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venerdì 22 marzo 2013

GESU' ORANTE : UNA LAMPADA ETERNA INNANZI AL PADRE , DAGLI SCRITTI DEL SACERDOTE DON DOLINDO RUOTOLO TERZIARIO FRANCESCANO - PARTE SECONDA .





DAGLI SCRITTI DEL SACERDOTE 
DON DOLINDO RUOTOLO 
TERZIARIO FRANCESCANO .


 GESU’ ORANTE : UNA LAMPADA ETERNA INNANZI AL PADRE .

 << GESU’ IN PREGHIERA , solo , prostrato innanzi al PADRE , con le Braccia aperte e lo Sguardo al Cielo .
Era uno SPETTACOLO meraviglioso DEGNO DI DIO , come VERBO ETERNO , CONOSCENZA DEL PADRE , LUCE DA LUCE INFINITA . EGLI ERA COME LAMPADA ETERNA INNANZIA LUI . Come la luce manifesta la bellezza delle cose così GESU’ CRISTO Manifestava la BELLEZZA DI DIO . La Chiesa conserva un perenne ricordo di questa caratteristica della PREGHIERA DI GESU’ , nella Lampada che accende innanzi al SANTISSIMO SACRAMENTO .
Quel piccolo lume fa risaltare la Bellezza dell’Altare , e parla dell’Ineffabile Amore che SILENZIOSAMENTE ARDE NEL “ SANTO CIBORIO ” ; esprime un simbolo delicato la Realtà Infinita del VERBO ETERNO , LUCE DEL PADRE , e la Realtà del VERBO INCARNATO Vittima che perennemente ARDE e si CONSUMA .
Raccoglie l’anima nostra nella Fede , che è Conoscenza di Dio , e l’ACCENDE di tenero Amore ; non è un semplice lume , MA UN COMPLESSO DI CUORI ACCESI INNANZI ALL’AMORE CHE SI DONA . Ogni vibrazione di quella Luce esprime la VIBRAZIONE DI UN’ANIMA , ogni efflusso dell’olio verso la fiammella esprime il rifluire della vita verso DIO , accendendosi di AMORE e consumandosi di CARITA’ ; ogni crepitare tranquillo della placida Luce esprime la TREPIDAZIONE DELLA CARITA’ INTERIORE .
La Lampada , posta dalla Chiesa , NON E’ MUTA , ma è la Rappresentanza della Chiesa , GENERATA dal REDENTORE e SUA GLORIFICAZIONE PERENNE .
La Lampada ! L’orante fiammella , tutta chiusa nel suo vasetto avvolto di Pace nella placida UMILTA’ dell’olio , liquido silenzioso espresso dall’immolazione dell’uliva nel torchio .
La Lampada ! Piccolo cuore vibrante , che esprime la circolazione di una VITA CHE E’ FIAMMA E DI UNA FIAMMA CHE E’ OLOCAUSTO .
Simbolo dolce del Sangue della nostra vita di orazione , che scorre placido nell’unzione della Grazia , rifluisce nell’intelletto e lo illumina , nel cuore lo accende , nella vita e la immola , diffondendo interno calore di CARITA’ e TENEREZZA di BONTA’ .
La Lampada ! Piccola pellegrina solitaria del TEMPIO DI DIO , che non attinge nulla da altri , ma ha bisogno solo dell’Amore di un’anima che la rifornisca ; sospesa , abbandonata , poverella , piccola , piccola , difesa dal vento , la cui folata la spegnerebbe , tutta di GESU’ , solo per LUI , eppure tutta per chi innanzia GESU’ PREGA E SI DONA .
Così era GESU’ ORANTE : UNA LAMPADA ETERNA INNANZI AL PADRE , una Luce accesa nel pellegrinaggio terreno per indicarci le VIE DEL CIELO , un’Effusione di CARITA’ del Suo CUORE , un rifluire di Grazie e di Benedizioni , una continua Immolazione di AMORE . Pregava per noi , PREGAVA PER L’OPERA SUA , e compiva nel SILENZIO quello che la stessa CARITA’ gl’impediva di compiere nei cuori . EGLI Guariva , Consolava , soccorreva tutti quelli che andavano a LUI , ma doveva provare una grande pena nel costatare in mezzo al popolo la ressa per i benefici corporali e l’indifferenza
per quelli spirituali .
Elargiva la SUA CARITA’ , ma sentiva il bisogno di effondersi nei cuori e PREGAVA .
La grande PREGHIERA che c’insegnò , in fondo , era la sua PREGHIERA : si rivolgeva al PADRE , lo GLORIFICAVA , ne preparava il regno fra gli uomini , si univa alla sua VOLONTA’ OFFRENDOSI , e domandava per gli uomini la MISERICORDIA nella vita del tempo , il PERDONO per la VITA ETERNA , e la GRAZIA PER POTERLA RAGGIUNGERE ATTRAVERSO LE LOTTE E LE PROVE DEL PELLIGRINAGGIO .
Il SUO CUORE DI VERO FIGLIO DI DIO , poi , sentiva il bisogno d’effondersi nel PADRE , e PREGAVA tra immense TENEREZZE d’AMORE .
Tutte le Elevazioni Mistiche dei Santi SONO NULLA di fronte a quelle della SANTISIMA ANIMA DI GESU’ NELLA SUA ORAZIONE : essa Contemplava , Amava , si Univa al PADRE , ed era in una continua INTIMITA’ con LUI , Glorificando coi Canti sublimi delle Sue Lodi sostanziali . >>

Cf. : DON DOLINDO RUOTOLO , Commento ai Quattro Vangeli . Casa Mariana  Editrice , Napoli 2007 .

LAUS  DEO

Pax et Bonum


Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano

                                                           

giovedì 21 marzo 2013

GESU' SI RITIRAVA IN LUOGHI SOLITARI PER PREGARE , DAGLI SCRITTI DEL SACERDOTE DON DOLINDO RUOTOLO TERZIARIO FRANCESCANO - PARTE PRIMA -



DAGLI SCRITTI DEL SACERDOTE  
DON DOLINDO RUOTOLO 
TERZIARIO FRANCESCANO .


GESU’ SI RITIRAVA IN LUOGHI SOLITARI PER PREGARE .

<<  Il SACRO TESTO soggiunge che la fama di GESU’ si diffondeva più che mai , RICHIAMANDO intorno a LUI gran turba di popolo , che andava per ascoltarlo e per ottenere la guarigione delle sue infermità .
Ma il Redentore , pur essendo TUTTO A TUTTI e pur prodigandosi senza RISPARMIO , si ritirava in luoghi solitari per PREGARE .
EGLI così ci insegnava che le OPERE dello Zelo e della CARITA’ non debbono distrarci dalla PREGHIERA , senza la quale miseramente s’isteriliscono ed inaridiscono completamente .
PREGAVA GESU’ , e in che modo ?
Se EGLI ERA DIO : in qual modo poteva Pregare ?
ERA DIO ma era anche VERO UOMO , e PREGAVA COME ETERNO SACERDOTE ,
come VITTIMA e come MEDIATORE ; come SACERDOTE OFFRIVA al PADRE se stesso in un SACRIFICIO PERENNE , e si Donava qual VITTIMA di AMORE .
Il Suo CUORE era un OLOCAUSTO , il Suo CORPO un SACRIFICIO CONTINUO , perché continuamente caricato dalle nostre iniquità ; EGLI era come CANDELABRO ACCESO , per lo Splendore dei Suoi Pensieri , era ALTARE DI PROFUMI PER LE AMOROSE ESPANSIONI DEL SUO AMORE , era come Mensa dei PANI della Proposizione , perché già PENSAVA di ESSERE per gli uomini il PANE VIVO che doveva alimentarli .
EGLI ERA IL TEMPIO DI DIO , il VERO TEMPIO , ed essendo VERO DIO per l’unione ipostatica , aveva in sé il SANTO dei SANTI , come essendo Vero Uomo , era , per così dire l’atrio del popolo eletto ed i VESTIBOLO delle genti .
La SUA PREGHIERA era come l’insieme delle FUNZIONI DEL TEMPIO nel senso PIU’ ALTO DELLA PAROLA , ed EGLI riconciliava così a poco a poco l’uomo con DIO .
Andava in luoghi solitari per non farsi vedere , ed anche per nostro esempio ; faceva completamente tacere il suo corpo nelle sue imprescindibili esigenze , e si levava in ESTASI CONTEMPLANDO LA DIVINA GLORIA , ED AMANDO LO STESSO DIVINO ETERNO AMORE .
EGLI ERA MEDIATORE TRA L’UOMO E DIO .
GESU’ non poteva riguardare le umane infermità ; le aveva tutte presenti , e la SUA ORAZIONE era anche un’AGONIA di AMORE e di RIPARAZIONE .
Pregando INCORPORAVA a SE’ tutti gli uomini , e li presentava al PADRE in se stesso come SUA Discendenza e sua figliolanza ; il SUO CUORE s’inteneriva e si Effondeva in GRANDI espansioni di Misericordia .
Anche noi , quando preghiamo per gli altri , li riguardiamo come una cosa con noi , e li presentiamo a DIO nell’attività della nostra vita spirituale ; ma GESU’ , PREGANDO per gli uomini , li incorporava a SE’ , e li presentava al PADRE ammantati dei SUOI MERITI DIVINI , accumulando per essi TESORI di GRAZIE . >> 
Cf. : DON DOLINDO RUOTOLO , Commento ai Quattro Vangeli . Casa Mariana  Editrice , Napoli 2007 .


LAUS  DEO

Pax et Bonum


Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano

                                       

martedì 12 marzo 2013

PADRE MICHELANGELO DA MELILLI LETTORE CAPPUCCINO .



MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .


PADRE MICHELANGELO DA MELILLI LETTORE CAPPUCCINO .

Nacque costui in Melilli il 11 Luglio 1819 da Michele Leonardi e da Concetta Marino , e nel Battesimo ebbe il nome di Angelo .
Da fanciullo rivelava un’indole Docile e Virtuosa e un ingegno vivace , onde suo zio il M. R. P. Giuseppe Maria da Melilli , a tenerlo lontano dal secolo e a farlo avanzare nella PIETA’ e nello studio , si affaticò perché fosse affidato alla disciplina dei PP. Cappuccini di Regalato .
In questo Convento CONCEPI’ tanto affetto alla vita ritirata che risolvette abbracciare l’Umile Istituto dei Frati con i quali viveva .
Contava 16 anni quando vestì l’Abito Cappuccino con il nome di Fra Michelangelo , conservando quello ricevuto nel Battesimo , e aggiungendovi l’altro del padre .
Compiuto lodevolmente il Noviziato , studiò lettere e scienze nei Conventi di Ragusa Inferiore , di Aidone e di Terranova , facendosi sempre ammirare per i continui progressi in ogni ramo dello scibile . Trovandosi Mons. Dente Vescovo di Caltagirone in Sacra Visita in Visita in Vizzini , lo CONSACRO’ sacerdote nel 1842 .
Due anni dopo fu nominato Missionario Apostolico per le regioni dell’Africa , ove dimorò 4 anni sostenendo molti Sacrifici e superando gravi ostacoli che si opponevano alla propagazione della FEDE . Però i copiosi FRUTTI prodotti dalla sua quotidiana OPERA e dalla sua PREDICAZIONE servirono di compenso alle sue indefesse fatiche .
Allora scrisse la sua prima OPERA col titolo : Le mie Missioni , ossia l’Africa sotto l’influenza del secolo XIX ; quale per diverse ragioni rimase inedita .
Nel 1848 ritornò dall’Africa , e da quel tempo continuò ad esercitare il Ministero della Predicazione sempre
plaudito ed ammirato .
Il personaggio , la voce , il gesto , l’istruzione , tutto influiva a renderlo SACRO ORATORE RINOMATO E DI GRAN FAMA . Predicò la QUARESIMA in Tunisi , Siracusa , Caltanissetta , Noto , Acireale , Regalato , Frascati , Messina , Mazzara ; in Piazza Armerina la Quindicina dell’Assunta , in Chiramonte Gulfi , in Vittoria Spirituali Esercizi .
Dicasi lo stesso di altre città e paesi , ove con FRUTTO degli uditori
fece SENTIRE L’EVANGELICA DOTTRINA
CHE ILLUMINA , COREGGE E RIFORMA INDIVIDUI , FAMIGLIE E L’INTERA SOCIETA'  .
Oltre alla Predicazione si distinse in diversi altri Uffici , che fu Guardiano in diversi Conventi .
LETTORE DI SACRA ELOQUENZA , PROFESSORE DI LETTERE ITALIANE , STORIA E GEOGRAFIA NELLE REGIE SCUOLE TECNICHE , PROFESSORE PARTICOLARE DI FILOSOFIA E DI DIRITTO NATURALE , SOCIO EFFETTIVO DELL’ACCADEMIA DI FILOSOFIA ITALOVICHIANA DI NAPOLI , DELL’ALIGHERIANA DI FIRENZE E DELLA DAFANICA DI ACIREALE ; SOCIO CORRISPONDENTE DELL’ACCADEMIA DELL’IMMACOLATA DI ROMA , DELLA PELORITANA DI MESSINA , DEL PROGRESSO DI PALAZZOLO ACREIDE , DELLA ZELANTEA DI ACIREALE , ecc .
Nel 1874 fu Nominato ARCIDIACONO PARROCO dell’ex-Cattedrale di Lentini , essendo Arcivescovo di Siracusa Mons. Giuseppe Guarino . Ivi molto lavorò con la PREDICAZIONE , con la CONFESSIONE e con la FONDAZIONE di alcune Pie Unioni , tra cui quelle delle FIGLIE DI MARIA , che Progrediva di giorno in giorno nel buon esempio e nelle virtù .
Nel 1882 fu colpito da grave sventura , perché gli venne meno l’organo prezioso della vista , e a poco a poco rimase interamente cieco .
Consultò è vero i più valenti Oculisti di Sicilia , di Napoli e di Bologna , ma le prescritte cure e i tentati rimedi non valsero a nulla , onde sopportò con pazienza e rassegnazione la cecità fino al termine della sua vita , per circa sei anni .
In questo tempo però , per quanto poteva , continuava il suo NOBILE MINISTERO , EDIFICANDO TUTTI CON LA SUA OPEROSITA’ E IL SUO ZELO .
Affranto da molte fatiche cadde gravemente infermo , e vedendosi avvicinarsi la fine dei suoi giorni ricevette Devotamente i SACRAMENTI e poi morì il 14 Aprile del 1893 .
Gli si Celebravano le Esequie e dopo due giorni della morte la sua salma fu trasportata in Santa Maria di Licodia , donde traeva sua origine , e dove abitano i suoi congiunti .
Egli ci ha lasciato molte Opere edite e molte inedite . Quelle pubblicate per le stampe sono le seguenti : 1. Sull’Eloquenza del Padre Ottavio di Savona .
2. Chiarimenti storici .
3. Sull’Eloquenza Sacra in Italia .
4. Sull’Istruzione Elementare .
5. Sull’Educazione dei giovani nobili .
6. Saggio di Discorsi filosofico - morali .
7. Cenno storico sopra il Comune di Santa Maria di Licodia .
8. Discorsi funebri .
9. Libertà Cattolica .
10. Il Papato possibile ed i Papato impossibile .
11. Quindicina di Maria SS. Assunta .
12. La Filosofia Cristiano - Cattolica .
13. Sull’Importanza civile e morale della donna .
14. Sulla vita di Santa Venera Acitana .
15. Il Vangelo , Renan , la storia .
16. Sul programma di esposizione agraria .
17. La divina Commedia di Dante Alighieri .
18. Poesie Sacre .
Tutto questo oltre a varie sue lettere , componimenti e giudizi pubblicati in diversi giornali .
Per le sue Opere molteplici e bene scritte fu PREMIATO CON MEDAGLIA D’ORO E DI ARGENTO E CON NUMEROSI ATTESTATI DI LODE E DI BENEMERENZA DA VARIE SOCIETA’ LETTERARIE ITALIANE .
Le OPERE di lui rimaste inedite sono 19 . Vi è tra di esse quella che porta il titolo :
I Quattro Poeti Italiani - Studi e Pensieri , di cui si pubblicarono la prima parte su Dante e la Terza sull’Ariosto .
Donde si rileva la sua IMMENSA OPEROSITA’ , nel compiere i DOVERI imposti dal nostro Sacro Istituto , di Predicare , di Confessare , di studiare , attendeva pure a scrivere molte Opere che ci sono rimaste quale prove del suo Ingegno , delle sue fatiche e della sua scienza ed eloquenza .
<< Troppo noto , dice il Cav. Profes. Francesco Minervini nell’Eco di San Francesco , è il nome del Chierico Profes. Padre Michelangelo Leonardi , perché io molto mi dilunghi onde metterlo in vista a quanti sono amatori delle Scienze Sacre e positive e delle buone lettere >> .
<< Basti solo per cenno che dal fondo del suo modesto ritiro egli ha mirato sempre con ogni sorta di studi ad allargare il dominio dello scibile , dettando Opere filosofiche e morali , disquisizioni storiche e didattiche , note critiche e polemiche , sennati giudizi estetici e discorsi eruditi , non senza spargere di quando in quando candidi ed eleganti FIORI nel CAMPO


della Cristiana Poesia .
In ogni suo Lavoro campeggia eminentemente il PRINCIPIO CATTOLICO , che EGLI HA PRESO A SOSTENERE CON FERMEZZA E PERSEVERANZA DEGNA DI UN “ SEGUACE ” DEL SERAFICO PADRE ,


che in mezzo alla lotta e alle contradizioni del secolo , NON lascia di essere fedele ai suoi VOTI e alla sua DIVISA .
MIRABILE SALDEZZA DI CARATTERE CHE TANTO ONORA LA DISPERSA FRATELLANZA MONASTICA D’ITALIA >> .





                                                                                    FINE

                                                                               LAUS DEO

                                                                             Pax et Bonum


                                                             Francesco di Santa Maria di Gesù
                                                                     Terziario Francescano


MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .

 Per Ulteriori Informazioni Visitare il Sito :
www.fraticappuccinisiracusa.it/fragiuseppemaria/

domenica 3 marzo 2013

PADRE GIACINTO DA PALAZZOLO ACREIDE DEFINITORE CAPPUCCINO .



MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .


PADRE GIACINTO DA PALAZZOLO ACREIDE DEFINITORE CAPPUCCINO .

Fu costui uno di quelli uomini che da principio nulla promettono , ma che poi fanno una LUMINOSA COMPARSA nella società e nella CHIESA .
In tenera età imparò a leggere e scrivere assai mediocremente , e quindi si addisse ai lavori della campagna sino al quarto lustro ( ogni lustro equivale a 5 anni ) .
Intanto sentiva un forte impulso che lo CHIAMAVA ALLA VITA DEI CAPPUCCINI .
Risolvette al fine , tornò a studiare , si presentò all’esame fu accettato ed entrò nel Noviziato . In questo diede segni di VOCAZIONE e di VIRTU’ : ognuno presagiva che sarebbe stato un BUON RELIGIOSO , ma non mai che si sarebbe distinto , che avrebbe fatto una qualche riuscita .
Per il fatto mostrò che un grande impegno allo studio ed una mente svegliata lo misero accanto ai migliori soggetti della Provincia . Sostenne con lode il concorso di Lettore in filosofia e Teologia e con Zelo esercitò per molti anni l’insegnamento dell’una e dell’altra scienza .
Nella Sacra Visita che fece in Provincia il Rev.mo Generale Padre Salvatore d’Ozieri fu trovato dei migliori , e d’allora in poi venne Definitore nel 1855 e poi confermato nella carica nel 1858 .
Esercitò l’Apostolico Ufficio della Predicazione , nella quale fu popolarissimo , FACENDOSI TUTTO A TUTTI E SPEZZANDO IL PANE DELLA DIVINA PAROLA a chi ne aveva maggior bisogno .
Per i suoi meriti venne eletto PREFETTO nelle due Missioni che tennero i Cappuccini in Scordia e Vittoria : per diversi anni Predicò in vari paesi la Quaresima , e in tutte le Chiese di Palazzolo Acreide , sua Patria , ANNUNZIO’ continuamente la PAROLA DI DIO , SEMPRE CON FRUTTO SPIRITUALE DEI FEDELI , CHE NUMEROSISSIMI SI AFFOLLAVANO A SENTIRLO .
Zelantissimo della SALUTE delle anime , non contento della sola Predicazione , spese gran parte della vita nell’ASCOLTARE LE CONFESSIONI dell’uno e dell’altro sesso ; ed AVEVA TANTA EFFICACIA NELL’AMMINISTRAZIONE DEL SACRAMENTO DELLA PENITENZA CHE INNUMEREVOLI ANIME PECCATRICI , CONVERTITE A DIO , STETTERO FERME PER TUTTA LA VITA NEL LORO RAVVEDIMENTO .
Diresse in Patria il TERZ’ORDINE del NOSTRO CARO SAN FRANCESCO e lo dilatò assai .
Molto si distinse nel colera del 1855 , prima ed ultima volta che Palazzolo Acreide sino al presente sia stato visitato da questa luttuosa epidemia , che è uno dei GRANDI FLAGELLI CON CUI IDDIO UNISCE LE COLPE DEGLI UOMINI .
La povera gente spaventata dello sterminio che minacciava quel morbo fatale , se ne fuggiva in campagna , ove pure il male era penetrato , e vi faceva innumerevoli stragi . Il Padre Giacinto persuaso che il MINISTERO SACERDOTALE ERA PIU’ NECESSARIO NELLE CAMPAGNE CHE NELLA CITTA’ , IN ESSA SI PORTO’ E , FACENDO CENTRO DI SUA ABITAZIONE L’EREMO DI SANTA LUCIA SI MUTO’ BEN PRESTO IN FREQUENTISSIMA PARROCCHIA , LA GENTE VI SI AFFOLLAVA DA TUTTE LE PARTI A CONFESSARE I PROPRI PECCATI ED A :
<< RICEVERE LE CARNI DELL’IMMACOLATO AGNELLO >> .


Spesso egli era costretto a percorrere molte miglia di strada difficile per recare i conforti spirituali a qualche moribondo , e i non moribondi si prostravano innanzi a lui per confessare le loro colpe e averne l’ASSOLUZIONE .
Era ammirabile vedere in un momento come improvvisava i Confessionali per le donne : allora si appuntava un lungo bastone in qualche buco di parete esterna di casa campestre o anche in qualche rupe , vi si appendeva una coltre o una tenda qualunque o quivi , sotto la volta del cielo ,
ESERCITAVA IL SACRAMENTO DEL PERDONO ,
ascoltando le Confessioni da un lato , mentre le penitenti , l’una dopo l’altra , si succedevano dall’altro a dichiarare con umiltà e contrizione i loro traviamenti .
La CARITA’ per i poverelli ebbe sempre nel suo tenero cuore un posto distinto .
Egli non si vergognava di DOMANDARE elemosine per sfamare qualche ritirata famiglia , ora per vestire oneste persone , perché potessero frequentare la Chiesa .
E ancora a memoria di tutti come in quella copiosa neve del 1856 , che per triste rinomanza e chiamata tutt’ora NEVE GRANDE , pensando quanti infelici si trovassero fra le strettezze della miseria e della fame , il Padre Giacinto non potendo più camminare a piedi , come aveva fatto sempre in ossequio al Precetto della Regola , e costretto a cavalcare una mula , andava a battere ai portoni dei ricchi e a raccogliere pane , denaro e legumi in gran copia .
Così molte famiglie bisognose ebbero inaspettato sollievo , e cento minestre quotidiane , per molto tempo , si distribuivano ai poveri alla porta del Convento .
Scrisse e pubblicò per le Stampe LA NAZARENA . I critici vi fecero delle osservazioni . Ma l’intento dell’Autore era quello di mettere un libro di ASCETICA IN MANO DI ANIME DEVOTE CHE VOLESSERO ESSERE GUIDATE NELLA VIA DELLA PERFEZIONE
e che sapessero almeno leggere , o che non sapendo leggere , capissero subito , queste ascoltando e quelle leggendo , il senso dello Scrittore .
Questo fine fu al certo raggiunto , almeno nel suo paese , ove aveva molte PENITENTI che professavano VITA DEVOTA .
Volle pure scrivere di cose Patrie , e un grandissimo zibaldone , riepilogata la SELVA DI MEMORIE STORICHE dell’antico Padre Giacinto , notò sino alla sua morte quanto di utile ed anche d’inutile poté sapere intorno a Palazzolo Acreide . Veramente la sua Opera , rimasta manoscritta , riuscì una selva troppo selvaggia sì per mancanza di ordine , come di criterio storico .
Però fece un GRAN BENE , perché in quell’informe compagine si trova sempre ciò che si cerca in ordine alla sua Patria . Godeva di una Vena Poetica , e scrisse molte poesie , parte in italiano e parte in siciliano . In esse si scorge una disposizione spontanea ed un sentimento delicato e pio .
I SUOI CANTI DEVOTI E POPOLARI HANNO SPESSO UNA GRAZIA ED UN’UNZIONE CHE SCENDONO DIRITTO A TOCCARE LE FIBRE DEL CUORE .
“ Il suo Patri , deh Patri teneru , a lu to Cori amanti ” tradotto in italiano in una nostra operetta sul CUORE DI GESU’


si legge con gran piacere ( l’anima cristiana guidata nella dolce Devozione al CUORE SS. Di GESU’ ) , e la sua Coroncina a SAN FRANCESCO D’ASSISI ,


ristampata senza nome dell’autore a migliaia di copie in Trapani e stupendamente musicata , si eseguisce per tutti i giorni del NOVENARIO DEL SERAFICO PATRIARCA nella Chiesa dell’Abbadia Grande , ove abitano in Clausura numerose Francescane che professano la Regola del Terz’Ordine .
La presente rivoluzione , sotto la quale giace l’Italia , all’epoca nefasta della soppressione degli Ordini Religiosi , lo giudicò degno dei suoi strali , e lo cacciò vestito da Prete a domicilio coatto sino a Como . Ivi egli fu l’anima e il conforto dei suoi numerosi compagni di sventura , e per questo in una fotografia che fu tirata su di loro occupa il primo posto . Ritornato in Patria , vi continuò per molti anni il SUO APOSTOLICO MINISTERO , finché , travagliato da lunga e penosa malattia sofferta con Religiosa rassegnazione e munito dei CRISTIANI SOCCORSI , il 16 Giugno , passò a vita migliore .
Quando la di lui Salma veniva trasportata all’ultima dimora coll’accompagnamento di gran popolo mesto e dolente , uno degli oratori che dissero parole di lode sull’illustre estinto ,
credette incominciare col dire :
<< Pertransiit bene faciendo >> .




                                                                                     FINE

                                                                                LAUS DEO

                                                                              Pax et Bonum


                                                              Francesco di Santa Maria di Gesù
                                                                      Terziario Francescano


MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .

Per Ulteriori Informazioni Visitare il Sito : ù
www.fraticappuccinisiracusa.it/fragiuseppemaria/

giovedì 21 febbraio 2013

I° ANNIVERSARIO DELLA MORTE DEL M. R. P. GUGLIELMO MARIA RAELE DA LEONFORTE SACERDOTE CAPPUCCINO - 21 FEBBRAIO 2013 .


NOI TI ADORIAMO SANTISSIMO SIGNOREGESU' CRISTO QUI E IN TUTTE LE CHIESE DI TUTTO IL MONDO E TI BENEDICIAMO PERCHE' CON LA TUA SANTA CROCE HAI REDENTO IL MONDO .


Un Affetto che non si è SPENTO , ma reso vivo dal RICORDO di quei momenti della sua vita terrena , attraverso il Suo Ministero Sacerdotale di Frate Cappuccino : 
" Un tempo per nascere e un tempo per morire " .
E' stato un SEGNO di Gesù di Gesù Crocifisso per la Comunità di Ferla : " Un Padre per tutti noi " .

 
L'UMILE CELLA DI PADRE GUGLIELMO CON L'IMMAGINE DELLA VERGINE  E DI GESU'

  


Dòmine , exàudi oratiònem meam , et clamor meus ad te véniat .   
O Signore  , ascolta la mia Preghiera e il mio grido giunga a te .  Salmo 101 , 2 


Dòmine , clamo ad te : cito succùrre mihi ; auscùlta vocem meam , cum ad te clamo .
dirigàtur ad te oròtio mea sicut incésum , elàtio mànuum meàrum ut sacrifìcium vespertìnum .
O Signore , io grido a te ascoltami , bada alla mia voce , mentre io grido a te .
Salga la mia Preghiera come incenso al tuo Cospetto , l'elevar delle mie mani ( sia come ) il Sacrificio della sera .   
Salmo 140 , 1-2 .

  
Santa Maria Vergine , nel mondo tra le donne non è NATA alcuna simile a Te , Figlia e Ancella dell'ALTISSIMO SOMMO RE , il Padre Celeste , MADRE del SS. SIGNORE Nostro GESU' CRISTO , SPOSA dello SPIRITO SANTO ; Prega per noi con San Michele Arcangelo e con tutte le Potenze Angeliche dei Cieli e con tutti i SANTI , presso il TUO SANTISSIMO DILETTO FIGLIO , SIGNORE E MAESTRO . Gloria al Padre....  Come era nel principio.....        FF281

 

Sotto il Tuo Manto Materno oh Madre Divina , proteggi l'anima mia povera e meschina ; oh Maria Speranza nostra , abbi di noi pietà ; oh Madre mia , fiducia mia ; Santa Maria di Gesù , voglio Amarti sempre più .  
" Frecce Infuocate d'Amore a Maria Santissima Regina dell'Ordine Serafico " .



Chiostro del Convento dei Padri Cappuccini di Ferla ( SR ) 

  
Padre Gugliemo nel Chiostro , durante le Sue Meditazioni 


Padre Guglielmo nel Coro nella Recita del Santo Rosario alla Mamma Celeste per la salvezza delle anime dei viventi e del purgatorio .


Padre Guglielmo prima della fine della Santa Messa in Raccoglimento Spirituale per la Santa Benedizione

 
L'elevar delle mani sia come il sacrificio della sera .



LA BENEDIZIONE DI DIO ONNIPOTENTE 
PADRE , FIGLIO E SPIRITO SANTO 
DISCENDA SU DI VOI E CON VOI RIMANGA SEMPRE .
AMEN . 
 

  
  

giovedì 14 febbraio 2013

PADRE GAETANO DA VITTORIA DEFINITORE CAPPUCCINO .



MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACISA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA ( 1895 ) .


PADRE GAETANO DI VITTORIA DEFINITORE CAPPUCCINO .

LETTERATO INSIGNE , PROFONDO TEOLOGO , PODEROSO ORATORE , SCRITTORE FORBITO E DI LINGUE ANTICHE CONOSCITORE FU , come si legge a piè del suo Ritratto , il Padre Gaetano da Vittoria .
Egli sortì i natali in questa città dal Dottore Ferdinando La China e dalla Signora Concetta Occhipinti il 4 Novembre 1815 , e nel Battesimo ebbe i nomi di Francesco , Salvatore , Rocco Maria .
CHIAMATO DA DIO
con segrete ISPIRAZIONI all’ODINE NOSTRO ,
ABBANDONO’
lietamente gli agi della famiglia , vestì l’abito di UMILE CAPPUCCINO nel 1831 , ed assunse il nome di Fra Gaetano .
Nel Noviziato diede PROVE di sode Virtù , talché dalla Religiosa Famiglia fu poi riconosciuto meritevole della Professione Solenne .
Asceso all’ALTA dignità di Sacerdote sostenne con molta LODE il concorso di Lettore di Filosofia e di Teologia e poi quello di Sacra Eloquenza .
Fu quindi Predicatore e Guardiano Zelante in vari Conventi , segretario del Provinciale Padre Lorenzo di Aidone e Definitore eletto nel Capitolo di Piazza Armerina del 9 Giugno 1852 .
Sarebbe stato elevato , specialmente in due Capitoli , alla Carica di Ministro Provinciale , se l’avesse voluto ; ma egli seppe combinare in tal modo le cose , che l’onorevole peso venne affidato ad altri .
La FAMA DEL SUO SAPERE si era sparsa in tutta la Sicilia e al di fuori , onde nel 1858 venne eletto SOCIO CORRISPONDENTE DEL GABINETTO LETTERARIO E DI STORIA NATURALE DI SIRACUSA , nell’anno seguente occupò il posto di VICE RETTORE DELLA MADRE CHIESA DI VITTORIA a petizione del suo zio Arciprete Parroco Scrofani , e nel 1863 fu scelto SOCIO CORRISPONDENTE DEL GABINETTO LETTERARIO SCIENTIFICO DI RAGUSA .
Nel 1866 venne obbligato a deporre , come tutti gli altri Frati di Sicilia , L’ABITO RELIGIOSO e a vestire quello di Prete .
Si ritirò quindi fra i suoi parenti , tra cui era il fratello Sacerdote Federico La China , oggi arciprete e Parroco di Vittoria e Prelato Domestico di SUA SANTITA’ .
In famiglia , come aveva fatto nei Conventi , faceva vita intemerata , dedita allo studio ed alla Pietà e in servizio della Religione e della patria . Non lasciava di starsi Santamente occupato , di mantenere vive le relazioni con i Superiori dell’Ordine , a cui APPARTENEVA , e di svolgere la sua attività a vantaggio degli altri .
Nel 1867 lo troviamo RETTORE DELEGATO SCOLASTICO PER IL MANDAMENTO DI VITTORIA ( In tale occasione la GAZZETTA DI SIRACUSA del 21 Luglio 1871 N. 56 annunziava la nomina dei termini seguenti :
<< In nome del LA CHINA è , per quanti lo conoscano da vicino , il più nobile significato di quelle elette qualità di cuore e di mente , che debbono riunirsi nella persona di chi deve assumere la responsabilità dell’educazione intellettuale e morale di un numeroso studio di giovanetti , appartenenti per soprappiù a famiglie cospicue per censo e per casato >> ) , quale Ufficio disimpegnò sino al 1871 , a cui fu chiamato a reggere il Collegio Convitto di Ragusa di Noto .
Venne poi eletto SOCIO CORRISPONDENTE DELLA SOCIATA’ ITALIANA DI STORIA E DI ARCHEOLOGIA IN FIRENZE , PRESIDENTE DELLA CONGREGAZIONE DI CARITA’ DI VITTORIA , MEMBRO DELLA COMMISSIONE AMPELOGRAFICA PER LA PROVINCIA DI SIRACUSA , DIRETTORE DELLA SOTTO-STAZIONE METEORICO-AGRARIA DI VITTORIA E FINALMENTE NEL 1883 SOCIO CORRISPONDENTE DELLA R. ACCADEMIA STESICOREA DI CATANIA .
Tutto ciò dimostra l’ALTA STIMA in cui era tenuto per i suoi PREGI di mente e di CUORE , dopo che era VERAMENTE DOTTO e devoto , amico , sincero , cittadino integro , SACERDOTE FERVIDO , RELIGIOSO ESEMPLARE .
Il Signore Orazio Busacca nelle sue Effemeridi inedite dal 1853 al 1890 fra le altre cose scrisse di lui che fece una vita intemerata da bambino , sino alla sua età avanzata .
Sempre studioso in varie scienze e dottrine diverse . Opinato generalmente da ogni ceto e da ogni classe ; di tipo PATRIARCALE ; abborriva la menzogna e la libidine . AMAVA L’ONESTA’ .
In una parola sarebbe lungo e difficile voler tessere e descrivere tutti i numeri che in Lui si riunivano , per definirlo qual’era e perciò credo MEGLIO TACERE , CHE ALLUNGARMI INUTILMENTE PER COMMUOVERMI !!!
Contava anni 70 quando sorpreso da morbo fatale domandò e ricevette con VERA PIATA’ gli ULTIMI SACRAMENTI , dei quali rinvigorito e compianto da tutti spirò nel BACIO del SIGNORE il 20 Gennaio del 1885 nel giorno della SOLENNE FESTA
DI SAN SEBASTIANO MARTIRE .
Il periodico degli Annali Francescani di Milano in data 15 Febbraio 1885 così scrive di Lui nella rubrica :
Necrologia . << Vittoria - M. R. P. Gaetano La China ex Definitore Cappuccino , morto il 20 Gennaio u. s. dopo lunga malattia , colpito da sincope al cuore e munito di tutti i CONFORTI della RELIGIONE , contando anni 70 di età . Sul letto dell’AGONIA VOLLE IL CROCIFISSO GESU’ , nel quale incessantemente FISSAVA GLI OCCHI ,
IMPLORANDO MISERICORDIA E PERDONO .
Prima di ricevere il PANE EUCARISTICO chiese perdono agli astanti ed ai suoi Superiori delle colpe .
EGLI FECE LA MORTE DEI GIUSTI .
Compianto da tutti per la sua scienza e per le sue CRISTIANE VIRTU’ ; detto giorno fu MEMORANDO per la città di Vittoria : botteghe e ridotti di conversazioni socchiusi , sospeso teatro , regnava come una profonda mestizia sul volto d’ogni cittadino . Per avere una memoria , un’immensità di domande facevano ressa al fotografo per il ritratto del Reverendo La China .
Accompagnavano il Feretro tutto il Clero , le autorità civili , la scolaresca , la società operarie , la banda musicale , insomma tutto il paese . Un sontuoso Catafalco venne eretto nella Madre Chiesa , ove si celebrarono i funerali ed ove furono Recitate due ORAZIONI FUNEBRI una del R. P. ROSARIO CORBINO , e l’altra dal R. P. ANGELO BURGIO DA TERRANOVA >>

<< Preghiamo IDDIO che dia CELESTIALE RICOMPENSA ALLA DI LUI BELL’ANIMA , che con le sue VIRTU’ SEPPE ONORARE LA PATRIA E LA RELIGIONE CAPPUCCINA >>

<< LASCIO’ INEDITI NON POCHI MANOSCRITTI SU DIVERSE MATERIE , QUALE IMPOSE AL SUO EREDE DI NON PUBBLICARE , PERCHE’ COME EGLI PER MODESTIA DICEVA , NON ERANO COSE DA COMPARIRE AL PUBBLICO >> .

La sua principale OPERA inedita era quella detta LA CLEMENTINA , quale per sua ultima volontà donò al M. R. P. Eugenio da Sortino , allora Provinciale dei Cappuccini . Questi si affaticò , perché venisse alla fine pubblicata : mandò il MANOSCRITTO al Ministro Generale che lo affidò per l’esame al Dotto Cappuccino Tedesco . Il giudizio di costui fu il seguente :
<< L’Opera contiene delle cose belle , buone e molto interessanti ; però bisognerebbe stamparsi , insieme ad essa , come condizione sine qua non , l’altra OPERA voluminosa intitolata :
I PRINCIPI DISCUSSI DELLA SOCIETA’ EBREA CLEMENTINA DEI CAPPUCCINI DI PARIGI , per facilitare l’intelligenza dei libri Profetici , e specialmente dei SALMI , relativamente alla lingua orientale ; OPERA di ventidue volumi ; e quindi , la sola correzione della stampa , riuscirebbe sicuramente UN LAVORO ERCULEO .
Ammesso poi che si faccia la costosa stampa di quest’opera unificata e di gran mole , non troverebbe in seguito dei lettori ; e perché ? La ragione è troppo chiara , per quanto poco si considerino i tempi corrono , lo spirito , le aspirazioni , le tendenze . Chi si applicherebbe a questa sorta di PROFONDI LAVORI BIBLICI , ove anche si trovano spesso brani in francese , in latino , in greco , in ebraico ? In vista di tali ragioni il suddetto revisore concludeva per la negativa >> .
Abbiamo del M. R. P. Gaetano in stampa qualche opuscoletto e un Discorso in lode di San Giovanni Battista , da lui Recitato nella Chiesa Madre di Vittoria il 24 Giugno 1857 e poi con aggiunte di note ed illustrazioni pubblicato nel 1878 ; del quale occupandosi il giornale La Sicilia Cattolica del 9 Aprile di quell’anno dice di essere un Bel PANEGIRICO che Mostra il Battista quel Teologo e Moralista : che vi sono dei tratti eloquenti e che la tessitura è piena di dignità e di forza : in fine che dotte ed interessanti vi sono le lunghe annotazioni .
Un giudizio favorevole e lusinghiero ne diede il periodico di Torino Archivio di Letteratura Biblica ed Orientale . Marzo 1880 , pag 96 .



                                                                                     FINE

                                                                                LAUS DEO

                                                                              Pax et Bonum


                                                                Francesco di Santa Maria di Gesù
                                                                         Terziario Francescano


MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .

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venerdì 8 febbraio 2013

PADRE EMANUELE DA MAZZARINO DEFINITORE CAPPUCCINO .



MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .


 PADRE EMANUELE DA MAZZARINO DEFINITORE CAPPUCCINO .

 Costui sortì i natali il giorno 27 Aprile del 1841 . Da fanciullo diede segni di chiaro ingegno , e mostrava speciale tendenza al DISEGNO E ALLA PITTURA . CHIAMATO DA DIO AL NOSTRO ORDINE , Vestì con IMMENSO GIUBILIO del suo cuore l’ABITO RELIGIOSO il giorno 25 Novembre del 1857 , quando aveva già compiuto i sedici anni .
Passò l’anno del tirocinio nel Convento di Siracusa sotto la Direzione del Lettore Padre Felice da Comiso , e fu sempre AMMIRATO dai Superiori e dalla Comunità per l’integrità dei suoi costumi e l’osservanza delle Regole Monastiche .
Il 22 Giugno 1862 fece la Professione solenne , e il 24 Aprile del 1864 venne Promosso al Sacro Ordine del Presbiterato .
Era d’indole mite e saggia e di mente perspicace ed ELEVATA , che gli faceva desiderare una sempre crescente cultura intellettuale . Per questo agli studi fatti in Provincia volle aggiungere quelli che si facevano nel Collegio Generalizio di Fermo , ove ottenne essere ammesso , dopo di averne fatta domanda ai Superiori maggiori di Roma .
Sarebbe lungo il ricordare quanto egli abbia progredito nelle Ecclesiastiche discipline e nello studio di varie lingue , come l’ebraica , la greca , e la francese , sicché guadagnandosi la stima di tutti i componenti della Famiglia Religiosa di quel rinomato Collegio .
La fatale soppressione degli Ordini Religiosi venne a troncare gli studi cotanto prediletti del sullodato Buon Padre , il quale costretto ad abbandonare il Chiostro , invece di ritornarsene in Patria , si portò in Roma dai Superiori dell’Ordine per trattare sul partito da prendere .
Ivi dimorò tre mesi in attesa di nuovo destino , trascorsi i quali , venne assegnato al nostro Convento di Marsiglia a proseguire gli studi interrotti . Nella sua nuova residenza imparò così bene a parlare la lingua francese da darne saggio continuo nella PREDICAZIONE e nella CONFESSIONE di entrambi i sessi , con vero profitto delle anime che da lui erano ammaestrate .
Intanto i Superiori che ne conoscevano le rare doti di mente e di cuore e l’abilità a dettar lezioni agli alunni dell’Ordine , lo DESTINARONO a Bruxelles come Lettore di Ermeneutica Sacra e di Archeologia Biblica , dichiarandolo nel contempo REVISORE dei Libri degli Scrittori dell’Ordine , alcuni dei quali difatti portano l’attestato della sua revisione .
Al corso delle surriferite scienze egli fece precedere una elaborata prolusione , ove spiccò la VALENTIA del suo INGEGNO , e un quadro sinottico delle lezioni di Scrittura Sacra che diede per tre anni . Nell’Annuarium Provinciae SS. Trinitatis Hollando-Belgicae del giorno 11 Ottobre 1869 si trova pubblicato questo erudito discorso in lingua latina col titolo .
“ Oratio V. P. Emmanuelis in solemni cursu S. Scripturae instauratione habita , e in fine una Synopsis exhibens omnes studii biblici partes a studiosis Capuccinis Bruxelis degentibus proseguendos , praelegente V. P. Emmanuele a Mazzarino S. Scripturae Lectore .
Trascorsi tre anni in Bruxelles , e propagandosi sempre più la fama del suo sapere , i Superiori lo destinarono nella Provincia d’Inghilterra , con la Carica di Lettore di filosofia e Teologia dommatica , quale egli esercitò per parecchi anni , da tutti AMMIRATO ed ENCOMIATO .
Durante la dimora in quelle contrade apprese la lingua inglese in guisa da potere ivi pure ESERCITARE il SACERDOTALE MINISTERO .
La Virtù e la Scienza del surriferito Padre fecero provvedere a molti che egli sarebbe per occupare qualche posto distinto nella RELIGIONE SERAFICA .
Tali previsioni già incominciavano ad avverarsi . Infatti in un Capitolo Provinciale della suddetta Provincia inglese i Padri Vocali , ravvisando in lui i pregi e meriti singolari nella illibatezza della vita e nello scibile , unanimi lo ELESSERO DEFINITORE .
Quindi lo troviamo addetto all’Ufficio di CURATO in Crawley Sussex , quale Parrocchia resse per qualche tempo con VERO ZELO di PASTORE e con PROFITTO delle anime . Ma era SCRITTO IN CIELO CHE QUELLA CARICA DOVEVA ESSERE L’ULTIMA PER LUI , E TALE FU .
Colto ivi infatti dall’inesorabile morbo che colera asiatico si appella , con Religiosa rassegnazione vi lasciava i resti mortali il 12 Settembre del 1881 , quando non contava 40 anni e pochi mesi . L’INFAUSTA NOTIZIA DELL’IMMATURA SUA MORTE SI SPARSE BEN PRESTO IN TUTTO L’ORDINE , LASCIANDO NEI CUORI , SPECIALMENTE DI COLORO CHE GLI ERANO STATI VICINO , TRACCE PROFONDE DI ACUTO DOLORE . I GIORNALI INGLESI IN SEGNO DI STIMA E DI AFFETTO NELL’ANNUNZIARE LA PERDITA , SCRISSERO DI LUI VARI CENNI NECROLOGICI , FACENDO RISALTARE
LE SUE VIRTU’ , NONCHE’ LE SCIENZE E LE LINGUE CHE SEMPRE MEGLIO LO IMPREZIOSIVANO .


                                                                                 FINE

                                                                            LAUS DEO

                                                                          Pax et Bonum


                                                           Francesco di Santa Maria di Gesù
                                                                   Terziario Francescano


MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA .

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