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sabato 7 luglio 2012

FRA VITO DA RAGUSA LAICO CAPPUCCINO

MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .

“ FRA VITO DA RAGUSA LAICO CAPPUCCINO ”

Sortì Fra Vito i Natali di Onesta e Religiosa Famiglia in Ragusa , oggi detta Inferiore , ed ebbe nel Battesimo
il nome di Antonino .
Nella fanciullezza , non curando i soliti puerili trastulli , con somma attenzione si diede allo studio della PIETA’ ; onde cresciuto negli anni , mentre serviva al padre nei lavori campestri nel corso del giorno , passava poi le notti nella soave CONTEMPLAZIONE DELLE DIVINE COSE
in una Chiesuola detta MADONNA DEL MONTE , ove portavasi così di nascosto , che nessuno se ne poteva accorgere .
Nel quarto lustro della sua età ( 20 anni ) abbandonò la famiglia e i campi , e ,
per SEGUIRE LA CELESTE ISPIRAZIONE che lo CHIAMAVA ALLA VITA RELIGIOSA ,
entrò con animo lieto NELL’ORDINE AUSTERO DEI CAPPUCCINI ,
ove a PASSI DA GIGANTE PERCOSSE LA VIA DELLA PERFEZIONE SERAFICA , lasciando , ovunque si fosse portato di Famiglia , SOAVE FRAGRANZA DELLE SUE VIRTU’ .
IMITATORE ASSIDUO DEL SANTO PATRIARCA ne ricopiò in sé
lo SPIRITO DI PENITENZA , onde portava sotto una rozza e vecchia Tonaca
un ASPRO CILIZIO , castigava l’insolenza della carne con severi digiuni , privavasi d’ogni cibo in tutti i venerdì ,
E IN MEMORIA DELLA PASSIONE DOLOROSA DEL FIGLIUOLO DI DIO , TENEVA IN CELLA UNA CORONA DI ACUTE SPINE , CHE IN QUEI GIORNI SI METTEVA IN CAPO E CALCAVA FORTEMENTE COLLE MANI , SENZA CHE ALCUNO SE NE FOSSE ACCORTO .
Per custodire gelosamente il BEL GIGLIO DELLA PUREZZA adoperava con esatta premura tutti i mezzi Consigliati dai MAESTRI della VITA SPIRITUALE , fuga delle occasioni pericolose , Fervente PREGHIERA , frequenza dei SACRAMENTI , DEVOZIONE A MARIA , modestia degli occhi , sottomissione dei sensi alla ragione .
Eppure vi fu tempo in cui si accese in lui sì viva la turpe passione della libidine che egli , per riuscirne vittorioso , nella rigida stagione d’inverno si gettava nel bagno di acqua fredda .

Le virtù che in lui risplendevano , erano la semplicità dei modi e la retta intenzione di OPERARE e SOFFRIRE PER DIO , l’esteriore compostezza ed una perfetta regolarità di costumi , lo Spirito di Orazione e di Contemplazione , la povertà di Affetto e di effetto e soprattutto un’UBBIDIENZA sì pronte , sì ilare , sì estesa di cui IDDIO CON UN MIRACOLO VOLLE MANIFESTARE L’ECCELLENZA E LA PERFEZIONE .
Si leggeva una volta a mensa nel refettorio del Convento di Tortorici , dove egli allora si trovava , che un Monaco di Santa Vita per COMANDO di un Abate gettò un vaso fittile pieno di olio dalla finestra , e che in prova dell’Umile Sottomissione né il vaso si era rotto , né l’olio versato .
A questa lettura il Guardiano , che ben CONOSCEVA la SANTITA’ di Fra Vito ,
ne volle fare PROVA davanti agli altri Frati e gli disse :
<< Fra Vito , se io vi COMANDASSI DI FAR LO STESSO , SARESTE PRONTO AD UBBIDIRE ? A cui il Devoto Laico : SON PRONTO , rispose senza alcuna esitazione , A FAR QUELLO CHE MI VERRA’ IMPOSTO ! IDDIO che ha OPERATO TAL MIRACOLO nel passato , LO PUO’ OPERARE , VOLENDO , ancora oggi . E COSI’ AVVENNE DOPO CHE EGLI EBBE L’ORDINE DEL SUPERIORE >> .
Meraviglioso fu in lui fu il DONO DELL’ESTASI , per cui fu visto più volte sollevato da terra , mentre Orava sia in Cella che in Chiesa .
In un giorno della PENTECOSTE , CONTEMPLANDO questo ALTISSIMO MISTERO , fu visto da molti ELEVATO IN ARIA e CIRCONDATO da LUCE SMAGLIANTE .
Nel Convento di Palermo , Pregando nella sua Stanza , venne INNALZATO fino al soffitto ,
mentre la testa era attorniata di FULGIDA LUCE che , al dire di lui stesso significava la chiara cognizione di sé CONFERITAGLI IN QUELL’ISTANTE DA DIO .

ASSISTENDO CON GLI ALTRI FRATI ALLA MESSA CONVENTUALE , QUANDO IL SACERDOTE SOLLEVO’ “ L’OSTIA CONSACRATA ” PER L’ADORAZIONE DEI FEDELI EGLI FU VISTO RAPITO DAI SENSI IN UNA BEATA ESTASI .
Nel Convento di Modica , quando Fra Vito si trovava ammalato , l’infermiere una notte aprì l’uscio della cella , e lo trovò SOLLEVATO dal letto e in Contemplazione .
Questi RAPIMENTI non solo in lui si avveravano in corso dell’Orazione , ma anche quando parlava o sentiva parlare delle COSE DIVINE , di cui egli , quantunque PRIVO DI LETTERE , discorreva a meraviglia da PROFONDO TEOLOGO .
Oltre di ciò fruì del DONO DELLE CELESTI VISIONI e di PREDIZIONI DI COSE FUTURE .
Il Maestro dei Novizi , il M. R. P. Arcangelo da Caltagirone , nel Convento di Modica temeva dell’ammissione di un Novizio alla Professione , onde confidò nella determinazione e nei consigli di Fra Vito ,
il quale postosi in ORAZIONE SENTI’ DALLA BEATA VERGINE che quell’alunno sarebbe stato nella Religione di GRANDE VIRTU’ e di molta edificazione al prossimo .
Quanto egli disse , PUNTUALMENTE SI AVVERO’ .
Nulla diciamo di MOLTI MIRACOLI OPERATI DA LUI IN VITA , e chi vuole può leggere negli ANNALI DELL’ORDINE , né della STUPENDA VISIONE DELLA CELESTE GERUSALEMME , PER CUI VIDE QUELLA CITTA’ COME SAN GIOVANNI LA DESCRIVE NELLA SUA APOCALISSE al cap. 21 , né delle APPARIZIONI DELLA GRAN MADRE DI DIO , DI ANGELI E DI SANTI DA LUI GODUTE ,
solo aggiungiamo che egli si avvicinava a 70 anni , dei quali 50 di Religione ,
e intanto con l’indebolirsi delle forze invece di RALLENTARE LE AUSTERITA’ sostenute con perseveranza nella sua vita , le aumentava con Energico Zelo , quasi che allora cominciasse .
Collocato di famiglia nel Convento di Licodia si infermò gravemente .
Molte erano le visite degli ammiratori delle sue Eroiche Virtù .
Andò pure a visitarlo il nobile Francesco Marchese di Licodia e Principe di Butera , che lo teneva in GRANDE VENERAZIONE ; il quale accorgendosi delle molte sofferenze dell’ammalato , con parole di familiarità e di piacevolezza
lo ESORTO’ A SOFFRIRE PAZIENTEMENTE le molestie del male che l’opprimeva .
Fra Vito rispose con volto sereno e gioviale :
<< Qual cagione ho io di dolermi e attristarmi , se già si avvicina la fine dei miei dolori e delle mie tristezze e il principio delle gioie e delle Allegrezze Eterne ? Io rendo anzi grazie al mio Signore , perché si degna di usare a me Misericordia col liberarmi dai legami del corpo , e aspetto che spunti finalmente per me l’Alba Preziosa del Giorno Sempre Felice ,
che non avrà Tramonto >> .

Dopo lunga malattia sostenuta con perfetta rassegnazione , serenità di mente e alacrità di animo , lasiando a’ suoi Frati ESEMPI PRECLARISSIMI DI RARE VIRTU’ , spirò negli AMPLESSI DEL SIGNORE ALL’AVE MARIA DELL’OTTAVA DELLA SOLENNITA’ DEL PATRIARCA SAN FRANCESCO 1582 .
Nel giorno seguente fu portato il cadavere in Chiesa ,
e mentre gli si CANTAVA L’UFFICIO DEI MORTI , Dorotea Barresi moglie di Giovanni Branciforte venne GUARITA da una fistola nel seno .
Altri avvenimenti PRODIGIOSI furono quindi OPERATI , specialmente quando alcuni anni fu trasferita la sua Salma in un Sepolcro nuovo , fatto per lui solo nella Sagrestia .


                                                                                            FINE

                                                                                        LAUS DEO .

                                                                                      Pax et Bonum


                                                                       Francesco di Santa Maria di Gesù
                                                                                Terziario Francescano

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MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .

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