con nuova pienezza di voti nel Capitolo di Modica celebrato il 17 Maggio del 1746 .
Dal che si rileva la grande fiducia che la Provincia aveva in lui e nel suo saggio regime .
Una VITA sì PURA , PENITENTE e OPEROSA , spesa in mezzo alle fatiche , agli stenti , agli studi , alla Predicazione , al Governo , meritava di essere CORONATA di una MORTE SANTA .
E tale si fu quella del Padre Innocenzo di Aidone .
Non appena egli rese l’anima sua BELLA al CREATORE il popolo si affollò nella Chiesa del Convento ad assistere Piangente ai suoi Funerali e ad ottenere qualche ricordo ; e si stimò fortunato chi poté avere un frammento della Tonaca di lui , che poi conservò come Reliquia .
Per la fama di Santità in cui visse e morì , i Religiosi seppellirono il suo corpo , come in luogo di deposito , in un muro della Cappella della Chiesa , ove tuttora si conserva .

PADRE BENEDETTO DA MILITELLO PREDICATORE
Ricordiamo in fine il Padre Benedetto da Militello , della famiglia Laganà , religioso d’irreprensibile condotta e di svegliato ingegno .
Compiuto il settennio dello studio prescritto dai nostri Statuti , ottenne la meritata Patente di Predicatore , e bandì con lode e frutto la DIVINA PAROLA .
Si distinse però nella POESIA , per la quale provava un invincibile TRASPORTO , e diede alle stampe due Opere Sacre Encomiate dai Letterati contemporanei , l’una impressa in Catania coi tipi di Gioacchino Puleo nel 1755 con il titolo :
CRISTO CONDANNATO , AZIONE SACROTRAGICA e l’altra pubblicata pure in Catania per Bisagni nel 1752 , che porta il nome : IL PROFETA ABBORRITO OSSIA CRISTO AL CALVARIO ED ALLA SEPOLTURA , AZIONE SACROTRAGICA .
<< Questi due drammi , dice il Natale , furono ristampati in Palermo l’anno 1763 per la stamperia di Francesco Valenza da un fratello dell’autore con il titolo :
OPERE SACRE ABBOZZATE DAL PADRE FRANC. BENEDETTO DA MILITELLO PREDICATORE CAPPUCCINO DELLA PROVINCIA DI SIRACUSA .
E vi furono aggiunti di nuovo altri sette Drammi :
CRISTO NEL PRESEPIO - IL RITORNO DI EGITTO - LA GARA DELL’AMORE DI GESU’ SACRAMENTATO E MILITELLO - IL VERO OMAGGIO A GESU’ SACRAMENTATO - CRISTO NEI TRIBUNALI - IL COMPENDIO DELLA PASSIONE - CRISTO RESUSCITATO - Una giunta di 5 scene al compendio della Passione forma il CRISTO RESUSCITATO >> .
Non pensi il lettore di ammirare in questi Drammi quel linguaggio Profetico , e della Santa Scrittura , che Apostolo Zeno così bene ritrasse il nostra idioma ad insegnamento di tal genere di Poesia .
Il Nostro frate credette piuttosto brillare in quei componimenti con arguzie seicentistiche innestate ad una qualche imitazione della Poesia Metastasiana .
Non mancava tuttavia di una certa vena facile ed abbondante , s epur non si voglia tenere per prolissità . Pubblicò egualmente in Palermo , per Francesco Valenza 1759 , una ORAZIONE PANEGIRICA IN LODE DEL GLORIOSO MARTIRE SAN VITO PROTETTORE DELLA CITTA’ DI REGALBUTO , IN RECITA DEL CORSO QUARESIMALE DELL’ANNO 1759 , E CONSACRATA ALLA GRANDEZZA DI MONSIGNORE DOTTORE D. ASDRUBALE INTERLANDI DEI PRINCIPI
DI BELLAPRIMA ecc. >> .
<< Il Fazio raccomandò con LODE il Frate Laganà ,e meritava un luogo in questo catalogo , dove trattiamo di Letterati e di uomini che ottennero un nome , come costui per le sue STAMPE , non potendosi esigere che fossero poi tutte eminenti , quando possono influire almeno col buono esempio . Altri manoscritti del Laganà si conservano nella libreria del Convento .
Questo BUON POETA CHE CON I VERSI SI AFFATICAVA A CHIAMARE I FEDELI A MEDITARE LA PASSIONE DEL FIGLIO DI DIO , morì nel Patri Convento con dolore della Provincia , dei concittadini e di quanti avevano il bene di conoscerlo nel 1772 .


 LAUS  DEO 

Pax et Bonum


Francesco di Santa Maria di Gesù
                                   Terziario Francescano                                                                         



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lunedì 12 novembre 2012

PADRE AMBROGIO DA CALTAGIRONE PREDICATORE E PADRE GIUSEPPE ANTONIO PORTOGHESE DETTO DA COMISO PREDICATORE , CAPPUCCINI .



MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .


PADRE AMBROGIO DA CALTAGIRONE PREDICATORE E PADRE GIUSEPPE ANTONIO PORTOGHESE DETTO DA COMISO PREDICATORE CAPPUCCINI .

Di questo Buon Padre ecco quanto leggiamo nell’opera altre volte citata da Mons. Mario Mineo Iannì : << Il Solo nome di lui è un ELOGIO . Nacque da Vincenzo e Rosaria Graziano di buona famiglia , quantunque non molta agiata .
Si diede per tempo agli studi e fanciullo per l’ingegno svegliatissimo di che DIO LO FORNI’ , nella grammatica e nella retorica , e versò nella poesia latina e italiana con qualche lode , nelle scuole tolse sempre i primi posti , nelle dispute i primi onori .
Allo studio delle lettere però , sin dalla prima età , unì quelle delle virtù e fu assiduo alle più devote Congregazioni , ai Sacramenti ed alla SOLITUDINE .
Amante della SANTA PURITA’ , di qualunque parola l’avesse potuto offendere egli arrossiva ; e tredicenne trovandosi in villa e sollecitato da un’avvenente di una donna , fuggì con eroica virtù .
Si privava volentieri del pane e delle cose , che gli dava la madre e le distribuiva ai poveri .
<< A 15 anni Abbracciò la Religione Cappuccina e fornito il Noviziato ed emessi i Voti Solenni , si diede a studiare Filosofia e Teologia sotto la direzione del Padre Bernardo Suriano Caltagironese anch’esso Cappuccino , uomo distinto per PERFEZIONE , di sottilissimo ingegno , ESPERTO di Lettere Umane e DIVINE .
Appena Sacerdote fu destinato alla Cattedra , che egli ritenne tanto tempo con plauso . A lui si portavano le più INTRIGATE questioni , a lui i più DIFFICILI casi di coscienza , a lui si correva per CONSIGLI e RESPONSI , COME AD ORACOLO .
<< Riuscì Sommo Oratore e DESTO’ GRIDO FAMOSO DELLA SUA DOTTRINA E PIETA’ , COSICCHE’ I VESCOVI DI CATANIA E DI SIRACUSA L’APPROVARONO ILLIMITATAMENTE PER UDIRE LE CONFESSIONI COSI’ DEI SECOLARI E DELLE MONACHE .
L’inesorabile maniera con cui trattava il suo corpo sin da fanciullo , CREBBE CON L’ESSERE MONACO , ED USAVA ASPRI CILICI E PESANTI FLAGELLI .
Prolungava i digiuni sino a 6 o 7 mesi , NON USAVA ALTRO CHE CIBI QUARESIMALI ; ed infermo , gli si doveva imporre in VIRTU’ DI SANTA OBBEDIENZA per farli mangiare carne nei giorni vietati . Umilissimo com’era e oppresso non si lamentò mai ; onorato non si levò mai in superbia .
Infiammato di CARITA’ era tutto a tutti ; le vedove , i pupilli , gli infermi , i poveri erano soccorsi , visitati confortati DALL’INESAURIBILE SUA CARITA’ .
Lunghe inedie , geli d’inverno , incomodi d’ogni sorta , stenti e persecuzioni non cessavano del Ministero :
<< PER GUDAGNARE UN’ANIMA AVREBBE DATO LA SUA >> .
ISTITUI’ LA CONGREGAZIONE DEL SS. CROCIFISSO in Piazza Armerina , Terranova , Scicli , Ragusa , Licodia Eubea e in tanti altri paesi .
In Terranova poi altrove Istituì ancora LA CONGREGAZIONE DEI PRETI , PER L’ASSISTENZA DEI MORIBONDI .
Qui in Caltagirone iniziò LE 4 CONGREGAZIONI DEL SS. SACRAMENTO , ED ERESSE NELLA CHIESA DEL SUO CONVENTO L’ALTARE DI MARIA SS. ADDOLORATA , che aggregò al primario dei Serviti , ottenendo tutte le INDULGENZE e i PRIVILEGI di QUELLO .
Negli ultimi giorni della sua vita e nell’ultima infermità fu straordinario l’ESERCIZIO delle più PERFETTE VIRTU’ .
Chiese i Sacramenti e ricevuti Devotamente domandò l’Assoluzione Generale , che ebbero CONCESSA I FRATI MINORI DA EUGENIO IV , e mentre il Sacerdote , che gliela impartiva quelle parole :
<< restituendo te illi statui innocentiae in quo eras quando baptizatus fuisti >> lo pregò che facesse presso ; ed appena ebbe detto << in Nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti Amen >> spirò che aveva 42 anni !…
Gli fecero Solenni Funerali nella Collegiata e Parrocchiale Chiesa di San Giuliano , con l’assistenza del Capitolo , recitandovi l’Orazione Funebre il Padre Reggente Pier Antonio da Palermo dei MM. Conventuali , la quale si diede alla luce nel 1754 , per cura del fratello di lui Padre Sebastiano , che voleva scrivere la vita .
Sul suo cadavere scrissero così : << Adm. R. P. Ambrosius Scarfia a Calatayerone , vir undique Apostolicus et SSmae . Eucharistiae eximus cultor , clarus miraculis Calatay. Obiit die 18 Decembris an. 1753 , aetatis suae 42 >> .
<< Diede alle stampe un’Orazione in Lode del R.mo Giovanbattista Zaffarana da Caltagirone Priore Generale dai Fate ben-fratelli . Lasciò preparate alle stampe-Storia degli acerbissimi Dolori della Vergine-e-La Scuola di Maria per tutti gli stati delle persone . ( 1 )
( 1 ) Biografia del Padre Innocenzo Marcinò da pag. 103 a pag. 105 .


PADRE GIUSEPPE ANTONIO PORTOGHESE DETTO DA COMISO PREDICATORE .

Era costui di nobilissimo legnaggio , nato in Portogallo , e Cavaliere Gerosolimitano .
Assai più nobile però e più illustre si rese nell’Ordine nostro per la pratica delle Virtù .
Egli all’età di 26 anni transitava questo nostro mare Africano , quando si sollevò una terribile tempesta che minacciava di sommergere la nave . Mentre tutti i passeggeri che in essa si trovavano erano atterriti e temevano di lasciare ad ogni istante la vita nelle acque , EGLI ALZO’ FIDUCIOSO GLI OCCHI AL CIELO DONDE DISCENDE OGNI VERO CONFORTO , ED INVOCATI I NOMI DOLCISSIMI DI GESU’ , DI MARIA E DI SAN GIUSEPPE , FECE VOTO DI ABBANDONARE IL MONDO E FARSI RELIGIOSO IN UN CONVENTO CHE PRIMO GLI SI PRESENTAVA NELLA CITTA , SE IL SIGNORE LO FACESSE ARRIVARE INCOLUME ALLA SPIAGGIA . FU ESAUDITO .
La nave agitata dai venti approdò a Scoglitti , vicino Vittoria .
Egli discese a terra lieto di avere scampato il pericolo e risoluto di SODDISFARE IL VOTO ; dove incominciò a cercare un Convento per vestirsi della Divisa di Frate .
Restarono attoniti i colleghi a vedere quello spirito bellicoso in uno SPIRITO DI UMILTA’ e di riconoscenza a DIO , mentre egli senza indugiare si metteva in viaggio per cercare un Convento che trovò in Comiso , ed era quello dei Cappuccini .
Entrò , espose le sue sventure e il Suo VOTO , e PREGO’ con le più vive istanze , con LACRIME e con SOSPIRI il Superiore della Provincia che ivi si trovava in Sacra Visita il Padre Giuseppe da Militello , ad ammetterlo per l’Amore del Serafico Patriarca nel Penitente Istituto .
Il Provinciale non facile a credere ad ogni spirito , prima di accettarlo nell’Ordine , lo volle assoggettare a dure prove , e fra le altre alla seguente . Vedendolo vestito con eleganza e da ricco cavaliere . ( della impugnatura della sua spada se né formò poi un calice d’oro . Così raccontano i Frati del Convento di Comiso , e molti della Provincia ) .
Andate gli disse , date al primo povero che incontrerete questo vostro abito signorile ; vestitevi dei suoi miserabili cenci
e tornate .
Il nobile Portoghese , perché era ANIMATO DA SINCERA VOCAZIONE allo stato Religioso , si mostrò pronto a tutto , uscì lieto dal Convento , nel quale poi rientrò coperto delle sdrucite vesti di un mendico , a cui aveva dato con grande ilarità le sue .
Il Superiore , avuta tal prova , con piacere della Religiosa Famiglia l’accettò , lo Vestì del nostro umile Saio , e gli mutò il nome di Don Gaspare Merrinto Pereira Moscheira di Portogallo in quello di Fra Giuseppe Antonio da Comiso , permettendogli di tenere relazioni Epistolari col solo Re di Portogallo , col quale egli aveva intimità , e ciò forse per finalizzare certi affari d’interesse , a cui rinunziava col cuore , e che sarebbe poi per rinunziare legalmente con la Professione Religiosa .
Ben presto il NOSTRO Fra Giuseppe Antonio , già Cavaliere di San Giovanni di Gerusalemme , fu ammesso come Chierico al Santo Noviziato .
Appena entrato cominciò a dare TALI SPLENDORI di sua Virtù da oscurare quella degli altri compagni . Né poteva essere diversamente , giacché la sua Vocazione era SINCERA e FERMA , e la GRAZIA aveva già MUTATO il cuore di lui che tutto BRUCIAVA di ARDENTE CARITA’ .
EGLI NON PIU’ VISSE A STESSO , ma camminò docilmente sotto l’OBBEDIENZA dei Superiori nella vita Spirituale ; non ebbe affetto a cosa alcuna temporale : non cercò le proprie soddisfazioni , non usò riguardi al suo corpo , ma si considerò sempre come TUTTO di DIO e venuto alla RELIGIONE per servizio della Monarca dei Secoli .
Una volta mangiando genuflesso a terra , come fanno tre volte alla settimana i Novizi , e avendo dinanzi un piatto di fave , non poteva frenare le LACRIME che copiose gli sgorgavano dagli occhi .
Il Superiore temendo quell’atto di umiltà e di mortificazione lo affliggesse , gli domandò del perché , ed egli con tutta sincerità rispose :
<< Piango al considerare che cibo più squisito di questo non ho mai mangiato nella mia vita >> .
Avendo compiuto con LODE e AMMIRAZIONE il SANTO NOVIZIATO , SI LEGO’ COI VOTI SOLENNI ALL’ALTISSIMO SOMMO E INFINITO BENE , e poiché anche nel secolo aveva ricevuto molta istruzione , in breve tempo venne innalzato all’ORDINE SACERDOTALE e poi eletto GUARDIANO in quel Convento e di altri ancora , giacché ove egli andava da Superiore , si VEDEVA RIFIORIRE L’OSSERVANZA REGOLARE .
Il suo Governo era quello di un PADRE , che si mostrava affabile verso tutti , ammoniva i trasgressori della REGOLA , AMAVA i Frati , li provvedeva delle cose necessarie , li esortava sempre al bene con la sua umiltà e dolcezza li richiamava ai loro Religiosi doveri ,e si mostrava il primo alla fatica e al coro , onde li preveniva con la parola e l’esempio .
Intanto bisognava nel Convento di Comiso un Maestro dei Novizi , vi fu richiamato il Padre Giuseppe Antonio per esercitare questo importantissimo Officio , che praticò con Zelo per lo spazio di venti anni .
Dal Noviziato da lui diretto USCIRONO OTTIMI RELIGIOSI CHE POI FURONO IL DECORO DELLA PROVINCIA .
Amava e faceva AMARE la Meditazione che era la SUA SPIRITUALE MAESTRA e che praticava sempre , come può rilevarsi dal fatto seguente .
Era suo costume non uscire mai dal Convento e spendere quel poco tempo che gli restava dalle ordinarie occupazioni , passeggiando nel corridoio che conduce in Coro .
I Religiosi secondo l’uso giovedì e domenica solevano uscire a diporto , e al ritorno trovavano lui , che passeggiava nel detto dormitorio . Essi gli domandavano cosa facesse in quei corridoi , ed egli rispondeva :
<< FACCIO LA GUARDIA D’ONORE AL MIO RE >> .
Intendeva parlare di CRISTO RE dei re e DOMINATORE dei dominati VIVENTE NELLA SANTA EUCARISTIA .
Quindi possiamo asserire che questo nostro Buon Confratello se ne stava in CONTINUA ORAZIONE , perché mentre passeggiava ADORAVA IL SS. SACRAMENTO nella Nostra Chiesa Conservato , oltreché molte ore della notte come del giorno passava in continuo Raccoglimento .
Ricco di Virtù e di meriti , dopo di avere ricevuto con singolare Devozione i Religiosi Conforti , morì nel Convento di Comiso , che CHIAMAVA CON AFFETTO SUA PATRIA , il dì 16 Agosto 1758 . Contava 82 anni , dei quali 56 passati nella Religione Cappuccina .
A perpetuare la fama di illustre personaggio i Religiosi furono sollecitati a fargli dipingere un ritratto che ancora si conserva nella sagresita , ove si legge questa iscrizione :
<< F. D. Gaspar Merrinto Pereira Moscheira Porthughensis Eques S. R. H. generis nobilitate illustris , virtute nobilior , relicto soeculo Cappuccinorum Ordini , sibi soliq. Deo notus sub nomine P. Ioseph Antonii a Vhomiso adscriptus , pluries Guardiani munere p. totam pene Provinciam et Tyronum Magistri officio annos ultra viginti , quam magno Religionis incremento egregie functus . Humilitate , obedientia , paupertate , oratione et in primis regularis disciplinae observantia nemini secundus . Obiit in hoc Vhomisi praedilecto Caenobio die 16 Aug. 1758 , aetatis suae 82 , Religionis vero 56 >> .


                                                                               FINE

                                                                          LAUS DEO

                                                                        Pax et Bonum


                                                        Francesco di Santa Maria di Gesù
                                                               Terziario Francescano


MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .

Per Ulteriori Informazioni Visitare il Sito :
www.fraticappuccinisiracusa.it/fragiuseppemaria/

mercoledì 7 novembre 2012

FRA MANSUETO DA COMISO LAICO CAPPUCCINO .



MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .


FRA MANSUETO DA COMISO LAICO CAPPUCCINO .

Il SOMMO IDDIO che nella sua INFINITA SAPIENZA si degna di mostrarsi SEMPRE GLORIOSO nei SANTI , comunicando loro la SUA GRAZIA e partecipando la SUA POTENZA col DONO DEI MIRACOLI , si è compiaciuto di RENDERSI AMMIRABILE in Fra Mansueto da Comiso umile Fraticello Cappuccino .
Costui infatti , ricevuta una educazione tutta cristiana , era attento al lavoro ed alla PREGHIERA , e sino all’età di 29 anni conduceva ai pascoli sui monti Erei l’armento del suo padrone .
Là nella solitudine e nel silenzio , non turbato dai rumori del secolo , pensava alle vanità del mondo che tutte finiscono nella cenere e ai pericoli dell’anima in mezzo al turbine delle passioni umane .
Assorto in tali Meditazioni SENTIVA LA CAMPANA DEL CONVENTO DEI CAPPUCCINI che chiamava i religiosi o a porgere Preghiere a DIO , o a rendergli GRAZIE del parco nutrimento RICEVUTO per CARITA’ dai Benefattori , o a per solvere
le DIVINE LAUDI .
Mansueto allora sentiva nel suo cuore una VOCE POTENTE che L’INVITAVA AD ENTRARE IN QUELL’ORDINE e assicurare la sua Eterna Salvezza .
Ben presto corrispose alla Grazia che operava efficacemente nel suo cuore , risolvette , affidò agli altri l’armento , camminò , frettoloso , si PRESENTO’ alla porta del Convento e con le LACRIME agli occhi domandò , pregò , scongiurò il Padre Guardiano , perché l’accettasse nel numero dei Laici . Il Superiore a tali istanze e per gl’Interiori Lumi della Grazia Benevolmente l’accolse , e prima di tutto gli disse :
<< Va , licenziati dal tuo padrone e ritorna e sarai accettato >> .
Mansueto non se lo fece ripetere , seguì tosto quando gl’imponeva il Guardiano , ed eccolo di nuovo innanzi a lui con lo stesso modesto e supplichevole atteggiamento .
Il Convento dei Cappuccini di Comiso era allora luogo di Noviziato .
Mansueto fu ammesso all’Ordine , Vestì la Serafica Lana ed entrò nel tirocinio .
In questa nuova palestra egli tosto divenne la MERAVIGLIA dei Religiosi che componevano quella numerosa Comunità , giacché invece di mostrarsi incipiente nella Via della Virtù , si rivelava in tutte le sue Opere UOMO PERFETTO .
In quel tempo si trovava nel Noviziato Fra Giuseppe da Comiso , inteso il Cavaliere di Malta .
I cuori dell’uno e dell’altro subito si compresero : si UNIRONIO nel reciproco DESIDERIO della Virtù :
<< Formarono una sola cosa in CRISTO , Emulando l’uno la PERFEZIONE che VEDEVA RISPLENDERE l’altro >> .
Terminato il Noviziato , fu ammesso alla Santa Professione . Ed ho ! Qual gioia provò il suo cuore in quel giorno memorando , in cui calcate tutte le vanità della terra , si legò il più arcano modo al SUO DIO , che aveva proposto di farne
un UOMO SECONDO IL SUO CUORE .
Compiuto un tale Atto Sublime NON INDIETREGGIO’ NELL’OSSERVANZA delle fatte PROMESSE , ma continuò nella cultura delle Sante Virtù , principalmente nei VOTI .
IDDIO intanto a DISTINGUERLO dagli altri Religiosi lo arricchiva di non comuni Doni Celesti , mentre Fra Mansueto per umiltà si ingegnava a nasconderli ; ma quanto più egli li occultava , tanto meglio L’ALTISSIMO LI RENDEVA PALESI .
Un giorno il Superiore lo mandò per la questua in campagna ove Fra Mansueto , cammino facendo , trovò un fanciullo che dirottamente piangeva innanzi ad una mula e due barili vuoti .
PERCHE’ PIANGI FIGLIO MIO , egli domandò ?
PIANGO , egli rispose , AVEVO COMPRATO QUESTO VINO IN COMISO , INTANTO LA MULA CADDE E IL VINO SI E’ SPARSO SULLA TERRA ; ORA CERTAMENTE SARO’ RIMPROVERATO , CASTIGATO E MANDATO VIA dal mio padrone .
CORAGGIO , gli disse Fra Mansueto , INVOCHIAMO INSIEME LA NOSTRA MADRE IMMACOLATA , ED ELLA TI CONSOLERA’ . Prostrati a terra RECITARONO L’AVE MARIA , il Buon Frate prese i due barili , li RIEMPI’ DI ACQUA LI’ VICINA , E POI FATTO IL SEGNO DELLA CROCE LI POSE SOPRA LA MULA , E , VA , disse al fanciullo , SPERA NELLA MADONNA CHE ESSA TI PROTEGGERA’ . L’ACQUA PRODIGIOSAMENTE FU MUTATA IN VINO CHE , provato dai coloni , fu rivenuto del tutto eccellente e superiore ad ogni altro .
IL MIRACOLO FU SAPUTO DA TUTTI , E LA FAMA DI FRA MANSUETO ANDAVA SEMPRE PIU’ CRESCENDO nel popolo Comisano .
Egli però che amava di essere sconosciuto , si lamentava con la Madonna , perché veniva esaltato , mentre desiderava umiliazioni e disprezzi .ad ottenere questo scrisse pure al Provinciale , pregandolo di essere collocato di Famiglia in un altro Convento .
Fu esaudito , e a malincuore dei Religiosi e degli abitanti di Comiso partì per Piazza Armerina .
In quel Convento noi lo vediamo primeggiare nella bontà della vita fra tutti quei Fervidi Religiosi e in un assidua Orazione innanzi alla MADONNA , una Immagine della quale era situata in un muro , in mezzo alla scala del Convento .
I Frati conobbero ben presto la SANTITA’ di Mansueto ; il Guardiano particolarmente col suo occhio non cessava di AMMIRARE LA PERFEZIONE di un tanto uomo . Un giorno in tempo d’inverno era caduta copiosissima neve , ed il claustro n’era pieno a zeppo .
I religiosi erano congregati per la refezione meridiana , quando il Superiore in un modo piuttosto scherzevole cominciò a interloquire col SERVO DI DIO :
<< FRA MANSUETO GLI DISSE : QUANTA RICOTTA E’ CADUTA NELLE CAMPAGNE DI PIAZZA ARMERINA ! Che sarebbe se riempiate una fiscella , la deste ai Frati che sono stati questa notte a mattutino ! ANDATE PURE , CHE VI DO IL MERITO DELLA SANTA OBBEDIENZA ! A tali parole Fra Mansueto non sofistica , non frappone dimora , MA INTETO SOLO AL MERITO DELL’OBBEDIENZA , PRENDE LA FISCELLA , LA RIEMPE DI NEVE DEL CLAUSTRO , RECITA DEVOTAMENTE “ L’AVE MARIA ” ED ECCO IL MIRACOLO . LA NEVE E’ GIA’ MUTATA , E’ DIVENUTA CALDA RICOTTA CHE , DIVISA TRA I RELIGIOSI , FA DA TUTTI AMMIRARE LA LIBERALITA’ DEL SIGNORE E IL VALORE CHE HA PRESSO LUI L’OBBEDIENZA UMILE E PRONTA >> .
Egli frattanto , perché nulla attribuisce a sé stesso e si riguarda come un grande peccatore , si porta nella scala del Convento , ove si venerava la detta Immagine della Madonna in pittura , che ora è Onorata nella nostra Chiesa , a ringraziare la Vergine , perché lo aveva fatto degno di eseguire Prontamente L’Obbedienza impostagli dal Guardiano .
Allora la DIVINA MADRE , che come FIGLIO DILETTO teneramente lo AMAVA , per confermare la SANTITA’ DI LUI si compiacque Operare un altro MIRACOLO , dandogli dal piccolo quadro , innanzi al quale egli si sfogava il Suo Amore una guanciata e redarguendolo , perché altra volta non dovesse forzarla a fare Prodigi .
D’allora in poi quella Immagine cominciò ad essere tenuta in maggior Venerazione , e già ogni Sabato tutti i Frati della Comunità , accesi alquanti cerei , le Cantavano devotamente le Litanie .
Intanto il popolo Comisano era ansioso grandemente del ritorno del loro Fra Mansueto , onde spediva continue suppliche al Provinciale , pregandolo a restituirlo nel Patrio Convento .
Come infatti successe con immensa gioia di tutti i concittadini , i quali si portarono ad incontrarlo , mentre egli a piedi , col bastone in mano e gli occhi bassi , come per nascondersi da quella dimostrazione di affetto , transitava il paese e si portava in Convento .
Intanto IDDIO continuava ad Operare MERAVIGLIE per mezzo del suo Servo fedele .
Era un anno di DOLOROSA CARESTIA , quando il Guardiano , vedendo venir meno la questua del frumento , impone al Buon Fraticello di portarsi dai Benefattori a domandarne per Carità qualche poco in pro della Religiosa Famiglia .
Egli aveva per speciale Benefattrice la moglie di un certo proprietario Curcio ( inteso Canterone ) onde si presenta a quella signora , chiedendo del frumento per elemosina .
Sebbene essa non fosse solita a negare cosa alcuna al Devoto Frate , pure in quella circostanza rispose di non poterlo accontentare , perché lo sposo aveva fatto la provvigione per i coloni e per la messe , onde non poteva darne .
Allora il SERVO DI DIO FIDUCIOSO NEL PATROCINIO DI MARIA :
EBBENE DISSE , ANDIAMO AL MAGAZZINO A RECITARE UN AVE MARIA ALLA VERGINE , CHE CI DARA’ FRUMENTO SUFFICIENTE . LA DONNA , CHE CONOSCEVA LA SANTITA’ DI FRA MANSUETO , SENZA ESITAZIONE PARTE CON LUI , TENTA DI APRIRE IL MAGAZZINO E LA PORTE RESISTE . SI APPRE PER FORZA , E IL MAGAZZINO SI TROVA PIENISSIMO DI FRUMENTO . ALLORA LA SIGNORA GRIDA AL MIRACOLO , IL POPOLO ACCORRE A VEDERE QUESTO NUOVO PRODIGIO , CHE MIRO’ CON I PROPRI OCCHI .
Riferisco altro Prodigio .
Si trovava Fra Mansueto per la solita questua nel feudo di Dirillo , quando si presentò al proprietario di quel fondo , domandando l’elemosina . In un vicino poggio vi era un toro fiero che se ne stava libero , perché nessuno poteva avvicinarlo , né frenarlo .
ANDATE , disse il padrone a Fra Mansueto , E SE POTETE CONDUCETOLO VIA . QUESTI RIPONE LA SUA FIDUCIA NEL SOCCORSO DELL’IMMACOLATO , RECITA LA SOLITA AVE MARIA, E SI PRESENTA A QUELLA BESTIA FEROCE , A CUI INTIMA IN NOME DI DIO AD ANDARE SECO . IL TORO SI ARRENDE COME UN MANSUETO ANIMALE , E IL FRATE LO LEGA E LO CONDUCE COME SUOL FARSI DI UN ASINELLO . I COLONI E IL PADRONE RICONOSCONO IN CIO’ UN MIRACOLO , ESALTANO LA POTENZA DI DIO E ACCOMPAGNANO FRA MANSUETO AL CONVENTO CON SEGNI EVIDENTI DI ALTO STUPORE .
<< DI ALTRI FATTI , CHE BREVITA’ TRALASCIO , SI RILEVA CHE GODEVA PURE DEL DONO DEL DONO SOVRUMANO DELLA PROFEZIA >> .
Ricco di virtù e onusto di meriti all’età di 54 anni e 23 di Religione , con DOLORE di tutta la Cittadinanza , e PIU’ della Religiosa Famiglia , passò a miglior vita il 26 Giugno del 1749 .
Il Suo Corpo è posto in cassa separata nella sepoltura dei Frati . Il popolo Comisano NUTRE immensa fiducia nelle PREGHIERE di FRA MANSUETO PRESSO IL TRONO DI DIO .
<< IL CORDONE DI LUI SI SPERIMENTA ANCORA AMMIRABILE DALLE DONNE PARTORIENTI ; GRAZIE EMMENSE CONCEDE IDDIO AI FEDELI PER SUA INTERCESSIONE , E AMMIRABILE E’ QUELLA AI FEDELI DELLA MOGLIE DI GIUSEPPE CITRELLA , LA QUALE DICHIARATA DAI MEDICI PERDUTA , PER L’INVOCAZIONE DI FRA MANSUETO RECUPERO’ LA SALUTE , E IN RINGRAZIAMENTO FECE CANTARE UNA MESSA SOLENNE >> .
Buona parte dei Comisani posseggono con Devozione qualche Reliquia del suo Abito ; la lampada al suo Sepolcro sta quasi sempre accesa . Un iscrizione posta appié del suo ritratto nel Convento di Comiso ricorda le sue Belle Virtù :
Frater Mansuetus a Yhomiso fuit omni virtute insignitus . Praecipue resplenduit in eo humilitas , obedientia atque amor erga Beatissiman Virginem Mariam . Miraculis clarus amnibus se praebuit perfectionis exemplare . Sanctimonia qua vixit obbormivit in Domino anno reparatae salutis 1749 , die 26 Iunii , aetatis suae 54 , Religionis vero 23 .


                                                                              FINE

                                                                         LAUS DEO

                                                                       Pax et Bonum


                                                       Francesco di Santa Maria di Gesù
                                                               Terziario Francescano


MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .

Per Ulteriori Informazioni Visitare il Sito :
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giovedì 1 novembre 2012

MESE DI NOVEMBRE IN COMMEMORATIONE OMNIUM FIDELIUM DEFUNCTORUM.





MESE  DI  NOVEMBRE

 IN COMMEMORATIONE OMNIUM FIDELIUM DEFUNCTORUM 

La Religione Cattolica possiede, al grado supremo, la scienza delle armonie. Noi siamo nel mese di Novembre. Il cielo è nuvoloso, gli alberi spogliati e la terra ricoperta dalle loro foglie.
Freddo e melanconico, il vento soffia attraverso queste rovine. Niente sorride; tutto sembra piangere. La Chiesa sceglie questo momento per farci piangere sui nostri morti. Essi pure hanno vissuto; essi hanno viste dolci aurore e contatti giocondi soli; gli uni furono le speranze delle culle, gli altri la gioia del focolare, tutti ora sono preda della tomba. Ma la tomba non è abbastanza profonda per derubare l'uomo ai rigori della divina giustizia. Avanti di fare un passo irrevocabile, di passare la soglia sì ardentemente desiderata dall'eterna beatitudine, migliaia di Anime hanno da purificarsi nelle fiamme espiatrici. Una regione dolorosa le aspetta, le riceve e le custodisce con una sorveglianza gelosa.
Nessuno uscirà senza aver pagato con moneta d'angoscia sino al suo ultimo spicciolo. Nel numero di questi esiliati dal Cielo e dalla terra, languiscono i nostri amici e nostri fratelli. Le loro voci lamentevoli salgono verso noi notte e giorno.
Anima in angustiis et spiritus anxius clamat ad te. Ma il rumore degli affari, del lusso e delle allegrie, il chiasso dei nostri piaceri, coprono queste voci, stupefatte di non essere ascoltate dal coloro che pretendevano amarle ed avevano loro  giurato, nel momento della separazione, un eterno ricordo.
Compassionevole per le dimenticate e i dimenticati, la Chiesa impone silenzio ai suoni festevoli, alle cadenze del ballo, ai rumori della vita. Attraverso ad un manto di dolore, essa tende la mano alle nostre elemosine e ci dice singhiozzando:
" Per le Anime del Purgatorio ! ".
Ma quali viscere non fanno commuovere? Vi è fosse una miseria più grande? Ove trovare miserabili più sfortunati e più simpatici? Non siamo loro uniti con i legami  dell'umanità, della Religione, della società, della famiglia e del sangue? Saranno esse lontane dai nostri cuori, perché non sono davanti ai nostri occhi?
La minima delle loro sofferenze qui ci faceva piangere; ed ora che esse provano un immenso dolore, restiamo insensibili?
Un giorno non sarà più per gli altri che la nostra Santa Madre la Chiesa tenderà la mano; sarà per noi. Qual dritto avremo alla compassione dei nostri fratelli, se noi siamo stati senza pietà? Crudeli ci saranno allora i dolori dell'oblio: Terra oblivionis.
L'amicizia, la giustizia, l'interesse ci obbligano dunque a pregare per le Anime del Purgatorio.
Diamo loro largamente; grandi sono i loro bisogni, e noi siamo tanto potenti per suffragarle, mentre esse sono incapaci di farlo. Noi abbiamo dei tesori fra le mani, e basta aprire queste per effondere quelli.
Oh, si! preghiamo molto per le Anime del Purgatorio.
Ogni preghiera, soprattutto se è arricchita di Indulgenze, ogni buona opera fatta a loro intenzione, diminuisce l'intensità dei loro dolori, abbrevia la durata delle loro pene anticipando la loro liberazione. Un'ora di più in Paradiso, un'ora di più per possedere Dio, per amare Dio in tutta la potenza dell'affetto, chi può dire ciò che dà gioia e di felicità?
Se abbiamo qualche influenza intorno a noi, Sacerdoti, Religiosi, madri di famiglia, superiori di comunità, stabiliamo l'uso di pregare, soffrire e  operare per i morti. Ciò che stabiliremo, se Dio gli dà la durata, sarà per noi una sorgente di felicità anche dopo la nostra morte. La teologia c'insegna che ogni qual volta si fa un'opera pia, della quale abbiamo posto la causa durante la nostra vita, la nostra gloria accidentale si aumenta nel Cielo, e se siamo in Purgatorio, la nostra pena diminuisce.
Così  abbiamo in una Parrocchia stabilito il Rosario? abbiamo abituati i nostri figli a pregare Dio sera e mattina, a visitare gli ospedali, a fare l'elemosina ai poveri? abbiamo insegnata qualche preghiera ad uno che ignora? ogni volta che in questa Parrocchia sarà recitato il Rosario, ogni volta che i nostri figli praticheranno una delle virtù che abbiamo loro insegante, risentiremo una nuova gioia, la gioia di vedere Dio Glorificato a causa nostra.
Preghiamo dunque molto per queste care Anime; acquistiamo per esse molte Indulgenze. Sappiamo del resto, che " basta, dice Sant'Alfonso, per divenire un santo, acquistare più Indulgenze che sia possibile ". - "Per coloro che cercano l'amore di Dio ed il Cielo, scriveva Sant'Ignazio, le Indulgenze sono un ricco tesoro e come tante pietre preziose ".
Ma fra tutte le pratiche di pietà delle quali dovremo divenire zelatori e propagandisti, quella del mese di Novembre sembra la più efficace a suffragio delle Anime del Purgatorio. Un mese intero di continue preghiere, intessuto di continui esercizi di pietà e di opere di suffragio! Quante anime si possono trarre dal quel carcere tenebroso! Zeliamo questa ottima piissima pratica. Non potendo pubblicamente, almeno in privato, in seno alle nostre famiglie, fra i nostri amici e conoscenti facciamo di introdurre questo lodevolissimo costume del mese di Novembre, e le Anime del Purgatorio ci saranno molto riconoscenti.

* * *



SALMO 5O - Miserere.
( Pietà di me, Signore )
Abbi pietà di me, o Dio secondo la tua grande bontà,
e secondo la moltitudine delle tue misericordie
scancella il mio peccato.
Lavami  abbondantemente dalla mia iniquità,
e dal mio peccato mondami.
Perché riconosco la mia iniquità,
e mio peccato è sempre dinanzi a me.
Contro te solo ho peccato,
e ho fatto ciò ch'è male a' tuoi occhi.
Sicchè tu sei giustificato nella tua sentenza,
e inattaccabile nel tuo giudizio.
Ecco infatti nell'iniquità fui concepito,
e ne' peccati mi concepì mia madre!
Ecco, tuttavia, tu ami la fedeltà,
e recondite e occulte cose di tua sapienza m'hai fatto conoscere.
Aspergimi con l'issopo e sarò mondo;
lavami e sarò bianco più della neve.
Fammi udire gaudio e letizia,
ed esultino le mie ossa abbattute.
Rivolgi la tua faccia da' miei peccati,
e tutte le mie iniquità cancella.
Un cuore puro crea in me, o Dio,
e uno spirito retto ( e saldo ) rinnova nel mio seno.
Non mi rigettar dalla tua faccia,
e il tuo santo Spirito non togliere via da me.
Rendimi la gioia della tua salvazione,
e con nobile ( e generoso ) spirito confortami.
Insegnerò agli iniqui le tue vie,
e gli empi ritorneranno a te.
Liberami dal reato di sangue, o Dio, Dio della mia salvezza,
ed esulterà la mia lingua ( celebrando ) la tua giustizia.
Signore, apri le mie labbra,
e la mia bocca annunzierà la tua lode.
Perché se tu avessi voluto un sacrifizio,
te l'avrei offerto: di olocausti non ti diletti!
Sacrifizio ( accetto ) o Dio è lo spirito compunto:
un cuor contrito e umiliato, o Dio, tu non disprezzi.
Mostrami benigno, o Signore, per la tua bontà, verso Sion,
( Fa' ) che siano edificate le mura di Gerusalemme!
Allora accetterai il sacrifizio di giustizia,
le oblazioni e gli olocausti;
allora sul tuo altare porranno i giovenchi.

* * *

SALMO 129 - De Profundis.
( Fiduciosa preghiera a Dio per il perdono dei peccati )
Dal profondo io grido a Te , o Signore ,
Signore , ascolta la mia voce .
Siano attenti i tuoi orecchi
alla voce della mia supplica .
Se badi alle iniquità , o Signore ,
Signore , chi mai potrà reggere ?
Ma presso di Te è Misericordia
e per via della tua Legge io confido in Te , o Signore .
Confida l’anima mia nella Tua Parola ,
spera l’anima mia nel Signore .
Dalla vigilia del mattino sino a notte
speri Israele nel Signore .
Perché presso il Signore è la Misericordia ,
e copioso riscatto è presso di Lui .
Ed Egli riscatterà Israele da tutte le sue iniquità .

* * *


Col sudore della tua fronte ti procaccerai il pane , sinché tu ritorni alla terra dalla quale sei stato cavato ; perché polvere sei , ed in polvere tornerai . ( Genesi 3,19 )

Per questo come per opera d’un solo uomo entrò la colpa nel mondo , e per la colpa la morte , e così a tutti gli uomini s’è estesa la morte in quanto che tutti peccarono . Giacché fino alla legge v’era sì la colpa , nel mondo , ma la colpa non s’imputava non essendovi la legge . Nondimeno regnò la morte da Adamo fino a Mosè , anche su quelli che non avevano peccato trasgredendo la legge come aveva fatto Adamo ; il quale è figura di colui che doveva venire . Ma non come il fallo è il dono , poiché se per la colpa d’uno tutti gli altri morirono , molto di più la Grazia di Dio , e il dono nella Grazia dell’Unico Uomo Gesù Cristo , ridondò a vantaggio di tutti . E non come nel caso di quell’unico che fu colpevole è stato il dono ; poiché in seguito a quell’unico si voltò in condanna il giudizio , la Grazia in seguito a molte colpe si voltò in giustificazione . ( Lettera ai Romani 5, 12- 16 ) .

Poiché la paga del peccato è la morte , e il Grazioso Dono di Dio è la vita Eterna in Gesù Cristo Signore nostro . ( Lettera ai Romani 6,23 ) .

Infatti poiché per via di un uomo è la morte , anche per via di un uomo v’è la Risurrezione dei Morti . ( 1 Lettera ai Corinti 15,21 ) .

Non ho speranza : certo più non vivrò , lasciami stare , perché un nulla sono i miei giorni . Che mai l’uomo , perché tu molto lo stimi ? E perché poni su lui la Tua mente ? Ogni mattina tu lo esamini , ogni istante lo sottoponi a saggio . Fino a quando non mi lascerai stare , né mi permetterai d’inghiottir la mia saliva ? Se peccai , che potrò fare con te , o Guardiano degli uomini ? Perché mi hai posto come tuo bersaglio , si che io sia a me stesso di peso ? Perché non togli Tu il mio peccato , e perché non rimuovi la mia iniquità ? Ecco , adesso nella polvere io giacerò , e se al mattino mi cercherai , io non sarò . ( Giobbe 7, 16-21 ) .

Ecco io me ne vado oggi al luogo dei più e voi conoscete benissimo che di tutte le parole , con le quali il Signore vi ha promesso di aiutarvi , neppur una andò a vuoto . ( Giosuè 23, 14 ) .

Chi è l’uomo che vivrà e non vedrà la morte ? Che scamperà l’anima sua dalla mano degli inferi ? ( Salmo 88, 49 ) .

Figliuoli ascoltate la Voce del Padre , e fate in modo di essere salvi . ( Ecclesiastico 3, 2 ) .

O morte , quant’è amaro il tuo ricordo all’uomo che vive in pace tra le sue ricchezze . ( Ecclesiastico 41, 1 ) .

Perciò cercavano di prenderlo ; ma nessuno gli mise le mani addosso , perché la sua ora non era ancora venuta . ( Giovanni 7, 30 ) .

L’anima ha nausea della mia vita : lascerò che la mia parola si sfoghi contro di me , parlerò nell’amarezza dell’anima mia . Esclamò verso Dio : - Deh ! Non mi condannare ; fammi saper perché in tal modo mi giudichi ! Ti sembra forse bene che tu mi calunni , che tu opprima me opera delle tue Mani , favorendo così il consiglio degli empi ? Hai tu forse occhi di carne , ovvero come vede l’uomo vedi anche tu ; son forse come i dì dell’uomo i tuoi dì , e gli anni tuoi son come i tempi degli uomini , perché tu stia a ricercare la mia iniquità , ed a scrutare il mio peccato ? E così tu sappia che non operai empietà alcuna mentre non v’è nessuno che liberi dalla tua mano . ( Giobbe 1, 7 ) .

E distruggerà la morte per sempre ; e il Signore Dio astergerà da tutti i volti le lacrime , e toglierà via l’obbrobrio del suo popolo da tutta la terra , perché il Signore ha Parlato . ( Isaia 25 , 8 ) .

Di mano agli inferi li libererò , li riscatterò dalla morte . Sarò la tua morte , o morte ! Sarò il tuo morso , o inferno ! La consolazione è sottratta agli occhi miei ! ( Osea 13, 14 ) .

Poiché dunque i figliuoli partecipano del sangue e della carne , anch’egli ugualmente ne ebbe parte , affinché per mezzo della morte annientasse colui che ha potere della morte , cioè il diavolo , e liberasse tutti quelli che , per paura della morte durante tutto il loro vivere erano soggetti a schiavitù . ( Lettera agli Ebrei 2 , 14 - 15 ) .

E il VIVENTE ; e fui morto , ed ecco son VIVO per i secoli dei secoli , e ho le CHIAVI della morte e degli inferi . ( Apocalisse di San Giovanni 1 , 18 ) .

Le tue mani mi hanno formato e plasmato tutto torno , torno , e così ad un tratto vuoi tu atterrarmi ? Ricordati ti prego , che come argilla tu mi hai manipolato , e in polvere vuoi tu farmi tornare ? Non mi hai tu forse , qual latte , fatto colare , e come latte rappreso , fatto coagulare ? Di pelle e di carni tu mi hai rivestito , con ossa e con nervi tu m’hai tessuto ; vita e Misericordia tu mi concedesti , e la tua assistenza custodì il mio spirito . ( Giobbe 10 , 8-12 ) .

Quindi interrogami ed io ti risponderò , ovvero parlerò io e tu rispondimi . Quante sono le mie iniquità e peccati ? Le mie scelleratezze e delitti fammi conoscere ! Perché mai nascondi tu il tuo volto , e reputi come tuo nemico ? Contro una foglia , che il vento rapisce , mostri la tua potenza , e perseguiti un’arida pagliuzza ; tu infatti decreti contro di me amarezze , e mi vuoi far consumare dai peccati della mia giovinezza . ( Giobbe 13 , 22-28 ) .

L’uomo generato di donna , breve tempo vive , di molte miserie è ripieno : qual fiore egli spunta e si spezza , sfugge qual ombra e mai non resta in uno stesso stato . E tu ti degni d’aprir gli occhi tuoi sopra tale essere , e condurlo a giudizio con te ? Chi potrà rendere mondo chi fu concepito dal seme immondo ? Non tu forse , che sei solo ? Brevi sono i dì dell’uomo , il numero dei mesi suoi è presso di te : gli ponesti dei termini che non si potranno oltrepassare . Allontanati alquanto da lui , si ch’ei si riposi , fino a che giunga bramata come d’un mercenario , la sua giornata . ( Giobbe 14 , 1-6 ) .

Oh ! Se tu negl’inferi mi nascondessi , mi occultasti fino al passar dell’ira tua , e mi stabilissi un tempo in cui ti ricordassi di me ! Che forse un uomo morto potrà rivivere ? In tutti i dì della mia milizia aspetto fino a che venga la mia muta ( di guardia ) . Tu mi chiamerai ed io risponderò , all’opera delle tue mani stenderai la mano . Bensì tu hai contato i miei passi ; ma perdona ai miei peccati ! ( Giobbe 14 , 13-16 ) .

Il mio spirito s’attenua , i miei giorni s’accorciano , e per me non resta che il sepolcro ! Io non ho peccato , eppur nelle amarezze s’intrattiene l’occhio mio . Liberami , o Signore , e mettimi vicino a te , e poi mi combatta pur la mano di chiunque . ( Giobbe 17 , 1-3 ) .

I miei giorni passarono , i miei progetti furono dispersi , tormentandomi il cuore . La notte ( per me ) s’è cambiata in giorno , e di nuovo dopo le tenebre aspetto la luce . Se ho una speranza , è che gl’inferi diventino mia dimora , e che nelle tenebre ( della morte ) io stenda il mio giaciglio ; alla putredine io esclamo : - tu sei il padre mio ! Mamma mia ! E sorella mia ! - ( chiamo ) la verminaia . Ov’è mai dunque la mia speranza ( umana ) , e la mia felicità chi può scoprirla ? ( Giobbe 17 , 11-15 ) .

Alla mia pelle , consuntasi la carne , s’è attaccato il mio scheletro , e sono rimaste solo le labbra attorno ai miei denti . Pietà di me , pietà di me , almeno voi amici miei , perché la mano del Signore mi ha toccato ! Perché mi perseguitate come ( fa ) Dio , e vi state a satollare delle mie carni ? Oh ! Venissero pur scritte le mie parole , oh ! Fossero vergate nel libro , o con scappello di ferro e lamina di piombo nella dura selce fossero incise ! Io so infatti che il mio Redentore Vive , e l’ultimo giorno io sorgerò dalla terra ; e che nuovamente mi circonderò dalla mia pelle , e nella mia carne vedrò il mio Dio . ( Quel Dio ) che vedrò io stesso , e contempleranno i miei occhi , e non ( quelli di ) un altro ! Questa mia speranza è riposta nel mio seno . ( Giobbe 19 , 20-27 ) .

Perché dunque dall’utero mi hai fatto uscire ? Oh fossi io morto , senza che occhio mi scorgesse ! Io sarei , come se non fossi mai stato : dall’utero al sepolcro sarei stato portato ! La pochezza dei miei giorni non finirà forse fra breve ? Lasciami dunque , che io pianga alquanto il mio dolore , prima ch’io parta , per non ritornare , verso la terra tenebrosa e coperta da caligine di morte , terra di miseria e di tenebre , ove l’ombra di morte e nessun ordine ma orrore sempiterno domina . ( Giobbe 10 . 12-22 ) .


* * *


L’Eterno Riposo , dona loro , o Signore ,
e Splenda ad essi la Luce Perpetua e Riposano in Pace . Amen .

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O Dio , Fonte di Perdono e di Salvezza , 
per Intercessione della Vergine Maria e di tutti i Santi 
concedi ai nostri fratelli , parenti e benefattori , 
che sono passati da questo mondo a te , 
di godere la Gioia Perfetta nella Patria Celeste . 
Per il nostro Signore .


Sapendo che chi ha Resuscitato il Signore Gesù , risusciterà anche noi con Gesù , e ci farà riessere insieme con voi . 
( 2^ Lettera ai Corinti 4 , 14 ) .


LAUS  DEO

Pax et Bonum


Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano






                                                                       


( I Testi della Bibbia e del Vangelo sono stati presi nella Sacra Bibbia dell'Abate Giuseppe Ricciotti ) .