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martedì 1 maggio 2012

Padre Samuele Cultrera OFM Cappuccino , In Memoria della sua Morte , Nona e ultima Parte .





IN MEMORIA 
DEL M. R. P. SAMUELE CULTRERA 
OFM CAPPUCCINO .

NONA ED ULTIMA PARTE .


“ NEI RICORDI DEL SEGRETARIO DELL’ISTITUTO NAZIONALE DEL DRAMMA ANTICO ”

Confesso che , quando ebbi la ventura di conoscerlo personalmente , or sono quattro anni , Padre Samuele Cultrera mi era del tutto ignoto , anche come scrittore . Lo avevo talvolta intravisto , esile e minuto , la bianca barba fluente fin sul petto , che lo faceva apparire un po’ più alto di quanto in realtà non era , lo sguardo assolto e distaccato dalle cose circostanti , la fronte alta e come levigata dai pensieri . E , ogni volta , questo piccolo Frate , dal passo lento e felpato , dall’incedere UMILE ma , nello stesso tempo , con qualcosa che imponeva rispetto , destava in me , inspiegabilmente , curiosità e interesse .
Intuivo confusamente , in lui , una PERSONALITA’ diversa da un comune Frate , e la mia fantasia , chi sa perché , era sospinta ad accostare la sua figura a quella che , secondo me , doveva avere , doveva avere un Frate Egidio o un altro dei primi
“ soci ” del Serafico d’Assisi . E aver voluto perciò conoscerlo ed ascoltarne la voce che pensavo dovesse avere , anch’essa , qualcosa di segreto , di sommerso , e fluire in timbri di UMILTA’ e di forza , di dolcezza di ARDORE , insieme .
Poi , un giorno , avvenne che potei parlare con lui per la prima volta .
Ne riportai un’un impressione indimenticabile . Stava seduto al piccolo tavolo della sua cella , ingombro di libri , di giornali , di carte , e aveva vicino la macchina da scrivere . Mi accolse affabilmente sorridendo e mi invitò a sedermi accanto a lui .
Seguì qualche attimo di silenzio , ma poi la nostra conversazione si avviò agevolmente , cercando io , che già ero stato sia pur sommariamente informato della sua personalità , di condurre il discorso sulla sua attività di scrittore .
Fu così che , da allora e negli incontri successivi , a mano a mano divenuti più frequenti , io ebbi modo di intrattenermi con lui sui più svariati argomenti .
Mi parlava , con arguta modestia , dei lavori compiuti e di quelli che aveva in corso . La sua parola pacata , rotta ogni tanto come da un improvvisa leggera incrinatura che pareva inceppargli momentaneamente il respiro , gli illuminava il volto emaciato di un fugace sorriso , o si accendeva di un sostenuto ardore .
E le sue osservazioni , anche quando commentava , con straordinario acume , avvenimenti o fatti politici del giorno , erano incisive e precise , guidate da un filo logico , semplice e sicuro , ed espresse in un linguaggio che rivelava la forza con la quale , negli anni ormai lontani , aveva condotto instancabilmente , in varie parti d’Italia , con la PREDICAZIONE e con gli SCRITTI , quella campagna per la fede e la morale cristiana , che gli valse l’appellativo di APOSTOLO DELLA BUONA STAMPA .
Di Padre Samuele - APOSTOLO STORICO SCRITTORE - altri han detto o potranno dire con maggior competenza di me.
Tuttavia , a me piace ricordare in un rapido cenno perché ne parlammo spesso insieme , l’OPERA da lui INTRAPRESA CON PERSEVERANZA E FERVORE AL FINE DI AFFRETTARE , DOPO TRE SECOLI , LA BEATIFICAZIONE DEL SERVO DI DIO PADRE INNOCENZO MARCINO’ DA CALTAGIRONE , IL FAMOSO GENERALE DEI CAPPUCCINI E TAUMATURGO .
Di questo singolare ed illustre personaggio egli tesse la nota Biografia , giunta già alla terza edizione , consultando le fonti più cospicue con rigore di storico e RIVELANDO , in altro volume credo per primo , LA IMPORTANTE MISSIONE DIPLOMATICA CHE AL PADRE INNOCENZO MARCINO’ VENNE AFFIDATA DALLA SANTA SEDE , NEL 1647 , PRESSO LA REGGENTE ANNA D’AUSTRIA , ENRICO D’ORLEANS , IL CARDINALE MAZZARINO E , IN SEGUITO , PRESSO FILIPPO IV DI SPAGNA , PER LA TANTO “ BRAMATA PACE ” CHE , L’ANNO SUCCESSIVO , DOVEVA CONCLUDERE LA GUERRA DEI TRENT’ANNI .
Oltre a questa POSTULAZIONE per il Padre Innocenzo Marcinò , cui , egli attese così lungamente , pubblicando perfino un bollettino trimestrale che , in migliaia di copie , spediva per tutta l’Italia e all’Estero , aveva preso a cuore un’altra
“ CAUSA ” , quella cioè di SUOR CHIARA DI MAURO , la SIRACUSANA STIGMATIZZATA che , nel 1932 era morta - si diceva - IN ODORE DI SANTITA’ .
Per questa “ CAUSA ” , che egli sperava di avviare al buon fine - seguendo , al solito , il più RIGOROSO METODO STORICO - aveva raccolto documenti e testimonianze di rilievo , e andava via via annotando e vagliando ogni cosa per una completa relazione diretta a promuovere il REGOLARE PROCESSO .
Ma la morte è venuta a troncare tutti i PROPOSITI e le ASPIRAZIONI che egli PERSEGUIVA con FERVIDA ATTIVITA’ .
La fine è stata per lui la DOLCE e SERENA consapevolezza di trapassare nell’ETERNO REGNO al cui servizio si era votato per tutta la sua operosa esistenza : come Missionario in Brasile , come Apostolo sulle ORME di CRISTO e del Serafico San Francesco di cui era il FEDELE SEGUACE , come Giornalista e come Scrittore FECONDISSIMO . Una vita , la sua , guidata da un metodo e da una disciplina inflessibili , fatta tutta di lavoro alternato con la Preghiera , di Meditazione e di Sacrificio , con una Vocazione e una dedizione ineguagliabili , che non conobbero soste e non diminuirono mai col trascorrere degli anni e con lo acuirsi delle sue Sofferenze fisiche .
Considerato tutto questo , io penso che il vuoto lasciato dal Padre Samuele Cultrera andrà sempre più accrescendosi col passare del tempo .
A me , che l’ho conosciuto soltanto negli ultimi anni della sua vita , resta un ricordo non facilmente obliabile : di una grande amicizia , di un intelletto superiore , di un’ESEMPLARE FIGURA DI RELIGIOSO E DI UOMO , DI UN’AMABILE GRAZIA .
Nel tracciare questi cenni , mi piace ricordarlo non sul suo lettuccio , - come lo vidi l’ultima volta , - infermo e già - con lo sguardo , col pensiero - tutto rivolto all’ETERNO , mentre pian piano andava abbandonandosi fra le BRACCIA di SORELLA MORTE ; non voglio vederlo mentre , dolcemente spegnendosi , mi sussurrava con voce fioca SAREBBE ANDATO VIA avanti il Santo Natale , già prossimo , come di fatto avvenne .
Desidero invece aver sempre presente , di lui , l’IMMAGINE RESPIRANTE VITA E FORZA INTELLETTIVA , tal quale lo vedevo sovente , seduto al suo tavolo di lavoro , nella Cella o nella saletta dell’Archivio della sua Provincia Cappuccina , dove trascorreva gran parte della sua Laboriosa giornata , come in un RACCOLTO SACRARIO di STUDIO e di MEDITAZIONE , fra i libri , incartamenti e schede , fino a quando le ultime luci del giorno cedevano alle ombre della sera , che velavano il suo pallido volto , chino sulle carte , e lo rendevano più diafano e incavato .
Rievocandolo così , mi vien fatto di pensare a un altro Monaco di Tempi Remoti , a quel Pier Damiani che discorre a lungo con Dante nel XXI del Paradiso , che accettò per Obbedienza la Porpora Cardinalizia , che fu elevato agli Onori dell’Altare e proclamato Dottore della Chiesa : esempio fulgidissimo di APOSTOLICO ZELO , di vita Austera , di Candida Semplicità e di Instancabile Attività come SCRITTORE , tutto proteso e contento ne’ pensier’ contemplativi…
Anche il NOSTRO EBBE tali DONI da DIO e , a simiglianza del Damiani , schivo di fronzoli letterali , operando e scrivendo solo a GLORIA DI CRISTO , avrebbe potuto degnamente assumere per sé , come motto di fregiare il frontespizio delle sue cinquanta e più pubblicazioni , la breve dichiarazione antiretorica di quel Santo Confratello di nove secoli fa : “ Mea grammatica Christus est ” ( Ep. VIII ) .

Siracusa , Febbraio 1958 .

G. B. AREZZO DELLA TARGIA .




“ NEI RICORDI D’UN ARTISTA ”

Ho ricevuto con dolora sorpresa , il ricordino del tanto amato Padre Samuele Cultrera e ringrazio per il pensiero .
La venerazione che io avevo per Padre Samuele cresceva ogni giorno di più , ssi può dire , giacché io lo considerai sempre un UOMO di SANTA VITA , nel SENSO LETTERALE DELLA PAROLA .
Conservo tutta la CORRISPONDENZA che era sempre motivo di ELEVAZIONE SPIRITUALE ; negli ultimi tempi , poi , quel Raccomandare che si leggesse e si familiarizzasse quanto più possibile sul PURGATORIO ; e sempre , in ogni lettera , quel sereno e totale rimettersi alla VOLONTA’ del Signore per le cose grandi come per le piccine .
Da lui ho imparato a pensare alla morte con assoluta serenità e confidenza .
E da lui , nei primi anni del mio incontro ( 1939 ) ho avuto la GUIDA SICURA e ILLUMINATA per superare ogni dubbio umano , si che oggi a meno che il SIGNORE NON VOGLIA PROVARMI CON QUELLA CHE SAREBBE LA PIU’ DURA DELLE CROCI la mia fede è serena e oserei dire , radicata .
Non pensi , Reverendo Padre , leggendo queste mie parole , che io sia una brava persona : non lo sono ; sono un ingratissimo peccatore che però CONFIDA nell’aiuto della MADONNA e dei miei Protettori di arrivare al SALVAMENTO .
Ed ora vorrei PregarLA di due cose : se possibile , l’invio di un altro ricordino , giacché uno l’ho incorniciato e quest’altro vorrei portarlo con me appresso ; e se avesse una piccola Reliquia del Caro Padre Cultrera ( un pezzetto di abito o che so io ) .
L’assicuro che , senza contravvenire ai Precetti della Santa Chiesa , la terrei Carissima .
Mi piace chiudere , infine ricordando che un giorno gli scrissi che ogni giorno Pregavo anche per l’Ordine Cappuccino , mi rispose con tanta LETIZIA da far chiaramente intendere quanto fosse SANTAMENTE ATTACCATO ALL’ORDINE STESSO .

DOTT. VALENTINO BRUCHI .


FINE .

LAUS DEO .

Pax et Bonum

Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano


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