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domenica 22 marzo 2015

LA VENERATA MADRE AGNESE ( PAOLINA ) DI GESU' CARMELITANA SCALZA - LA " PICCOLA MADRE " DI SANTA TERESA DI LISIEUX - VENTUNESIMA PARTE .



La Venerata Madre 
Agnese (Paolina)di Gesù 
Carmelitana Scalza 
La “piccola madre” di Santa Teresa di Lisieux 
“Le prove” 

Se l'anima di Madre Agnese di Gesù era avvolta come da un tenue velo di tristezza soprannaturale pur tra i più puri e grandi trionfi della sua Santa, quanto maggiormente doveva soffrire, allorché il demonio geloso, scatenava i suoi attacchi cercando di oscurare la memoria ed il culto di Teresa! 
Era profondamente addolorata della malafede di taluni; tutto osava per smascherare e combattere ogni artificio e far brillare la luce della verità. Il ruggito dello spirito infernale si faceva allora più lacerante, sappiamo che, durante certi esorcismi su anime possesse, egli sfogava la sua rabbia contro di lei che vedeva così vicina alla sua grande nemica: Teresa. 
Ella tuttavia non si scomponeva e difendeva intrepida la sacra eredità lasciatele dalla sua santa Sorella. Era di tale rettitudine e lealtà che, a volte, gli stessi avversari si trasformarono in suoi buoni amici. 
Ripetiamolo: la sua anima comprendeva appieno il valore della prova; nella corrispondenza con il Cardinale Vico, il quale era per lei un Padre e un Protettore devoto e affezionato, troviamo due testimonianze eloquenti: 
“Ho molto sofferto nel leggere quel brutto opuscolo, ma poi mi sono ricordata di quelle parole dell'Autore dell'Imitazione: << Gesù Cristo ha avuto nemici e detrattori, tu vuoi invece solo amici e difensori...>>. Allora mi sono calmata. Del resto credo che mi sia necessario gustare un po' del pane dell'umiliazione alla vigilia della glorificazione della mia Sorellina e prima di gioire di tanta gloria! Dio sia benedetto sempre!”. 

E così pure, in un'altra difficoltà confidava all'Eminente Porporato: ….”Ciò affligge molto sia me, sia le mie sorelle. Ma la canonizzazione della nostra Teresa è cosa tanto grande, divina, che la nostra gioia soprannaturale rimane intatta; vorrei quasi dire che è in aumento. A fianco di tante glorie e grazie celesti non stanno forse bene alcune umiliazioni e pene e nubi che ci spingono a salire, a volare al di sopra della terra, in alto, molto in alto? Sì, noi sentiamo le nostre gioie pure ora che la croce le ha sfiorate”. 

Anche il Cielo veniva in suo aiuto; ecco un biglietto del 31 maggio 1926: 
“Ero tristissima ieri dopo aver letto la critica del Padre Ubaldo sul libro di Monsignor Laveille. Mi domandavo: <<Non finirà dunque mai questa lotta?>>   Oh, quanto mi fa male! Temo di non riuscire a sopportarla. Il mio sonno è stato tuttavia sereno. Mi sono svegliata per tempo e pensavo a tutte queste pene ed a quelle che ancora mi aspettano. Allora, immediatamente, come se qualcuno me le avesse dette all'orecchio, mi si sono presentate alla mente quelle parole di Nostro Signore a Santa Margherita Maria: << Ti mancheranno gli aiuti solo quando il mio Cuore mancherà di potenza>>. Mi pareva una parola viva; si è scolpita nella mia anima e mi fa tanto male”. 

Così, rinfrancata, ella poteva, scrivendo i suoi ricordi, confidare alle sorelle che, intenzionalmente, aveva omesso il racconto delle loro grandi prove: 
“ Se dovessi scendere al racconto minuzioso di tutte queste croci, dovrei anche narrare tutte le gioie, grandi, indicibili, provate al momento della Beatificazione e della Canonizzazione della nostra piccola Teresa e in altre circostanze ancora che riguardano il suo culto e la sua gloria. Allora vedremmo – e con quale commossa riconoscenza! - che nonostante le tante prove sopportate e le molte che ancora forse dovremmo sopportare, la bilancia del buon Dio si è piegata verso di noi, non dal lato del suo rigore ma da quello delle sue dolcezze e predilezioni ineffabili”. 

Fine capitolo 21 
Madre Agnese di Gesù, la “piccola madre di Santa Teresa di Lisieux, Editrice Ancora, 1956. A cura della Procura delle Missioni dei Carmelitani Scalzi – Roma. 


LAUS  DEO

Pax et Bonum


Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano 

mercoledì 18 marzo 2015

LA VENERATA MADRE AGNESE ( PAOLINA ) DI GESU' CARMELITANA SCALZA - LA " PICCOLA MADRE " DI SANTA TERESA DI LISIEUX - VENTESIMA PARTE .



La Venerata Madre 
Agnese (Paolina)di Gesù 
Carmelitana Scalza 
La “piccola madre” di Santa Teresa di Lisieux  
“La Canonizzazione di Teresa di Lisieux 
e la nomina a Priora a vita di Madre Agnese” 

Sua Eminenza il Cardinale Vico era venuto al Carmelo di Lisieux, in qualità di Legato Pontificio, per presiedere al Triduo in occasione delle feste della Beatificazione. 
Sua Santità il Papa Pio XI, gli aveva affidata anche una missione più intima. La Comunità delle Carmelitane Scalze di Lisieux aveva fatto sapere al Santo Padre che era suo vivo desiderio mantenere come Priora del Carmelo la Madre Agnese di Gesù; Sua Santità, pur accondiscendendo, voleva che fossero rispettate le regole della prudenza. 
A tal fine aveva pregato il Cardinale Vico di interrogare, in proposito, una per una le carmelitane di Lisieux. La Madre Agnese di Gesù, a cui la cosa era tenuta segreta, non sospettò nulla; del resto, il Cardinale Vico era così paternamente affezionato alle Carmelitane di Lisieux da sembrare naturale che egli volesse benedire ciascuna individualmente. 
Al chiudersi dell'interrogatorio, un insolito sorriso illuminava i volti delle Carmelitane, senza tuttavia lasciarne indovinare il motivo. Nel pomeriggio del 31 maggio 1923, l'eminente Porporato entrò solo nella clausura per riunire la Comunità monastica nella sala capitolare. E allora, rivolgendosi alla Madre Agnese di Gesù, le comunicò il mandato ricevuto e le consegnò il Rescritto che la elevava a Priora a Vita. 
Appena l'eletta comprese di che si trattava, gli occhi le si riempirono di lacrime; umilmente genuflessa ai piedi del trono cardinalizio, con quella semplicità che le era abituale, accettò l'incarico come espressione della volontà di Dio e delle sue figlie carmelitane. 
Il Cardinale sottolineò che l'eccezione era ben legittima, in favore di colei che aveva così bene diretto una Santa e che avrebbe perciò saputo formarne delle altre, e con un gesto di gioia tutta paterna, concluse: 
“Questo ne è il sugello!”. 
Se la Madre Agnese di Gesù si inchinò all'eccezionalità del motivo addotto, tuttavia, saggiamente, non si dispensò dal far riflettere su di una decisione in margine alle Costituzioni, le quali hanno in merito una prescrizione che le sembrava opportuna. 
Nel 1924, una prova dolorosa si abbatté sul Carmelo di Lisieux. Suor Maria del Sacro Cuore (Maria Martin) ammalatasi di influenza perniciosa, poco mancò che morisse. Ma guarì e nessuna ombra venne più ad oscurare la gioia del 17 maggio 1925, giorno in cui Sua Santità Papa Pio XI innalzava alla gloria degli Altari Santa Teresa del Bambin Gesù e del Volto Santo. 
Negli ambienti romani correva la voce di far venire alla Città Eterna le sorelle della Santa: Paolina (Agnese di Gesù), Celina (Genoveffa del Volto Santo), Maria del Sacro Cuore (Maria), Leonia (monaca Visitandina). 
La loro umiltà si allarmò. Madre Agnese di Gesù ricorse al Cardinale Vico supplicandolo di intervenire per evitare loro il viaggio. Per meglio gustare una grazia così singolare, preferivano il silenzio del loro Carmelo e così anche per Leonia alla Visitazione. In quel giorno solenne la Priora Madre Agnese rivolse alle sue figlie carmelitane elevate parole: 
“Una di queste mattine, mi sono venute in mente, durante la Messa, quelle parole di Nostro Signore agli Apostoli, ancora tanto imperfetti: 
<<Mio Padre si è compiaciuto di darvi il Suo Regno>>. Mi sono detta: è proprio ciò che è capitato a noi; è piaciuto al Signore di darci questa gloria e questa grazia e cioè di avere un tal Santa nella nostra casa. L'avrà forse fatto per le nostre virtù, per i nostri meriti? No, care sorelle, perché altre possono facilmente essere più virtuose di noi. Avrà agito così forse a causa delle sante religiose che ci hanno precedute? Non mi pare, perché anche altri Carmeli hanno pure possedute anime molto sante.
Allora è inutile perdersi a cercare il <<perché>> di questo privilegio che ha del meraviglioso. Ci viene da una predestinazione divina: è piaciuto a Dio di favorirci così, ecco tutta la ragione della nostra gioia.
Sì, care Consorelle...., è piaciuto a Lui di amarci in modo tutto particolare e ne abbiamo la prova oggi, che nel nostro Carmelo, una volta così umile e nascosto, splende ora tanta luce per l'umanità, zampilla una sorgente di grazie per tanti poveri cuori così assetati di pace e di verità.
Come corrisponderemo noi ai doni così grandi e gratuiti di Dio? Ebbene, ci ricorderemo come ha risposto alle sue misericordie la piccola grande Regina di questo giorno, quando ella, quaggiù, si riteneva la piccola umile serva del Signore. E, dopo aver considerato da vicino la sua umiltà profonda e vera, il suo amore così delicato, l'abbandono e la riconoscenza del suo cuore, e infine la fedeltà alla Carità fraterna, ci sforzeremo di praticare le medesime virtù, ripetendo sempre con lei, impotenti come siamo a rendere grazie a Dio e a ripagarlo di tanti benefici: <<Pagate voi stesso tutti i debiti>>.
Solo così noi saremo assolte, perché solo così noi renderemo amore per amore”. 
Che cosa pensava Madre Agnese di Gesù delle feste esterne? Stimava suo dovere adoperarsi per la loro riuscita in quanto quegli omaggi esterni resi alla sua gloriosa piccola sorella risalivano poi a Dio. Tuttavia, è nel segreto del suo cuore che andava ripassando tutti questi misteri. 
Alcuni anni dopo, nell'intento di rievocare la grandiosità ed il fasto di tali feste, stese in versi le sue impressioni più intime. Portano il titolo: << Quel che ho visto>>. Il sottotitolo <<Ricordi di gloria e sospiri di verità>> ne traduce bene la nota fondamentale, richiamando in un ben delineato contrasto gli splendori delle feste teresiane e la fecondità dell'immolazione nella vita solitaria e nascosa: 
<<La Croce della Cupola ha bagliori dorati,
L'incorona una stella che scorgo brillar.
Nel Chiostro si intreccian festoni illuminati,
Che tripudio di luci! Mi sembra sognar..
D'un tratto tutto è avvolto da un fitto velo nero,
Ogni dove densa scende l'oscurità,
E l'alma nostra aspira al sol chiarore vero,
Alla luce che resta per l'Eternità>>.


Fine capitolo 20 
Madre Agnese di Gesù, la “piccola madre di Santa Teresa di Lisieux, Editrice Ancora, 1956. A cura della Procura delle Missioni dei Carmelitani Scalzi – Roma. 


LAUS  DEO

Pax et Bonum


Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano 

mercoledì 11 marzo 2015

LA VENERATA MADRE AGNESE (PAOLINA ) DI GESU' CARMELITANA SCALZA - LA " PICCOLA MADRE " DI SANTA TERESA DI LISIEUX - PARTE DICIANNOVESIMA .



La Venerata Madre 
Agnese (Paolina)di Gesù 
Carmelitana Scalza 
La “piccola madre” di Santa Teresa di Lisieux 
“La Beatificazione di Teresa di Lisieux” 

La prima tappa della glorificazione si chiude il 14 agosto 1921 con la proclamazione dell'eroicità delle virtù della venerabile Teresa del Bambin Gesù e del Volto Santo. 

Per l'occasione il Sommo Pontefice Benedetto XV pronunziò un magistrale discorso, esaltando la dottrina “dell'infanzia spirituale”. Madre Agnese di Gesù, scrivendo al Cardinale Vico, esprime la sua gioia: 
“Ecco dunque << la Via dell'Infanzia Spirituale>> seguita dalla nostra Teresa, esaltata dal Vicario di Cristo. Che cosa grande, divina!”. 
Occorreva pensare ai futuri pellegrinaggi a Lisieux: s'imponeva la necessità di ingrandire la Chiesina del Carmelo, costruirvi una Cappella per custodirvi i preziosi resti e collocarvi molti altari per le celebrazioni delle Sante Messe dei numerosi sacerdoti pellegrini provenienti da ogni parte del mondo ma uniti fraternamente da un solo Rito Romano, un solo Messale comune a tutti e da tutti reputato altamente spirituale e unificante per tutto il popolo di Dio. 
I lavori, appena incominciati, dovettero interrompersi allo scoppio della guerra del 1915-1918; furono ripresi nel 1920 con tutte le difficoltà del dopo-guerra: penuria di materiali, rialzo impressionante dei prezzi, etc. 
Se Madre Agnese di Gesù sapeva abilmente maneggiare la penna, era non meno capace di scendere nel cantiere, sorvegliare i lavori, prendere delle decisioni, le quali, se lì per lì sembravano troppo ardite, si dimostravano poi eccellenti. 
Occorreva l'intervento di personalità civili per risolvere qualche difficoltà riguardante il pellegrinaggio e oltrepassante le possibilità del Monastero di Lisieux? Sapeva utilizzare, all'occasione, la bontà di una sposa: 
“Quando ho capito a quale <<Assuero>>  dovevo bussare, ho subito trovata la mia Ester!”. 
E naturalmente, l'Ester, così graziosamente interpellata, non sapeva rifiutarsi. Con la medesima delicatezza esprimeva la sua gratitudine per una generosa offerta come per un aiuto insignificante: 
“Grazie! E' davvero troppo! A tanto favore risponde la piena del mio cuore riconoscente e la promessa di riversarla nel Cuore di Gesù, della Madonna e della mia piccola Teresa”. 
Il 29 aprile del 1923, Sua Santità Pio XI beatificava la sua prima Beata. 
La croce doveva però comprare un così splendido risultato. Difatti nel febbraio del 1923, un'influenza perniciosa si abbatté sull'intera comunità monastica del Carmelo di Lisieux: in parecchie degenerò in bronco-polmonite, e la stessa Madre Agnese di Gesù ne fu gravemente colpita. Era in preda ad una angoscia morale che accresceva ancora la penosa inquietudine delle sue figlie. Ma per il 26 marzo, giorno della solenne Traslazione delle Reliquie della Santa, era ristabilita. 
Non per nulla Teresa aveva detto alle sorelle: 
“Non crediate che, quando io sarò in Cielo, avrete soltanto delle gioie. Io non le ho avute, né le ho volute avere. Avrete forse, al contrario, grandi prove; io, da Lassù, vi manderò la luce necessaria per farvele apprezzare ed amare. Sarete costrette a dire con me: <<Signore, esulto di gioia per tutto quello che fate>>. 
Si può oggi affermare che se le prove non furono risparmiate, non mancò tuttavia la luce promessa che aiutò ad accettarle generosamente. 
La rapida glorificazione di Teresa, senza precedenti nella Chiesa nell'elenco delle Cause dei Santi, suscitò ovunque un entusiasmo inaudito. Nella grande famiglia umana, l'umile Carmelitana di Lisieux era considerata come una << sorellina>> a tutti vicina e sempre attenta a venire incontro ai bisogni degli infelici fratelli. Perciò la sua apoteosi fu un gaudio universale. 
Quale eco risuonò nel cuore delle sorelle Martin? Quale in quello della <<piccola Madre>>?  Vi è chi si congratula con lei. <<Ha di che morire di gioia! Come non prova orgoglio per tanta gloria?>>
“Quando sento simili espressioni – confida Madre Agnese alla sorella Leonia, Visitandina – guardo attonita il mio interlocutore e non riesco a capire che cosa mi voglia dire!” 
Non che disprezzasse quegli onori decretati dalla Chiesa. Alla sorella Leonia scriveva, prima della Canonizzazione: 
“Che avvenimenti grandiosi! Pare cosa incredibile! Ma, concludeva – e qui passa tutta la sua anima – più vedo cose grandi, più mi sento spinta ad amare la mia << piccolezza>>, a ripetere dolcemente le parole di Gesù: << Imparate da me che sono mite ed umile di Cuore e troverete la pace per le anime vostre>>. Proprio così! Nessuna gioia vera e profonda gusteremo senza l'umiltà!”. 
Alle sue figlie carmelitane scalze, svelava sentimenti più intimi: il 29 aprile del 1923, indirizzava alla Comunità una <<piccola omilia di una piccolissima Madre, per sottolineare un grandioso avvenimento>>: 
“Care sorelle, in occasione del trionfo della nostra piccola cara Teresa, della sua << Piccola Via>> e dei <<piccoli mezzi che le sono riusciti a perfezione>>, il Signore ha voluto ispirarmi un pensiero, che senz'altro vi comunico, perché <<il tesoro della Madre appartiene ai figlioli>>. 
Quanto io ho esposto e la Chiesa esaltato, non è altro che quello <<spiritu principali>>  con gioia invocato ogni giorno in un versetto del Miserere: <<Redde mihi laetitiam salutaris tui et spiritu principali confirma me>>. 
Potremmo dire con altre parole: <<Quella disposizione del cuore>>  di cui parlava, incoraggiandoci, la nostra piccola Santa, e <<quella disposizione>>,  affermava essa, basta già, lo sento, a renderci gradite a Dio. 
Pecorelle del Buon Pastore, vi conosco e so bene che tutte voi, nonostante i difetti che vi umiliano, sentite questa disposizione del cuore, che è la nostra grazia, la grazia dell'ovile di Lisieux. Potrete, anche fino alla morte, essere imperfette, deplorarlo pure, ma questa disposizione non vi mancherà mai. 
Vorrei analizzarvela, affinché possiate riconoscerla in voi. Come fare però? E' un insieme di umiltà, di fiducia, di pronto ricorso a Dio nei nostri bisogni; è talvolta anche una specie di gioia soprannaturale a sentirsi miserabile e a dover implorare continuamente un urgente aiuto dall'Alto. 
Infine è la verità, il vero Amore Divino, la vera luce che dobbiamo custodire e ingrandire con la pratica della Carità farterna. 
Illuminate da questa luce, care sorelle, si può avere fin da quaggiù l'aureola, senza saperlo, e si va poi diritti in Cielo a far parte della falange delle piccole anime serafiche, quelle che vedono Dio più da vicino e che, per tutta l'Eternità, ardono nelle fiamme del Suo Amore. 

Fine capitolo 19 
Madre Agnese di Gesù, la “piccola madre di Santa Teresa di Lisieux, Editrice Ancora, 1956. A cura della Procura delle Missioni dei Carmelitani Scalzi – Roma. 


LAUS  DEO

Pax et Bonum


Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano 

domenica 8 marzo 2015

LA VENERATA MADRE AGNESE ( PAOLINA ) DI GESU' CARMELITANA SCALZA - LA " PICCOLA MADRE " DI SANTA TERESA DI LISEUX - PARTE DICIOTTESIMA .



La Venerata Madre 
Agnese (Paolina)di Gesù 
Carmelitana Scalza 
La “piccola madre” di Santa Teresa di Lisieux  
“Le deposizioni ai Processi” 

La devozione alla “Piccola Regina”, Santa Teresa del Bambin Gesù, acquistava ogni giorno proporzioni sempre più vaste che avevano del prodigioso. 
Se ne sentiva l'eco dalla posta quotidiana. Non per nulla Teresa aveva detto alla sua <<piccola Madre>>:  
“Dopo la mia morte, andrà alla cassetta delle lettere e vi troverà consolazioni. In Cielo, otterrò molte grazie per coloro che mi hanno fatto del bene. Saranno tante, che neppure tutte serviranno a lei, Madre mia. Molte le procureranno una grande gioia”. 
La Madre Agnese di Gesù faceva copiare con scrupolosità le relazioni di grazie e le testimonianze più significative della devozione sempre crescente alla Serva di Dio, preparando così una documentazione solidissima che doveva servire a dimostrare la fama di santità. 
Tuttavia sarebbe un errore credere che il suo orizzonte fosse circoscritto alla cerchia teresiana, benché già così vasta. Nel 1906, venne a sapere di un libello diffamatorio e blasfemo intitolato: Quel che Dio fa e quel che non fa; la sua anima amante fremette di sdegno, e tosto ella compose, in riparazione, una poesia dal titolo : Quanto buono è Dio con coloro che hanno un cuore retto (Salmo LXXXIII).  
Vi si leggono dei versi di semplice e bella fattura: 
“Chi, pazzo, scrutar vuole la tua gloria, 
vedrà, Signor, la sua scienza illusoria, 
che oppresso è l'uomo che tocca la Sua grandezza, 
vuol la tua Luce? Gusti la tua dolcezza” 
I pellegrinaggi all'umile tomba di Suor Teresa del Bambin Gesù, nel cimitero della città, aumentavano in proporzione alla “Pioggia di Rose” . 
Si comunicò al Carmelo di Lisieux che Roma era favorevole all'introduzione della Causa, ma Madre Agnese di Gesù, mal consigliata sui passi iniziali da farsi, incontrò una forte opposizione da parte del Vescovo di Bayeux. 
Si sottomise e tacque, aspettando l'ora della Provvidenza. 
Questa giunse felicemente l'8 maggio del 1908, quando Madre Angela del Bambin Gesù, il giorno stesso della sua elezione a Priora, ripetè a Monsignor Lemonnier la domanda in precedenza respinta. 
Questa volta il Vescovo senza alcuna difficoltà diede il consenso e, da allora, mise tutto il suo zelo per costituire il Tribunale Diocesano incaricato di istruire il processo informativo. Convocò i migliori elementi del suo clero, diresse e approvò la scelta del Postulatore e del Vice-Postulatore e egli stesso, all'occasione, si fece difensore della Causa e del Carmelo di Lisieux contro i loro avversari. 
( S.E. Monsignor Lemonnier, Vescovo di Bayeux-Lisieux 
e il Tribunale Diocesano che si occupò con grande generosità 
e benevolenza alla Causa 
della Serva di Dio Suor Teresa del Bambin Gesù e del Volto Santo ) 
Questi “avversari” difatti non mancarono, tanto che Nostra Madre osò parlare di  <<persecuzioni straordinarie e terribili subite per la Causa della sua piccola Teresa>>.
Alla morte della Madre Angela del Bambin Gesù, Madre Agnese veniva rieletta Priora il 27 novembre del 1909. 
Non depose più la carica, sia per successive regolari elezioni, sia – come vedremo – per nomina di Priora a vita fatta da Sua Santità Papa Pio XI. 
Lei dunque che vedrà l'introduzione della Causa di Suor Teresa del Bambin Gesù nei Tribunali di Roma per ordine del Santo Pontefice PIO X il 10 giugno 1914, lei che porterà in gran parte il peso del Processo. 
In un mare di contrarietà, la Madre lottava intrepida con tutti i mezzi a sua disposizione, ora per mitigare l'ostilità degli uni, ora per scuotere la indolenza degli altri, per prevenire tempeste o per calmarle. Gli esagerati prudenti ne volevano smorzare l'ardore, stroncare le iniziative. 
Ella però – l'abbiamo detto – possedeva un tatto così abile ed amabile insieme, da saper insinuarsi nel dedalo delle difficoltà e uscirne spesso cantando vittoria. 
Le sue deposizioni ai due Processi, per la loro importanza e per il loro valore, furono considerate di primo grado: in quello Diocesano fu interrogata in 24 sedute e in quello Apostolico per dieci giorni e mezzo consecutivi. 
E' facile immaginare il cumulo di lavoro preparatorio e la fatica delle sessioni di una gravità eccezionale, sia per l'onere di coscienza, sia per il rischio che improvvisamente sorgessero delle questioni alle quali bisognava rispondere seduta stante. Di più, tutte le testimonianze erano vincolate con il più rigoroso segreto e quindi l'impossibilità di chiedere ad altri un consiglio o uno schiarimento. Per meglio inquadrare il merito e la virtù di Teresa nell'ambiente dove era maturata la sua santità, Madre Agnese di Gesù fu obbligata, insieme ad altre suore contemporanee alla Serva di Dio, a fare in una deposizione speciale parecchi rilievi circa la situazione del Monastero durante il governo della Madre Maria di San Luigi Gonzaga.  
Tali deposizioni avrebbero dovuto essere rigorosamente riservate. Non mirando che a mettere in rilievo alcune ombre d'ambiente non potevano avere che il carattere di una testimonianza frammentaria. Purtroppo se ne è stranamente abusato. Isolarle, staccarle dalle contropartite che si possono leggere in tante pagine del Summarium – molte della stessa Madre Agnese – raccogliere, quasi fossero abituali, altri fatti sparsi qua e là in un periodo di quaranta anni, volendo provare con questi la consistenza e realtà di quelle, fu tutto un gioco che a commentatori tendenziosi servì a falsare la storia. La fisionomia morale di Madre Maria di San Luigi Gonzaga ne uscì fortemente travisata agli occhi dei lettori. Madre Agnese ne sentì amaramente il contraccolpo, talvolta fino all'angoscia, perché in simili interpretazioni c'era qualche cosa di ingiurioso per il suo Carmelo. 
Se del carattere autoritario e bizzarro della vecchia Priora fu Madre Agnese a soffrirne più degli altri, non fu meno vero che fu la prima a riconoscere le buone qualità della Madre Maria di San Luigi Gonzaga. 
Miserie ce n'erano – inevitabili del resto in ogni convivenza umana – ma certune erano conseguenze della sua malattia e non impedirono mai al Carmelo di Lisieux di offrire al mondo fulgidi esempi di mortificazione, di preghiera e di zelo. 
Anche se lungo, conviene riportare qui l'estratto della Deposizione al Processo Apostolico del 1915. In esso, Madre Agnese di Gesù precisa che tutto il suo lavoro per la glorificazione della sua santa Sorella aveva una finalità unicamente soprannaturale: 
“Desidero la Beatificazione di Suor Teresa del Bambin Gesù, perché ho la ferma convinzione, che mi si impone sempre più, che ella fu scelta da Dio per far conoscere sulla terra il suo amore paterno per le creature e il suo desiderio di essere da loro corrisposto con un amore tenero e filiale. I Santi canonizzati dalla Chiesa – parlando in generale – non sono dei luminari e dei modelli per tutti indistintamente; non ebbero missione di trascinare tutti gli uomini ad imitarli. La loro vita fu presentata troppo sovrumana: anime quindi che solo le grandi anime possono imitare. 
Purtroppo le grandi anime sono molto rare; mentre invece è immenso il numero delle piccole anime, di quelle anime cioè che devono camminare nel sentiero comune della sola fede: si può dire di comprendere tutti i cristiani, perché anch'essi sono chiamati alla perfezione secondo l'invito di Nostro Signore: <<Siate perfetti come è perfetto il vostro Padre Celeste>>.Dunque, per quanto grande sia, il Padre celeste è imitabile; e ce lo mostra la semplicità della vita di Gesù. 
E perché ciò fu così poco compreso? Credo che la causa stia nell'orgoglio umano. Gli uomini pretendono o fare grandi cose o fare nulla. 
La nostra piccola Teresa, proprio lei, ha perfettamente compreso e, per dir meglio, ha fatto come gli Apostoli che domandarono a Nostro Signore, nell'intimità, di spiegare loro le Sue parabole. Per usare una sua parola, ella si è come “insinuata” nelle profondità del Cuore di Dio per rubarGli i Suoi segreti di perfezione e di amore e manifestarli poi al mondo. Ha visto quel che già si aspettava di vedere: un abisso di semplicità e di amore sconosciuto. 
Allora il cuore le si è aperto tutto e ha implorato dal Signore una legione di altri cuori che vogliono ricevere gli ardori e le fiamme divine destinate al mondo e da questo purtroppo respinte. 
Questa preghiera sta per essere esaudita. Nel mondo non mancano piccole anime sante, ma sono isolate nella Chiesa. Presagiscono queste cose, ma non osano credervi. Le vite di Gesù e di Maria hanno un fascino su di loro, ma queste divine fiaccole al tempo stesso le abbagliano. Oso dire che esse aspettano la <<piccola Teresa>>,  guida creata appositamente per loro, nuovo sforzo della bontà di Dio per trascinarle nella via dell'amore attraverso l'umiltà e il più confidente abbandono. 
Anche i peccatori profitteranno di queste sublimi scoperte e vi troveranno la loro salvezza. Un'anima, vittima d'amore, che si è voluta chiamare <<l'araldo della Piccola Regina>>,  un'anima delle più illuminate che io abbia conosciute, scriveva: “Sì, la dottrina di Teresa è una misericordia che viene a completare quella delle rivelazioni del Sacro Cuore. Teresa è l'Angelo che viene a consolare il mondo vecchio e infreddolito. Come una celeste Antigone ella si offre a condurre questo grande cieco criminale al pentimento e all'amore. Perché Teresa <<era piccola>>  è piaciuta all'Altissimo, il Quale ha lasciato straripare su di lei il torrente della sua luce e del suo amore, come forse non aveva più fatto dopo l'Immacolata Concezione. 
La prova della sua missione è quella stessa della missione di Gesù: il miracolo, una fama senza precedenti attorno al suo nome. Non mancano quelli che, pure in buona fede, non comprendono ancora quel che avviene attorno a questa creatura; si meravigliano, si scandalizzano, proclamando effetti senza causa.....Ma quando la vedranno elevata sugli altari, allora vedranno che sotto questa umiltà esaltata si nascondeva un meraviglioso disegno di Dio, e avvicinandosi di più alla Santa si metteranno essi pure alla sua sequela. 
Allora la legione delle piccole anime, vittime dell'Amore Misericordioso, diventerà numerosa come le stelle del cielo e la sabbia del mare, sarà terribile contro Satana ed aiuterà la Vergine a schiacciarne il capo orgoglioso. E la Chiesa vivrà un'era di amore che la consolerà e le farà dimenticare l'era del'odio che oggi attraversa con orrore”. 
Nelle sue Deposizioni intorno alle virtù di Teresa, Madre Agnese di Gesù insiste specialmente su quelle che formano la caratteristica della <<Piccola Via>>. 
“Suor Teresa del Bambin Gesù, riguardo ai doni soprannaturali, o meglio alla loro manifestazione esterna, si distingue da tanti altri santi canonizzati finora dalla Chiesa. Tolta la visione che ebbe della Madonna, quella ancora che le svelò la futura malattia di suo padre, tolta la ferita d'amore, alla quale ella accenna, e l'estasi della morte, nulla trovo nella sua vita che esca dalla via ordinaria. 
Certo, ella sperimentò spesso la grande gioia di un profondissimo raccoglimento; siffatto stato d'orazione appariva però avvolto di semplicità e privo di manifestazioni straordinarie. 
Pensare diversamente sarebbe un falsarne la fisionomia così caratteristica e incoraggiante che Iddio si è compiaciuto di dare alla Sua piccola serva, proprio per realizzare i suoi disegni di misericordia, cioè per chiamare al suo divino amore tutte le << piccole anime>> della terra, che ne volessero seguire l'esempio. Suor Teresa del Bambin Gesù amava la sua via di semplicità, e non l'avrebbe abbandonata né per seguirne un'altra, né per realizzare la missione che già presentiva”. 
Deposizioni di Madre Agnese di Gesù. 
Ancora una volta con gioia interiore possiamo notare quanto vero e prezioso fu il mandato affidato da Teresa alla sua “piccola Madre”. Due sorelle, due Carmelitane Scalze perfettamente in sintonia, una simbiosi voluta dalla Provvidenza e che continua ad edificare tante anime, specialmente quelle che hanno deciso di vivere la sequela del Signore, laici o religiosi, seguendo la <<Piccola Via dell'Infanzia Spirituale>>  ispirata da Dio nel cuore di Teresa di Lisieux. 
Davvero possiamo dire senza alcuna ombra di smentita che: Teresa del Bambin Gesù e Madre Agnese (Paolina Martin) così come Maria del Sacro Cuore (Maria Martin)e Genoveffa del Volto Santo (Celina Martin) sono degne figlie della grande Teresa d'Avila, degne figlie del Carmelo riformato. 

Fine capitolo 18 
Madre Agnese di Gesù, la “piccola madre di Santa Teresa di Lisieux, Editrice Ancora, 1956. A cura della Procura delle Missioni dei Carmelitani Scalzi – Roma. 


LAUS  DEO

Pax et Bonum


Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano 

venerdì 6 marzo 2015

LA VENERATA MADRE AGNESE ( PAOLINA ) DI GESU' CARMELITANA SCALZA - LA " PICCOLA MADRE " DI SANTA TERESA DI LISIEUX - PARTE DICIASSETTESIMA .



La Venerata Madre 
Agnese (Paolina)di Gesù 
Carmelitana Scalza 
La “piccola madre” di Santa Teresa di Lisieux  
“Il secondo Priorato di Madre Agnese” 

Nel 1896 Madre Agnese di Gesù era stata nominata prima Clavaria. Poi, ci fu un momento che si parlò di inviarla al Carmelo di Saigon che sollecitava un rinforzo dal Monastero di Lisieux, sua culla. 
Ma caduta questa idea, nel 1899 divenne Sottopriora e nel 1902 succedette alla Madre Maria di San Luigi Gonzaga nella carica di Priora. Ecco con quale sentimento di umiltà si presentò alla Comunità nel primo capitolo conventuale: 
“Care consorelle, questo primo capitolo che ci vede qui tutte unite sotto lo sguardo del Signore e degli Angeli suoi, non ha che lo scopo di ringraziarvi delle molteplici dimostrazioni di religiosa benevolenza di cui mi avete circondata dal momento della mia elezione. 
Se continuerete in queste disposizioni, non lavorerete esclusivamente a mia soddisfazione, ma soprattutto alla vostra. Perché Iddio non manca mai di donare in sovrabbondanza le sue grazie alle anime che nei superiori vedono Lui, chiunque essi siano. 
Per queste anime il cambiamento della Priora non ha significato. Esse riconoscono sempre l'autorità divina, sia che si manifesti in apparenze sante e perfette, sia che si celi nelle forme esterne più umili. E nel secondo caso, quale non sarà la ricompensa della loro fede! 
Riconoscere Gesù per loro Dio negli splendori della Trasfigurazione, non fu meritorio per gli Apostoli. L'esempio del buon ladrone è assai più utile ed istruttivo. Per aver confessato la divintà e la regalità di Cristo sul Calvario, proprio quando lo vedeva spoglio di ogni bellezza e sprezzato da tutto un popolo, egli, che pur aveva consumata la vita in una catena di delitti, meritò di fare, in un'ora, il suo purgatorio e di sentire dalla stessa bocca del Salvatore quelle parole così piene di misericordia e di amore: <<Oggi stesso, sarai con me in Paradiso>>.
Se mi considerate come il campanellino del Signore, senza badare se esso sia di rame o d'oro, se suona bene o suona male, io vi dico che Gesù stesso, e non altri, risponderà alla vostra chiamata, sia per istruirvi, sia per provarvi, sia per sgridarvi o per confortarvi. Con quanto più spirito di fede suonerete, altrettanto più diritto acquisterete alla risposta divina, e maggiore speranza avrete di vedere e di udire eternamente, da vicino, e senza intermediari, Colui che tante volte avrete invocato con fede e riconosciuto sulla terra attraverso i veli, talvolta così fitti, delle più povere creature”. Nel 1903, per riscattare dei beni della Comunità, i Superiori obbligarono la Priora a recarsi nella Manica, accompagnata da Madre Maria di San Luigi Gonzaga. Durante il viaggio, durato due giorni, Madre Agnese di Gesù ebbe il permesso di visitare la tomba di Suor Teresa del Bambin Gesù: 
“Mi pareva – scrisse poi – che gli Angeli, come alle pie donne che cercavano Gesù nel sepolcro, dicessero anche a me <<Perché cerchi fra i morti colei che è viva?>>. Provai un'emozione dolcissima ad avvicinarmi a quell'angolino di terra dove riposava la <<piccola busta>>  di Teresa, con il suo germe d'immortalità. Passando per Caen, ottenni il permesso di fare una sosta anche alla Visitazione. Quanto fui felice di rivedere Leonia! La trovai molto fervorosa: era raggiante di vedermi”. 
Dentro il Monastero, Madre Agnese di Gesù si cattiva sempre più l'affetto delle sue figlie e la loro confidenza. Si presentavano, chiedendo, l'ammissione, anime veramente elette, come la Madre Angela del Bambin Gesù, la Madre Isabella del Sacro Cuore e la Madre Teresa dell'Eucarestia, virtuose e brillanti conquiste di Suor Teresa del Bambin Gesù, che davano tanto bene a sperare per l'avvenire. Con quanta generosità seppe accettarne più tardi il sacrificio, quando l'una dopo l'altra le furono strappate da una morte prematura. 
Ella confortò altresì gli ultimi giorni di colei, il cui carattere ombroso l'aveva fatta tanto soffrire: 
“Ero Priora – scrive – quando Madre Maria di San Luigi Gonzaga morì. Nell'ultimo periodo della sua vita, torturata da una crudele malattia (un cancro alla lingua), i giorni le scorrevano tristissimi; capiva che l'unico suo appoggio ero io, che le Suore le si allontanavano sempre più. Ricorreva a me in ogni cosa; mi amava come lei poteva amare ed io la ricambiavo con un amore disinteressato e sincero, riconoscente anche, sotto un certo aspetto, perché certamente dovevamo a lei, al suo ascendente sulle Consorelle e persino sui Superiori, se abbiamo potuto essere accettate tutte e quattro al Carmelo, e specialmente Suor Maria dell'Eucarestia. Fummo noi ad assisterla la sua ultima notte”. 
La morte la colse il 17 dicembre del 1904. Prima di morire diede segni commoventi di un cuore sinceramente contrito e umiliato. Tutta la sua fiducia era nell'intercessione della “sua” piccola Teresa. Rivolgendosi a Madre Agnese di Gesù, disse con tenerezza: 
“Nel lasciare questa vita, il mio rimpianto è solo per la mia piccola cara Madre”.  
Quasi quarant'anni dopo, Nostra Madre, scriveva ancora ad una delle sue figlie: 
“Domani ricorre l'anniversario della morte della Madre Maria di San Luigi Gonzaga. Preghi per quella povera Madre: aveva dei grandi difetti senza dubbio, ma non sempre era responsabile. Sarò felice di ritrovarla in Cielo. Aveva anche delle belle qualità, bisogna riconoscerlo, e a volte era tanto simpatica. E poi, la nostra piccola Teresa deve a lei il suo ingresso al Carmelo, nelle sue mani emise la professione e per lei scrisse pagine meravigliose”. 
 La Reverenda Madre Maria di San Luigi Gonzaga

Fine capitolo 17 
Madre Agnese di Gesù, la “piccola madre di Santa Teresa di Lisieux, Editrice Ancora, 1956. A cura della Procura delle Missioni dei Carmelitani Scalzi – Roma. 


LAUS  DEO

Pax et Bonum


Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano 

mercoledì 4 marzo 2015

ANNUNCIO DELLA CANONIZZAZIONE DELLA BEATA MARIA ( MYRIAM ) DI GESU' CROCIFISSO .



Annuncio della Canonizzazione 
della 
Beata Maria (Myriam) di Gesù Crocifisso 

La Beata Maria di Gesú Crocifisso, Mariam Baouardy (1846-1878), sarà canonizzata il 17 maggio 2015 a Roma. 

Nata in Galilea, Mariam ha vissuto in Egitto, Libano, Francia e India, terminando la sua breve vita a Betlemme. Ella é un ponte tra i cristiani d'Oriente e d'Occidente e ci invita a vivere più intensamente la comunione dei santi nel soffio dello Spirito Santo. 

« In lei, tutto ci parla di Gesù », diceva San Giovanni Paoli II e noi ci rallegriamo che questo fiore della Terra Santa sia donato come esempio alla Chiesa universale e in particolare del Medio e Vicino Oriente. É una grande gioia, un segno di speranza e di sostegno per i cristiani d'Oriente! 

La canonizzazione sarà celebrata nell'anno della Vita Consacrata e del V Centenario della nascita di Santa Teresa, Riformatrice del Carmelo. Mariam, degna figlia della Santa Madre Teresa, diviene prima santa carmelitana del Medio Oriente. 

Condividiamo la nostra gioia con tutta la famiglia Carmelitana, gli amici del Carmelo Teresiano, i devoti, la Chiesa del Vicino e Medio Oriente e con tutti coloro che sono toccati dalla testimonianza e il messaggio di Mariam. 


LAUS  DEO


Pax et Bonum

Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano  

venerdì 27 febbraio 2015

LA VENERATA MADRE AGNESE ( PAOLINA ) DI GESU' CARMELITANA SCALZA - LA " PICCOLA MADRE " DI SANTA TERESA DI LISIEUX - CAPITOLO SEDICESIMO .






La Venerata Madre 
Agnese (Paolina)di Gesù 
Carmelitana Scalza 
La “piccola madre” di Santa Teresa di Lisieux 
“L'intrepida operaia della causa Teresiana” 

Un giorno Madre Agnese di Gesù, riferendosi alla grande prova che fu per lei la malattia di suo padre, il signor Louis Martin, così scriveva: 
“L'avevamo abbandonato completamente nelle mani di Dio. Proprio come i figli dei martiri abbandonavano sull'arena i loro genitori e questi i loro figli. Amavo questo pensiero, in esso trovavo riposo. Provai il medesimo sentimento alla morte di Teresa. Vedendomi nell'impossibilità di offrirle un po' di sollievo nelle indicibili sofferenze che la straziavano durante la lunga agonia, me la rappresentavo come una martire nell'arena e diedi il mio pieno consenso alla sua immolazione. Questo sentimento che non mi poteva venire suggerito che dal Signore, fu per me una grandissima forza”. 
Suor Maria del Sacro Cuore a sua volta ci narra che, vedendo la Serva di Dio in fine di vita, le aveva manifestato il timore di non sapere come confortare la sua <<piccola Madre>>,  tanto sarebbe stata afflitta dalla sua dipartita. 
Oh! non s'inquieti per questo, rispose Teresa; Madre Agnese di Gesù non avrà tempo di pensare alla sua pena, perché fino alla fine della vita dovrà talmente occuparsi di me che non potrà neppure arrivare a tutto. 
Bisognò, nei limiti della possibilità e della prudenza, preparare la pubblicazione del Manoscritto, e per prima cosa ottenere il consenso della Madre Maria di San Luigi Gonzaga, che era allora Priora. Questa lo diede, a condizione però che tutto lo scritto figurasse come indirizzato a lei. 
E Madre Agnese di Gesù, con spirito di umiltà, si sobbarcò la fatica di togliere tutto quello che nella prima parte la riguardava personalmente, dal I° all' VIII° capitolo. In seguito però il testo lo si potè pressapoco ristabilire. Poi Madre Maria di San Luigi Gonzaga chiese al Reverendo padre Godefroy Madelaine, priore dei monaci Premostratensi dell'abbazia di Mondaye (Calvados), molto conosciuto nella Comunità per avervi predicato un corso di esercizi, di volerlo rivedere e dare il suo giudizio in vista della pubblicazione. 
Il padre Godefroy Madelaine, aiutato da un confratello, studiò il manoscritto per tre mesi, come ebbe a dichiarare dinanzi al Tribunale Ecclesiastico, citando le lettere allora scambiate con il Carmelo di Lisieux, in particolare quella del 1° marzo del 1898: 
“Reverenda Madre, ho letto tutto, sia il Manoscritto che le poesie. Lo trattengo ancora, perché mi preme rileggerlo, e segnare a matita bleu quanto credo si debba omettere nella stampa. Tutto, assolutamente tutto, è prezioso per voi in questo Manoscritto; però vi sono particolari così intimi e così elevati, al di sopra della sfera comune, che credo sia meglio non pubblicarli. Vi sono anche piccoli errori di lingua e di stile: si tratta di piccolissime cose che è facile correggere. Abbiamo inoltre notato, qua e là, alcune prolissità. Converrà sopprimere certe ripetizioni che non mancherò di sottolineare. Ecco quanto riguarda la critica, ma buona Madre, non saprei esprimerle il piacere e il gaudio spirituale che ho provato nello scorrere quelle pagine traboccanti di amore divino”. 
Il Padre Godefroy Madelaine, confessò poi che, nella seconda lettura, la matita bleu gli cadde dalle mani e si limitò a fare la divisione dei capitoli, leggere correzioni di forma, senza alterazioni di sostanza. 
Suggerì anche il titolo: “Storia di un'Anima”, e ne perorò l'Imprimatur dal Vescovo di Bayeux, Monsignor Hugonin, che lo concesse in data 7 marzo 1898. 
Quando i giudici ecclesiastici, nei Processi per la Causa, confrontarono minuziosamente l'originale e il testo pubblicato, fecero le più alte lodi a Madre Agnese di Gesù per quanto aveva fatto e le consigliarono di non cambiare più nulla: solo concordare la frammentazione dei tre manoscritti, che non era stato possibile presentare a principio. 
La prima edizione di duemila esemplari fu affidata alla Casa Editrice San Paolo di Bar-le-Duc e apparve il 30 settembre del 1898. Invece delle solite notizie biografiche si preferì inviare ai Monasteri una copia del libro, che, in generale, trovò entusiastica accoglienza dovunque, anzi si diffuse rapidamente oltre ogni previsione sia in Francia che all'estero. A breve distanza si dovette provvedere ad una seconda edizione. Oggi non si contano più. 

Fine capitolo 16 
Madre Agnese di Gesù, la “piccola madre di Santa Teresa di Lisieux, Editrice Ancora, 1956. A cura della Procura delle Missioni dei Carmelitani Scalzi – Roma. 


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