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giovedì 30 agosto 2012

FRA FRANCESCO DA SAN FILIPPO D'AGIRA DIACONO CAPPUCCINO

MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .


FRA FRANCESCO DA SAN FILIPPO DI AGIRA DIACONO CAPPUCCINO

Da nobilissima prosapia sortì i natali in San Filippo il nostro Chierico Fra Francesco , che sotto l’umile Saio di Cappuccino volle nascondere lo Splendore della sua origine , onde abbandonato il secolo , ove poteva far luminosa comparsa , ENTRO’ NELL’ORDINE NOSTRO DI PENITENZA .
Dopo i VOTI SOLENNI , Ricevuti gli ORDINI SACRI con permissioni dei Superiori , non volle PASSARE al Sacerdozio , ad ESEMPIO DEL PATRIARCA SAN FRANCESCO , e ciò nel corso di 52 anni di vita Religiosa .

UN SI’ NOBILE PREGIO DI VOLONTARIA ABBIEZIONE RESE UN TAL CHIERICO TERRIBILE a satana padre della superbia , IL QUALE TALMENTE SI SPAVENTAVA DI LUI , CHE A UN SOLO CENNO DI CROCE
 

SE NE PARTIVA CONTURBATO , PER CUI A LUI RICORREVANO CON FIDUCIA QUELLI , che dagli spiriti maligni erano molestati .

Alla Grazia dell’impero sopra la potestà delle tenebre in LUI SI CONGIUNSE ANCHE QUELLA DELLA PROFEZIA .

Ad un giovane infatti che era sul punto di contrarre matrimonio egli PREDISSE CHE BREVE VITA AVREBBE AVUTO LA SUA SPOSA , E CHE DOPO LUI SAREBBE DIVENTATO SACERDOTE . L’ESITO PROVO’ LA VERITA’ DELLA PROFEZIA .
Un’altra volta avvenne che un nobile signore aveva intrapreso un lungo viaggio per affari di famiglia . Trascorso molto tempo i suoi parenti , essendo privi di ogni sua notizia , se ne stavano in continua agitazione .
Andarono perciò in questo SERVO DEL SIGNORE e lo Pregarono di Raccomandarlo a DIO .
IL NOSTRO CHIERICO FRANCAMENTE RISPOSE , CHE IL VIAGGIO DELLA PERSONA RACCOMANDATA ERA STATO PIU’ LUNGO DI QUELLO CHE SI IMMAGINAVANO , GIACCHE’ AVEVA TERMINATO IL CAMMINO DELLA VITA , ED ERA NELL’ETERNITA’ ; AFFERMANDO L’ORA PRECISA IN CUI ERA ARRIVATA LA MORTE . AGGIUNSE CHE CHE TROVANDOSI NELLO STATO DI GRAZIA ERA SALVO , MA BISOGNOSO DEI LORO SUFFRAGI ESSENDO RITENUTO NELLE PENE DEL PURGATORIO .
Non passò molto tempo che GIUNSE L’AVVISO NON SOLO DELLA MORTE , MA ANCORA NEL GIORNO PRECISO IN CUI ERA PASSATO ALL’ALTRA VITA QUEL LORO PARENTE .
Con la stessa FACILITA’ CONFERIVA GRAZIE IN FAVORE DEGLI INFERMI E COL SEGNO DELLA CROCE


LIBERAVA DA OGNI MALE , E PERFINO GLI ANIMALI OBBEDIVANO AL SUO IMPERO , QUANDO SPECIALMENTE DOVEVA RECITARE IL DIVINO UFFICIO



IMPRESIOSITO DA DIO CON TANTI DONI DI GRAZIA , alla FINE sofferse una DOLOROSA PIAGA NEL COSTATO .


I Frati chiamarono il chirurgo per curarlo , ma l’infermo , si compiaceva di Rassomigliarsi al REDENTORE FERITO SULLA CROCE DA LANCIA 


e al nostro SERAFICO PADRE SAN FRANCESCO ,


lo ringraziò della pronta Carità , affermando però che inutile sarebbe stato ogni studio nel curar quella PIAGA , CHE BEN PRESTO SAREBBE PER UNIRLO AL SOMMO E INFINITO BENE .

CIO’ SI AVVERO’ NEL GIORNO DELLE SANTE STIMMATE DEL NOSTRO SERAFICO PADRE SAN FRANCESCO .


Verificata la sua morte , fu tale l’affluenza del popolo a VENERARE il suo Cadavere , che per tre giorni continui si dovette lasciare ESPOSTO NELLA CHIESA per soddisfare la Comune Devozione .
Ciò avvenne nel 1626 .


                                                                                       FINE

                                                                                  LAUS DEO

                                                                                Pax et Bonum


                                                                Francesco di Santa Maria di Gesù
                                                                         Terziario Francescano

martedì 28 agosto 2012

LA PESTE , I CAPPUCCINI E FRA FRANCESCO DA RAGUSA DIACONO

MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .


LA PESTE , I CAPPUCCINI E FRA FRANCESCO DA RAGUSA DIACONO .

Nel 1626 una crudelissima pestilenza cominciò ad inferire in Sicilia , principalmente in questa nostra Provincia di Siracusa .
Il bisogno era urgente , onde parecchi Cappuccini pieni di CARITA’ alla vista dei mali che si aggravavano sulle famiglie , spontaneamente si OFFERSERO al servizio degli appestati , PRONTI a LASCIARE GLORIOSAMENTE la vita in questo pietoso Ministero di Misericordia .
Fra questi più si DISTINSERO e si VIDERO RISPLENDERE i Sacerdoti i M. R. P. Mario da Siracusa e Ruggiero da Piazza Armerina , i quali con instancabile sollecitudine e FERVIDO ZELO , in mezzo ad evidenti pericoli andarono sempre animosi ad UDIRE le SAGRAMENTALI CONFESSIONI , ad AMMINISTRARE IL SANTO VIATICO , ad assistere sino ALL’ULTIMO RESPIRO i miseri infetti dal morbo fatale .
A questi aggiunger si debbono FRA FRANCESCO DA RAGUSA CHIERICO DIACONO , che nella città di Scicli in quell’estremo pericolo fu DEPUTATO MINISTRO DEL BATTESIMO E DELLA SACRA EUCARISTIA , e due BUONI LAICI FRA MARIO DA MALTA E FRA MARCO DA PIAZZA ARMERINA , che si occuparono senza riposo nei più comuni ed abbietti servizi degli infermi .
Tutti costoro con pronto e lieto Spirito si affaticarono si affaticarono in quella universale pestilenza tutto ciò che era necessario al sollievo delle anime e dei corpi del prossimo , facendosi COMPAGNI nel giorno e nella notte ai Parroci e Sacerdoti Secolari nell’Amministrazione dei Sacramenti , e succedendo negl’impieghi a quegli OPERAI EVANGELICI , CHE LA MORTE AVEVA RAPITI .
Sebbene intanto sopravvivessero a tanti migliaia di estinti , non mai si atterrirono a fronte della morte sempre presente , ma costantissimi nello INCOMINCIATO UFFICIO vollero animosamente PERSEVERARE SINO A MORIRE , colpiti molti di essi dalla pestilenza .
A questi furono surrogati altri dei nostri i quali entrarono a parte della loro fatica , ma non dell’attuale conseguimento della stessa CORONA di MARTIRIO di CARITA’ ,


perché scamparono la morte .
In tutto il tempo che durò quest’orrida peste non mancarono di succedere altri e poi altri CAPPUCCINI in tutte le città e paesi , finché cessò il terribile contagio che tutta questa FIORENTE PROVINCIA aveva ridotto ad una LAGRIMEVOLE costernazione , e si vide riacquistata un’intera salute , quiete e felicità .
Mentre serpeggiava il rio male si RESE CELEBRE in Scicli per l’Operosità del DIACONO FRA FRANCESCO DA RAGUSA .
Poche notizie sappiamo di lui , ma esse sono tali , che mostrarono ad evidenza lo SPIRITO TUTTO SERAFICO di cui era animato il suo Operare retto ed alla GLORIA DI DIO .
Ammesso nel Noviziato , per le prove sostenute e le Virtù praticate , fu riconosciuto meritevole della Solenne Professione , alla quale si preparò con Preghiere e Digiuni e col fermo proposito di OSSERVARE LA REGOLA SINO ALLA MORTE . E MANTENNE LE GIURATE PROMESSE , GIACCHE’ L’OBBEDIENZA PIU’ PRONTA , LA POVERTA’ PIU’ RIGIDA , LA CASTIMONIA PIU’ PURA CHE IMPREZIOSIRONO LA SUA VITA DI BREVE DURATA .
All’esercizio delle Virtù , com’era suo dovere , accoppiava lo studio indefesso , nel quale fece tali progressi per la sua assiduità e svegliatezza d’ingegno , che dai Superiori fu riconosciuto capace di RICEVERE IL SUDDIACONATO E POI IL DIACONATO .
Era il 1626 quando la pestilenza si sviluppava con impetuosa fierezza , come dissi avanti , in Sicilia . Che errore ! Che desolazione ! Che pianti in tutte le famiglie !
La morte immatura o dello sposo o della consorte o dei figli , delle sorelle , degli amici , FACEVA risuonar l’aria di pietosi lamenti . Il trasporto funebre quotidiano di numerosi defunti agghiacciava il cuore dei viventi e infondeva timore di qualche altra vicina catastrofe .
I Cappuccini in quel doloroso frangente si diedero con tutta SPIRITUALE PREMURA A SERVIRE gli appestati in ogni città e paese , contentandosi alcuni di lasciare la vita nell’eroico esercizio della CARITA’ . Fra costoro fu il detto DIACONO .
Egli si trovava , forse da studente , nel Convento di Scicli , quando la peste cominciò a stendere la sua inesorabile falce a rovina di quella città .
FRA FRANCESO ne restò profondamente ADDOLORATO , onde PREGO’ , PIANSE , CHIESE , e finalmente OTTENNE di dedicarsi al servizio degli infelici colpiti dal rio malore . Lieto per essere stato soddisfatte le sue brame si CONSACRO’ CON TUTTO ZELO AL SOCCORSO DEI SUOI FRATELLI IN CRISTO , correndo di casa in casa , ovunque era chiamato , ovunque c’era il bisogno , ovunque si potava recare un CELESTE CONFORTO , AMMINISTRANDO IL DIVIN VIATICO E L’ESTREMA UNZIONE , consolando i moribondi con la FEDE IN DIO , aiutandoli a passar da questa a miglior vita , provvedendo che fosse data decente sepoltura ai trapassati .
Ma che ? Come GENTIL FIORE che mentre tramanda BALSAMI DI SOAVITA’ , viene in un istante battuto da FIERO TURBINE , egli colpito dal crudele morbo OFFRE A DIO la sua vita , DOMANDA I SACRAMENTI , adora umile e rassegnato gli ETERNI DISEGNI DELLA PROVVIDENZA INFINITA , e contento di aver SERVITO IL SIGNORE NELLA PERSONA de’ suoi simili , con morte SANTA VOLA IN CIELO A RICEVERE IL PREMIO ETERNO .


                                                                                      FINE

                                                                                LAUS DEO

                                                                              Pax et Bonum


                                                               Francesco di Santa Maria di Gesù
                                                                       Terziario Francescano

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MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .

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domenica 26 agosto 2012

QUARTA DOMENICA D'AGOSTO FESTA DELLE CINQUE PIAGHE DI GESU' CROCIFISSO ( FERLA - SR ) PER VOLERE DI SS. PAPA GREGORIO XVI .

 



Voglio fare la storia del Convento
In versi in basso stile e quasi in prosa
Perché versi affatto non mi sento
E dei Poeti ho letto poca cosa .
Ai fatti succeduti io son intento
Ne cosa voglio stender disastrosa .
A fare molti canti non mi vanto
Ma tutto ridurrò ad un solo canto .

Sorgea nel Mille quattro cento nove ,
Adorno di virtude e di dottrina
Antonio Milon , che tante prove
Già date avea da sua moral Divina
Del mio Convento l’osservanza muove
Coll’aiuto , e fervor d’una Regina
Che a lui consegna la di lei coscienza
Nel Sagramento della Penitenza

Fonda il Convento senza alcun retaggio
Lontano dal Comune mezzo miglio
Lo fonda in povertà e con gran coraggio
Di non mancargli cosa , e col consiglio
Di tutto oprar per Dio e pel vantaggio
Dell’Alme , quale di Francesco Figlio
E per lui memoria nel Portone
Scolpito fu di pietra un Mellone .

L’Anno mille sei cento ventisette
Il ver principio fu dei Riformati .
E ciò perché Anna Rao impegno mette
Ad aver nel convento tali Frati .
Venne poi Frat’Umile e poco stette
Dopo aver Simulacri effiggiati
Disse nel suo pensiero Santo e fisso
Di fare come fece il Crocifisso .

Crocifisso mirabil veramente
Scolpito tutto al vivo e naturale ,
Allegro e di mestizia tutto esente
Com’era essendo in vita tale e quale .
Appare Redentore della Gente ,
Che apporta Sommo Bene e toglie il male
Spirato fu da Dio l’Umil Scultore
A fare un Crocifisso tutto Amore .

Immagin portentosa pel Ferlese
Si vidde tutto ciò nel terremoto
Che nel novanta tre Ferla intese
Facendo un gran prodigio a tutti noto
Crollarono , Palazzi , Case e Chiese
Restando il Paese di edifici vuoto :
L’Immagine però fuori della Chiesa
Ritrovassi all’impiè già sana e illesa .

A tal Prodigio ogni Ferlese spiega
Tenera divozione al Crocifisso .
Confessa i suoi peccati e al mondo niega
L’amor primiero e all’infernal Abisso
Battaglia intima e sopra Fondi lega
Un Triduo in Gennar perenne e fisso
E fu la Divozion si vera e pia
Che prima s’innalzò Santa Maria .

In Maggio del Mille Ottocento trenta
Vi fu da noi una general tristezza
Ogni Fior ogni Pianta a crescer lenta
Perché di Acqua vi fu total scarsezza .
Chi piange chi sospira e si lamenta
Chi del cuor dimostra sua amarezza
E mentre il Ciel si sta sereno e fisso
Il Popolo ricorre al Crocifisso .

Eran due Secoli di già passati
Da che l’Immagin nostra fu riformata
Né giorni od Anni sono in Noi segnati
Che dalla Chiesa fosse trasportata .
Ora però i Fedeli infervorati
Contro la forza fuor l’han portata
L’Immagine uscita appena
Invece di Acqua il Ciel mandonne Arena .

Arena , che copria le piante e Fiori
E nero e bruno il Ciel ognor parea
Mandavan lacrime i più duri cuori .
Che la morte vicina ognun credea
Acqua non venne , e pur le Piante umori
Succhiavan ogni dì , e la Spè crescea .
E per la Grazia di questo Dio già morto
La patria nostra nebbe un buon raccolto .

Miracolo dicevano tutti e questo
L’arida pianta divenne feconda
Il secco in verde trasmutarsi presto
E farsi ciò senza benefica onda
A tal veduta a tal fervore mi desto
E di gioia e di Spè il cuor mio s’inonda
La mia persona , e penna mia si presta
A dimandar dal Papa e Messa e Festa .

La dimanda parte l’Indulto è lesto
Di far la Festa e celebrar la Messa ,
Gregorio fu di già decimo sesto
Che la Grazia mi fè ed a me rimessa .
La rileggo con gioia , e poi son presto
Prender la carta come la e in se stessa ,
In Napoli l’invio con mia memoria
Per averne colà l’Esecutoria .

PAPA GREGORIO XVI , NEL GIORNO 16 GENNAIO 1832 CON SUO BREVE ACCORDO LA FESTA E LA MESSA DELLE CINQUE PIAGHE DI GESU’ CROCIFISSO , LA QUARTA DOMENICA D’AGOSTO .
IL BREVE FU ESECUTORIO IN NAPOLI NEL DI’ 8 MAGGIO 1832 .

Autore dei versi in basso stile e quasi in prosa , il M. R. P. Giovanni della Ferla Frate Minore Riformato , Predicatore Quaresimale , ex Definitore , ex Provinciale e ex Custode della Chiesa e Convento di Santa Maria di Gesù  di Ferla in provincia e Diocesi di Siracusa .



 Padre Giovanni da Ferla Frate Minore Riformato


 
Padre Antonio Milone Fondatore della Chiesa e  del Convento di Santa Maria di Gesù di Ferla in provincia e Diocesi di Siracusa A. D. 1409 .


                                                                           LAUS  DEO

                                                                          Pax et Bonum

                            Santa Maria di Gesù , voglio Amarti sempre più .


                                                         Francesco di Santa Maria di Gesù
                                                                 Terziario Francescano



Inno a Gesù Crocifisso

Ecco il Vessillo della Croce ,
Mistero di morte e di Gloria :
L’artefice di tutto il Creato
e appeso ad un Patibolo .

Un colpo di lancia trafigge
il Cuore del Figlio di Dio :
Sgorga Acqua e Sangue , un Torrente
Che lava i peccati del mondo .

O Albero Fecondo e Glorioso
Ornato d’un Manto Regale ,
Talamo , Trono ed Altare
Al Corpo di Cristo Signore .

O Croce Beata che Apristi
Le Braccia a Gesù Redentore
Bilancia del Grande Riscatto
che tolse la preda all’inferno .

O Croce , Unica Speranza ,
Sorgente di Vita Immortale ,
Accresci ai fedeli la Grazia .
Ottieni alle genti la Pace . Amen .


Dalla Lettera ai Filippesi 2 , 5 - 11
Abbiate in voi quel sentire che era anche in Gesù Cristo , il quale , sussistendo in natura di Dio , non considerò questa sua eguaglianza con Dio come una rapina , ma svuotò se stesso , assumendo la natura di schiavo , e facendosi simile all’uomo ; e in tutto il suo esteriore atteggiamento , riconosciuto come uomo , umiliò se stesso , fattosi Obbediente sino alla morte , e alla morte di Croce .
Perciò Iddio lo esaltò , e gli diede il Nome che è sopra ogni nome , affinché nel Nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi , e degli esseri Celesti e dei terrestri , e di quei sotto terra , e ogni lingua  confessi che Signore è Gesù Cristo nella Gloria di Dio Padre .   
Amen...   



venerdì 24 agosto 2012

PADRE ANTONIO DA MODICA SACERDOTE E FRA CRISOSTOMO DA SIRACUSA CHIERICO CAPPUCCINI

MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .


PADRE ANTONIO DA MODICA SACERDOTE E FRA CRISOSTOMO DA SIRACUSA CHIERICO CAPPUCCINI .

Dalla vita integra e Penitente del Padre Antonio da Modica rileviamo di quando GRADIMENTO SIANO A DIO le Tribolazioni che si Soffrono in questa terra con PIENA RASSEGNAZIONE AL DIVIN VOLERE .
Egli infatti fu Religioso che nella Pazienza in tollerar ogni angoscia MOSTRO’ la sua Eroica Virtù , essendo scritto che “ Virtus in infirmitate perficitur ” .
Travagliando infatti da penosissima paralisi meglio si rinvigorì nello SPIRITO per ANELARE le COSE CELESTI , onde , non potendo camminare , si faceva condurre in Chiesa a far le sue Devozioni , sebbene gran pena gli cagionasse quel moto sulle braccia altrui .
Ad onta di ciò , non si udì mai una voce di lamento che gli sfuggisse dalle labbra , anzi nelle invariabile serenità della fronte ben si vedeva la FORTEZZA dell’animo e il DOMINIO che teneva sulla parte inferiore .
La FAMA delle sue VIRTU’ si era sparsa dovunque , onde molti si portavano a visitarlo , e ne partivano sempre di VANTAGGI SPIRITUALI ricolmi , giacché il solo vederlo in quella inalterabile GIOVIALITA’ di VOLTO che conservava in mezzo alle più DOLOROSE SOFFERENZE , loro ingeriva stupore e Devozione .
Vedere infatti un uomo sì mal condotto dalla debolezza , macerato dalla infermità e consumato dagli strazi , che non voleva mai acconsentire a rimettere un po’ di rigore del viver comune , era per tutti un ELOQUENTE RIMPROVERO ALLA VITA MOLLE che si cerca nel secolo .
Le sue BELLE Virtù rendevano celebre il suo Nome , SPECIALMENTE quando si PROVO’ che IDDIO gli AVEVA CONCESSO IL DONO PER CUI GLI INFERMI VENIVAN GUARITI DA QUALUNQUE MALATTIA .
Dopo tanti mali , con Cristiana Rassegnazione Sofferti , giunse alla fine de’ suoi giorni , ed immensa moltitudine di POPOLO corse alla nostra Chiesa a PIANGERE la PERDITA A CELEBRARNE L’ESEQUIE .
Affollandosi il Popolo attorno alla sua bara , ognuno con somma Devozione si affaticava a toccarlo , e a prendere qualche pezzetto dell’Abito sino a lasciare quel Cadavere poco meno che nudo .
FU PERCIO’ NECESSITA’ DI RIMETTERGLI UN ALTRO ABITO E POI UN TERZO E UN QUARTO CHE TUTTI FURONO DIVISI IN MINUTI RITAGLI .
“ ALLA FINE FU COPERTO DI UN QUINTO ABITO E SI FECE RICORSO ALLA FORZA PER PORTARLO A SEPOLTURA ” .
In un Antico Manoscritto , da noi ritrovato in conformità a quanto segue :
<< Morì nel medesimo anno 1622 il Padre Francesco Antonio da Modica Sacerdote vecchio più che ottagenario , uomo di molta semplicità e Purità di Cuore e di tal fama di Santità , così per la vita , come per alcuni MIRACOLI , con le quali NOSTRO SIGNORE L’ILLUSTRO’ , e in morte , che sentita , ne fu mirabile concorso di tutta la città di Modica , si che tagliandosi li popoli qualche pezzetto dell’abito , a gara per tenerlo come Reliquia per Devozione , siccome anche della Barba e dei Capelli : bisognò più volte VESTIRLO , e gli furono posti cinque Abiti : e ad istanza del Capitano e Giurati di detta città fu posto il CORPO in Bara separata , ma dentro della Sepoltura comune dei Frati , non avendo il Padre Guardiano ( allora Padre Clemente da Modica ) acconsentito che si mettesse sopra terra in Sepolcro separato , come desideravano e chiedevano a istanza li detti Giurati della Città . E il Provinciale Padre Giammaria da Noto che poi fu Ministro Generale , ordinò che si facesse della sua VITA e MIRACOLI INQUISIZIONE E SCRITTURE AUTENTICA >> .

Il Devoto Chierico Fra Crisostomo da Siracusa qui rammentiamo per la SEMPLICITA’ ed INNOCENZA de’ suoi costumi .
Di lui hanno Registrato gli Annali dell’Ordine che passò a miglior vita nel 1622 nel Convento di Lentini , quando già era applicato agli studi , e che decorsi alcuni giorni dalla sua morte APPARVE a Fra Giuseppe da Chiaramonte nostro Laico , che stava di famiglia in quel Chiostro , a cui si diede a vedere in Atteggiamento Mesto e Devoto .
Interrogato come andassero per lui le cose nell’altra vita , rispose :
<< PER LA SOMMA BONTA’ DEL SIGNORE IO MI TROVO NEL FORTUNATO NUMERO DEGLI ELETTI , MA PER LO SPAZIO DI 40 GIORNI DOVRO’ DIMORARE NEL PURGATORIO SE I VOSTRI SUFFRAGI NON MI AFFRETTANO L’INGRESSO NELL’ETERNA GLORIA DEI CIELI >> . Ciò detto scomparve .
Attese subito il PIO LAICO ad OFFRIRE ORAZIONI e PENITENZE per il sovvenimento SPIRITUALE del Defunto Chierico , il quale dopo 4 giorni di nuovo gli si PRESENTO’ CON SEMBIANTE GIULIVO E RISPLENDENTE , DICENDOGLI CHE PER I SOLLECITI E CARITATIVI SUFFRAGI DA LUI PRESTATI ERA GIA’ ACCOLTO NELLA PATRIA CELESTE . QUINDI CONTINUO’ A DIRGLI ALCUNE COSE DELLA GLORIA CHE GODONO IL PADRE SERAFICO SAN FRANCESCO , I SANTI E “ MOLTI RELIGIOSI DELLA PROVINCIA DI SIRACUSA ” .
Per le quali notizie restò di Somma Allegrezza Ripieno l’animo fervido del Buon Fra Giuseppe .


                                                                                FINE

                                                                           LAUS DEO

                                                                          Pax et Bonum


                                                         Francesco di Santa Maria di Gesù
                                                                Terziario Francescano

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MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .

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mercoledì 22 agosto 2012

PADRE BERNARDINO DA SORTINO PREDICATORE CAPPUCCINO

MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .


PADRE BERNARDINO DA SORTINO PREDICATORE CAPPUCCINO

Esemplare LUMINOSO di ogni regolare disciplina o di esattezza irreprensibile in ciò che riguarda L’ONORE E IL DECORO DEL DIVIN CULTO fu il Padre Bernardino , che aveva avuto i Natali nell’Antica Sortino , distrutta poi col terremoto del 1693 .
Vestito l’umile SAIO CAPPUCCINO e passato , con lode e ammirazione della RELIGIOSA FAMIGLIA del Noviziato , l’anno del Tirocinio , fu ammesso alla SOLENNE PROFESSIONE , e quindi di grado in grado agli ORDINI SACRI fino al SACERDOZIO , che è L’APICE umana ed ANGELICA dignità :
“ Omnium apex est Sacerdoti ” .
Comprese egli L’ALTEZZA del suo MINISTERO , e pose ogni studio a rendersene il meno che poteva indegno .
Premetteva , per la GRANDE PURITA’ DELLA SUA COSCIENZA , la SACRAMENTALE CONFESSIONE d’ogni leggero difetto al SACRIFICIO INCRUENTO DELLA SANTA MESSA , che Celebrava ogni mattina con quella Fervente Devozione e con che la CHIESA RICHIEDE NELLA CELEBRAZIONE DI SI’ ALTO MINISTERO , CHIAMATO DAL TRIDENTINO PER ANTONOMASIA L’OPERA DI DIO : “ OPUS DEI ” .
Recitando in Coro la Sacra Salmodia , si stava con tale esteriore COMPOSTEZZA , SEGNO del suo interno raccoglimento , che INFONDEVA negli altri maggior Devozione per le DIVINE LAUDI .
A mezzanotte , preveniva i suoi Frati nel convenire al MATTUTINO in Coro , dove prima si preparava a QUELL’ATTO ANGELICO E SOLENNE .
Che se qualche fiata dalla necessità era costretto a soddisfare in privato L’UFFICIO DIVINO , lo Recitava in GINOCCHIO , con le dovute pause , e con la più tenera e sensibile PIETA’ .
Assiduo nella PREGHIERA la faceva sempre Genuflesso , senza appoggiarsi , senza distrarsi col guardare chi entrava e chi usciva dal coro , RAPITO IN DIO CON L’AFFETTO DEL SUO TENERO CUORE , e spesso interamente alienato dall’uso dei sensi . Trovandosi Guardiano nel nostro Convento di Mineo , dopo aver tramandata soavissima FRAGRANZA D’OGNI VIRTU’ , ed edificati con la PERFEZIONE della vita i Religiosi e i Secolari , che molta STIMA e VENERAZIONE avevan concepito verso di lui , da Servo Fedele del SIGNORE , che fiducioso va a ricevere L’IMMORTAL CORONA DEI SUOI MERITI , passò a miglior vita con l’Allegrezza dei Giusti , e perciò con Morte Serena e Preziosa .
Appena si sparse la notizia dolorosa , il popolo a folla si riversò nella nostra Chiesa per vedere l’ultima volta , Baciar le Mani e i Piedi al GRANDE AMICO DI DIO , che molti aveva CONVERTITI a vita migliore con la sua Fervida Parola , assistere e PREGARE nei suoi Funerali e aversi un qualche ricordo delle sue povere cosucce , al CONTATTO delle quali furono quindi OPERATE DIVERSE GUARIGIONI , una delle quali in favore della signora Serafina Portaro di Mineo , che mentre inferma di notte Pregava , vide comparire con VOLTO RISPLENDENTE IL PADRE BERNARDINO CHE , LEGGERMENTE TOCCANDOLA , LA RIDONO’ ALL’ISTANTE A PERFETTA SALUTE , con meraviglia del medico e dei domestici , che in questo dovettero ammirare un INASPETTATO PRODIGIO .
La sua Morte è Registrata al 1622 .

Nel Convento di Sortino a Perpetua Memoria di lui si trova il Ritratto con questa iscrizione :
P. Bernardinus a Sortino Concinator eximius qui verbo et exmplo Christo lucrifecit quam multos . Hujus religiosi maxime commendatur perfecta obeservantia Costitutionum Ordinis . In Conventu Moenarum Guardianus obiit , famam relinquens non dubiae sanctitatis , ut Annales Ordinis commemorant .


                                                                      FINE

                                                                 LAUS DEO

                                                               Pax et Bonum


                                                Francesco di Santa Maria di Gesù
                                                        Terziario Francescano

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MEMORIE STORICHE DEI FRATI MONORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .

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lunedì 20 agosto 2012

PADRE LUDOVICO DA MODICA SACERDOTE CAPPUCCINO

MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .


IL M. R. P. LUDOVICO DA MODICA SACERDOTE CAPPUCCINO

Nel 1621 salì al CIELO Ricco di Eroiche Virtù e di Meriti il Padre Ludovico da Modica .
Fu di animo tanto AMANTE DELLA MEDITAZIONE , che quando gli altri Religiosi si portavan al necessario riposo , egli VIGILANTE si metteva a considerare i DIVINI MISTERI che ci PRESENTA LA FEDE DI CRISTO .
Seppe CUSTODIR SEMPRE LA SUA LINGUA , tanto da non scappargli mai parola alcuna che meritata si avesse la riprensione di qualsiasi rigoroso censore .
ALL’EVANGELICO E RIGOROSO SILENZIO accoppiava pure le altre nobili Virtù di Prudenza , di Povertà , di Purezza , di Penitenza , IN PREMIO DELLE QUALI FU DIO ONORATO DI DONI CELESTI SINO A PREDIRE I FUTURI AVVENIMENTI CON MERAVIGLIA DI TUTTI .

Predisse infatti ad Angelo Carraba , suo fratello carnale , il giorno preciso e l’ora della morte di lui , e ad una giovinetta le gravi sciagure che avrebbe sofferto nello stato coniugale . L’esito ben COMPROVO’ la VERITA’ delle sue PREDIZIONI .
Guarì gli infermi col SOLO SEGNO DELLA CROCE E SI MOSTRO’ SEMPRE TERRIBILE A CONFUSIONE degli spiriti delle tenebre .
Quanta DEVOZIONE NUTRISSE VERSO LA VERGINE BEATISSIMA e quando da QUESTA fosse RIMUNERATO , ben si argomenta dal Prodigioso fatto seguente .

Trovandosi occupato ad Onorare con più Fervidi Ossequi questa MADRE DIVINA , ELLA PIU’ BELLA DELLA LUNA E PIU’ LUMINOSA DEL SOLE , GLI APPARVE , PRESENTANDOGLI UNA CORONA , OSSIA TERZA PARTE DEL ROSARIO , come caparra di quella CORONA IMMARCESCIBILE che gli era PREPARATA IN CIELO .
Quanta GIOIA gli recasse un DONO venutogli dalla REGINA DEGLI ANGELI e quanto questo l’accendesse sempre meglio nella DEVOZIONE e nell’affetto a sì ECCELSA SIGNORA DEL CIELO E DELLA TERRA , sarà più facile l’immaginare , che lo spiegar con le parole .
Serbò quel ROSARIO IN TUTTO IL TEMPO CHE VISSE CON QUELLA RIVERENZA CHE UN TANTO DONO MERITAVA , e giunto che fu a morte con rispettosa PREGHIERA domandò al suo Superiore DI POTERLO DONARE A UNA PERSONA CHE SAPESSE VALUTARNE LA STIMA E AVVALERSENE CON SPIRITUALE PROFITTO .
GLI VENNE CONCESSA LA GRAZIA , ED EGLI LA DESTINO’ IN FAVORE DI UNA SUA NIPOTE GRANDEMENTE AFFEZIONATA ALLA MADRE DI DIO .
A tale effetto consegnò il BEL deposito ad un suo carnale Fratello , che PROMISE di eseguire la VOLONTA’ di lui .

Morì intanto nel nostro Convento di Modica il Padre Ludovico , e il Fratello , invece di compiere la PROMESSA , pensò di farne un DONO AL SOMMO PONTEFICE , ALLORA GREGORIO XV . Partì quindi per Roma , ma giunto a Napoli S’INFERMO’ SI’ GRAVEMENTE CHE AUMENTANDOSI IL MALE , IN BREVE TEMPO FU QUASI RIDOTTO ALL’ESTREMA AGONIA . Non comprendeva egli la cagione di tal malattia , QUANDO SENTI’ UNA VOCE CHE LO AVVISAVA DI MUTAR PENSIERO SE VIVER VOLESSE , RITORNARE IN PATRIA , ED IVI COMPIERE QUANTO IL FRATELLO AVEVA PROMESSO .
Egli allora riconobbe la malizia del suo stolto divisamento , onde PROMISE , se GUARISSE , di ritornare indietro a compiere l’obbligo che seco portava la fatta PROMESSA .
ALLORA SI ALLONTANO’ IL GRAVE MALE , ONDE EGLI FU TALMENTE GUARITO DA RIMETTERSI IN VIAGGIO .
Giunto a Modica , CONSEGNO’ ALLA GIOVINETTA IL “ REGALO CELESTE ” , raccontandole per filo e per segno quanto gli era accaduto ; ED ELLA NE CONOBBE IL PREGIO , LO SERBO’ CON GRANDE DEVOZIONE , QUALE SEMPRE PIU’ SI ACCREBBE CON LO SPERIMENTARE LA PRODIGIOSA VIRTU’ NELLA CURA DI OGNI SORTA DI MALE .

I VARI PANEGIRICI CHE FURONO RECITATI IL DI’ 2 LUGLIO NELLA NOSTRA CHIESA DI MODICA SINO AL SECOLO PASSATO , E CHE SI CONSERVANO MANOSCRITTI , SI FA MENZIONE DI QUESTO ROSARIO PRODIGIOSO .


                                                                                   FINE

                                                                              LAUS DEO

                                                                            Pax et Bonum


                                                              Francesco di Santa Maria di Gesù
                                                                      Terziario Francescano

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MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .

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domenica 19 agosto 2012

PADRE CLEMENTE DA CALTAGIRONE SACERDOTE CAPPUCCINO

MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .


IL M. R. P. CLEMENTE CALTAGIRONE SACERDOTE CAPPUCCINO .

Era stato celebre nel secolo per la nobiltà della prosapia e per ricco patrimonio questo Padre Clemente .
Però sin dalla giovinezza , disprezzando ogni gloria mondana , scelse l’UMILTA’ e la POVERTA’ del nostro Istituto .
Compiuto l’anno del Noviziato , in cui diede PROVE di sode VIRTU’ , si acquisto ben presto nella Provincia un alto concetto di SANTITA’ .
Sebbene però dotato fosse di ingegno elevato , di vago aspetto e di facile eloquio , e avesse potuto molto RISPLENDERE nell’ORDINE , pure per la sua GRANDE umiltà pregò ed ottenne dai Superiori di passare privatamente la vita tra il numero dei SEMPLICI SACERDOTI e di ESERCITARSI più facilmente nella CONTEMPLAZIONE dei DIVINI MISTERI , per la quale sentiva una speciale inclinazione .
Essa però non gli era d’impedimento ai lavori manuali , onde attese per alcuni anni da Sagrista a CONSERVARE con ESTREMA PULITAZZA GLI ALTARI , i VASI SACRI , i PARAMENTI SACERDOTALI e tutte quelle cose che l’esterno culto riguardano .
Intanto non trascurava di COLTIVAR LA PURITA’ del CUORE con quella CUSTODIA DEI SENSI , modestia degli occhi , SILENZIO della lingua e compostezza del portamento , che si addice a persone Religiose .
CONVERTI’ a PENITENZE due donne impudenti , che prese dalle singolare fattezze di lui turpemente ATTENTAVANO ALLA SUA ILLIBATEZZA , ed ACQUISTO’ TAL FAMA DI VIRTU’ CHE I SUPERIORI GLI AFFIDARONO LA CARICA DI GUARDIANO .
In tal UFFICIO egli , rigido sempre verso se stesso , si mostrò affabile e provvido verso gli altri , sovvenendo ai bisogni di ciascuno , specialmente degli infermi , dei convalescenti e degli anziani .
Quale AMABILITITA’ di modi PRODUCEVA un Gran Bene in VANTAGGIO DELLA REGOLARE OSSERVANZA , giacché colla condiscendenza ISPIRATA DALLA CRISTIANA PIETA’ OBBLIGAVA MEGLIO L’ANIMO DEI SUDDITI E LI TENEVA PIU’ PRONTI AI SUOI CENNI .
Ebbe pure l’impiego delicato di MAESTRO DEI NOVIZI , al quale attese per più anni con Esemplarità della vita , la PAROLA , il CONSIGLIO e con TENEREZZA PATERNA .
Lungi eran da lui i modi aspri , rudi , incivili , le parole offensive e i tratti inurbani ; ma al contrario si vedeva animato dallo SPIRITO di quella CARITA’ , che SAN PAOLO CHIAMA BENIGNA E PAZIENTE ; quale Celeste Virtù si affaticava d’INFONDERE nei giovanetti per INSEGNAR loro ad OPERARE con semplicità d’intenzione ,
NON QUASI AD OCULOS SERVIENTES ET HOMINIBUS PLACENTES , ma per solo AMORE DI DIO .
Trovandosi Guardiano nel Convento di Palazzolo Acreide , fu colpito da grave malattia ,
che PREDISSE di essere l’ultima per lui . E infatti munito dei Religiosi conforti dopo pochi giorni con tranquillità d’animo , sembiante sereno e gli occhi fissi al CIELO , COME SE GODESSE D’UNA VISIONE , placidamente spirò nel 1620 .
La sua MORTE ALL’ISTANTE FU RIVELATA AL PADRE BONAVENTURA DA CALTAGIRONE , che si trovava infermo nel Patrio Convento .
Egli allora lo SVELO al M. R. P. Giuseppe pure da Caltagirone , Provinciale , AFFERMANDO CHE IL PADRE CLEMENTE ERA MORTO E CHE L’ANIMA DI LUI , ACCOMPAGNATA DA UNA MOLTITUDINE DI BEATI RELIGIOSI ERA SALITA AL CIELO . SI SEPPE POI E SI COMPROVO’ CHE QUELLA ERA STATA L’ORA PRECISA DELLA MORTE DEL SERVO DI DIO .


                                                                            FINE

                                                                      LAUS DEO

                                                                    Pax et Bonum


                                                    Francesco di Santa Maria di Gesù
                                                            Terziario Francescano

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venerdì 17 agosto 2012

FRA AGOSTINO DA CASTROGIOVANNI LAICO CAPPUCCINO E PADRE DANIELE DA LENTINI SACERDOTE CAPPUCCINO .

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“ FRA AGOSTINO DA CASTROGIOVANNI LAICO CAPPUCCINO E PADRE DANIELE DA LENTINI SACERDOTE CAPPUCCINO ” .

Nello stesso anno della Elezione del Rev.mo Clemente a Ministro Generale passò a miglior vita un altro nostro Frate di Castrogiovanni , per nome Fra Agostino .
Egli in vita si era RESO ESEMPLARE di ogni VIRTU’ che per AMOR di brevità tralascio .
Dico soltanto che dopo di aver da PRODE COMBATTUTO contro se stesso , le insidie del mondo , le arti maligne del comun nemico con la PREGHIERA , la PENITENZA , il DISTACCO DA OGNI COSA e l’OSSERVANZA DELLA PROFESSATA REGOLA , diede PROVE di PARTICOLAR COSTANZA QUANDO ERA VICINO A MORTE .
Infermatosi infatti nel nostro Convento di Caltagirone giaceva rassegnato nel suo povero lettuccio , come un altro PAZIENTE GIOBBE , tutto piaghe dal capo sino ai piedi , e quindi inabile a prestare a se stesso alcun sollievo , che solo veniva somministrato dalla SOLLECITA CARITA’ degli altri Frati .
Acuti erano oltre ogni dire i suoi dolori e , quel che è peggio , egli tramandava dalle sue PIAGHE un tal nauseante fetore che lo rendeva insoffribile a se e agli altri . Eppure si rivelava PRODIGIOSA LA SUA PAZIENZA RICREATA DALLA FEDE E DALLA SPERANZA , e rinvigorita più volte dalla POTENTE VIRTU’ DEI SACRAMENTI .
Accettò quindi con umile sottomissione di mente e di cuore la morte , dopo la quale nel suo corpo si videro SEGNI evidenti della PUREZZA E SANTITA’ DELLA SUA BELL’ALMA , ammessa subito , come speriamo , nell’amplesso di DIO ; giacché SEPARATA questa dalla carne , cessò all’istante nella celletta ogni fetore che egli ancor vivente esalava , e si avvertì DA TUTTI UNA TALE FRAGRANZA che i Religiosi e il medico ebbero concordemente a confessare d’esser quello un
ODOR DI PARADISO ; indizio palese di QUELLA GLORIA CELESTE , alla quale IDDIO L’AVEVA SUBLIMATO .

Il secondo , cioè Padre Daniele da Lentini , di cui non sappiamo quale fosse il nome del Battesimo , era insignito del carattere Sacerdotale , quando in età ben matura entrò nella nostra Congregazione coll’unico fine di separarsi interamente dal mondo e di CONSACRARSI in modo più STRETTO A DIO .
Entrò quindi nel NOVIZIATO , si assoggettò alle dure PROVE dell’Ordine , emise i suoi VOTI SOLENNI e fu FEDELE nell’OSSEVARLI in tutto il resto della sua vita .
Siccome intanto la Santa Orazione è la MAESTRA DI OGNI VIRTU’ , LA SORGENTE DELLA GRAZIA , L’ARMA CONTRO I NEMICI , IL PASCOLO SALUTARE DELL’ANIMA , egli si diede a praticarla giorno e notte , e vi si assuefece in tal modo dentro e fuori del chiostro si vedeva come alienato dai sensi ed Estatico nella Soave Contemplazione dei CELESTI MISTERI .
IDDIO lo rimunerò di DONI SOVRUMANI tanto che BASTAVA IL SEGNO DELLA CROCE dalla destra del Buon Padre Daniele per ritornare subitamente a salute gl’infermi , che IMPLORAVANO IL SUO EFFICACE SOCCORSO .
<< Degna di Memoria è l’istantanea guarigione di D. Alfio Ferrante medico di Lentini . Egli era soggetto a spasimi atrocissimi per le non riuscite operazioni , a cui l’avevano assoggettato i chirurghi , onde disperando dai rimedi umani si rivolse ad implorare i SOCCORSI DIVINI col raccomandarsi alle Ferventi Orazioni del Servo di Dio , che da tutti era riconosciuto e Venerato per Santo . Questi promise di Pregare per lui , e pregò di fatti .
La notte seguente egli prostrato in coro davanti il DIVIN SAGRAMENTO col CALDE LAGRIME e acceso fervore ORAVA , quando l’infermo nella sua stanza UDI’ LA VOCE DI LUI che chiamandolo tre volte per nome gli diceva : VOI SIETE PERFETTAMENTE GUARITO . Nel medesimo tempo Alfio si trovò libero da ogni male , onde appena fatto giorno si portò al Convento a RITROVARE e RINGRAZIARE il suo benefattore , domandando in memoria di TAL PRODIGIO IL SUO FAVORE OPERATO DI ESSERE AMMESSO AL TERZ’ORDINE DEL NOSTRO SERAFICO PADRE >> .
Questo Buon Religioso che per le sue Virtù si era reso CARO a DIO e agli uomini SANTAMENTE morì nella stessa sua Patria nel 1619 .


                                                                              FINE

                                                                         LAUS DEO

                                                                       Pax et Bonum


                                                      Francesco di Santa Maria di Gesù
                                                               Terziario Francescano

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domenica 12 agosto 2012

LA PROVINCIA DI SIRACUSA E TRE MINISTRI GENERALI DELL'ORDINE CAPPUCCINO - TERZA ED ULTIMA PARTE .

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<< LA PROVINCIA DI SIRACUSA E TRE MINISTRI GENERALI >>


PARTE TERZA

Di somma consolazione però fu l’Elezione di un altro FIGLIO DELLA SIRACUSANA PROVINCIA ALLA CARICA DI MINISTRO GENERALE DI TUTTO L’ORDINE esteso allora nell’Italia , Francia , Spagna , Germania , Belgio , Fiandra e Polonia .
Questo FIGLIO AVVENTURATO , ECCELLENTE PER DOTTRINA , ZELO E SANTITA’
FU IL PADRE INNOCENZO DA CALTAGIRONE .
Tralasciando di parlare della sua Ammirabile vita , ora diciamo soltanto che il Padre Giovanni da Moncalieri al terminarsi il sessennio del suo Governo dell’Ordine , spedì lettere circolari a tutte le Provincie , invitando tutti coloro che avevano diritto al Voto all’Elezione dei nuovi Superiori .
Questo Capitolo Generale , che fu il XXXII , nel quale intervennero 145 elettori , fu Celebrato in Roma il 22 Maggio 1643 .
Adunatosi i Padri sotto la Presidenza dell’Emin. Cardinale Protettore dell’Ordine , con pubbliche e private PREGHIERE
INVOCARONO ANZITUTTO LO SPIRITO SANTIFICATORE ,
e premesso il Giuramento di Eleggere IL PIU’ DEGNO , posero i loro voti nell’urna .
Fatto lo sfoglio delle schede , furono pubblicati i nomi degli eletti .
Il Definitorio Generale venne composto dei PP. Carlo da Bruxelles dei Duchi di Arembergh , Simpliciano da Milano , Giustino da Monte dell’Olmo , Bernardino da Macerata , Francesco da Ascoli , Ludovico da Rosenheim ,
e MINISTRO GENERALE CON 103 VOTI FU ELETTO IL PADRE INNOCENZO DA CALTAGIRONE .
Il Cardinal di S. Onofrio Preside del Comizio si mostrò Grandemente Consolato di quell’esito felicissimo , perché ben conosceva i Meriti dell’Eletto Padre , che prima egli aveva destinato PROVINCIALE di Otranto , e quando INVITAVA i Padri a RICONOSCERLO CON PUBBLICO ATTO DI OBBEDIENZA E DI RISPETTO , rivolse PAROLE di ENCOMIO PER LO SPIRITO DI CONCORDIA che li aveva ANIMATI , ed espresse la viva FIDUCIA che l’Ordine sotto la SAGGIA DIREZIONE del Novello Generale si sarebbe sempre meglio rassodato nella Regolare Disciplina e Propagato a BENE dei popoli .
GRADITISSIMA FU PURE UNA TALE ELEZIONE AL SOMMO PONTEFICE URBANO VIII CHE BEN CONOSCEVA I MERITI DEL PADRE INNOCENZO , E LO TENEVA CARO , PER LA QUAL COSA NON CONTENTO D’AVERLA CONFERMATO CON BREVE APOSTOLICO DEL DI’ 8 GIUGNO , DOPO POCHI GIORNI , AI 19 DELLO STESSO MESE , VOLLE PROROGARGLI L’UFFICIO DI GENERALE PER UN ANNO DI PIU’ , QUINDI PER SETTE ANNI , MENTRE DAI NOSTRI STATUTI LA DURATA E PRESCRITTA PER SEI .
Ognuno può bene immaginare l’immensa ALLEGREZZA che provò la nostra Provincia alla lieta NOVELLA che il Padre Innocenzo da Caltagirone , da tutti conosciuto ed AMATO , fosse stato Eletto Primo Moderatore dell’Ordine , e questa ALLEGREZZA si accrebbe quando egli il 26 Settembre dello stesso anno Intraprese la Visita delle Provincie , e venne nella Nostra nell’Agosto dell’anno seguente .
Il 31 di detto mese 1644 arrivò in Caltagirone sua Patria , che lo rivide con GRAN LETIZIA , e andò ad incontrarlo con Splendide dimostrazioni di ONORE e di ALTISSIMA STIMA molto più PERCHE’ PORTAVA IN DONO PREZIOSO UNA INSIGNE RELIQUIA DELLA BEATA LUCIA DA CALTAGIRONE , DA LUI OTTENUTA DALLE MONACHE FRANCESCANE E DAL VICARIO GENERALE DI SALERNO .
Il 9 Settembre dello stesso anno venne Celebrato il Capitolo Provinciale sotto la sua Presidenza nel nostro luogo di Caltagirone , e in primo Scrutinio furono Eletti i Definitori il Padre Tommaso da Caltagirone e nel secondo il Padre Clemente da Castrogiovanni , il Padre Antonino da Scicli e il Padre Benedetto da Caltagirone .
In Provincia fu eletto il M. R. P. Padre Tommaso e in quinto Definitore il Padre Onorio da Ragusa .
Il Generale come FRUTTO della sua Visita lasciò alcune STUPENDE ORINAZIONI che si leggono nel libro della Provincia .
Il 21 dello stesso settembre partì da Caltagirone per continuare la Visita delle altre Province ,
che tutte allora erano 46 con 21420 Frati ,
che COMPONEVANO TUTTO L’ESERCITO FRANCESCANO CAPPUCCINO .


                                                                      FINE PARTE TERZA

                                                                             LAUS DEO

                                                                           Pax et Bonum


                                                            Francesco di Santa Maria di Gesù
                                                                    Terziario Francescano

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giovedì 9 agosto 2012

LA PROVINCIA DI SIRACUSA E TRE MINISTRI GENERALI DELL'ORDINE CAPPUCCINO - PARTE SECONDA .

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<< LA PROVINCIA DI SIRACUSA E TRE MINISTRI GENERALI >>


PARTE SECONDA

Il Padre Clemente convocò in Roma il CAPITOLO GENERALE per l’Elezione del Nuovo Ministro .
Intimata la FUNZIONE per il 16 Maggio , i Padri convenuti Elessero i Definitori Generali i PP. Giammaria da Noto , Girolamo da Narni , Girolamo da Castelferretti , Michelangelo da Rimini , Francesco da Napoli e Paolo da Cesena ,
TUTTI SEI FIOR DI VIRTU’ E DI SCIENZA colti nelle varie Provincie dell’Ordine .
Venuti poi all’Elezioni del GENERALE SCELSERO A VOCE QUASI UNANIME PER SUPREMO MODERATORE DELL’ORDINE UNALTRO PADRE DELLA NOSTRA PROVINCIA E DELLA ILLUSTRE CITTA DI NOTO CHE GLI AVEVA DATO I NATALI , COME AL SUO PRECEDESSORE ; E QUESTI FU IL PADRE GIAMMARIA .
Due anni dopo tale Elezione il Rev.mo Giammaria venne a Visitare la nostra Provincia , e a 22 Gennaio tenne Capitolo nel Convento di Noto , nel quale fu Confermato Provinciale il M. R. P. Arcangelo da Castrogiovanni ed Eletti Definitori i PP. Ludovico da Noto , Raffaele da Malta , Vincenzo da Noto e Innocenzo da Caltagirone che poi fu pure MINISTRO GENERALE .
In questa occasione il Nuovo Moderatore dell’Ordine lasciò QUINDICI ORDINAZIONI DEL BUON GOVERNO DELLA PROVINCIA .
Nell’anno stesso dell’Elezione del Padre Giammaria si Celebrò in Roma il SOLENNE GIUBILEO , E IL SOMMO PONTEFICE URBANO VIII PUBBLICO’ LA BOLLA DELLA BEATIFICAZIONE DEL VENERABILE FRA FELICE DA CANTALICE CHE ERA MORTO NEL 1587 . ( Oggi A. D. 2012 Fra Felice è Santo per la Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana ) .

Compiuti i sei anni del Generalato il Padre Giammaria Convocò in Roma i Padri a Capitolo ove fu Eletto il M. R. P. Antonio da Modena , quindi il M. R. P. Giovanni da Moncalieri .


                                                           FINE DELLA PARTE SECONDA

                                                                            LAUS DEO .

                                                                          Pax et Bonum


                                                          Francesco di Santa Maria di Gesù
                                                                   Terziario Francescano

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martedì 7 agosto 2012

LA PROVINCIA DI SIRACUSA E TRE MINISTRI GENERALI DELL'ORDINE CAPPUCCINO - PARTE PRIMA .

MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .

<< LA PROVINCIA DI SIRACUSA E TRE MINISTRI GENERALI >>

PARTE PRIMA

In questo Secolo la nostra Provincia DIEDE ALL’ORDINE TRE GENERALI MINISTRI PIETOSI e DOTTI , quali furono i PP. CLEMENTE E GIAMMARIA DA NOTO E INNOCENZO DA CALTAGIRONE .
Celebrandosi infatti nel 1618 in Roma il CAPITOLO DI TUTTA LA RELIGIONE che fu il XXVIII dopo la nostra RIFORMA , VI FURONO ELETTI COME PRELATI SUPREMI UOMINI DI EMINENTE VIRTU’ , ZELANTISSIMI DELLA REGOLARE OSSERVANZA , NON INFERIORI NELLA SANTITA’ DELLA VITA AGLI ANTICHI PADRI CHE TANTO AVEVANO ILLUSTRATO LA NOSTRA CONGREGAZIONE .
I Definitori Generali Eletti nel primo scrutinio furono i PP. Clemente da Noto , Girolamo da Castelferretti , Girolamo da Narni , Lorenzo da Brindisi , Giovanni da Venezia e Onorato da Parigi , tra i quali , ex gremio definitionis , il sullodato Padre Clemente MERITO’ di essere assunto alla PRIMA CARICA dell’ORDINE .
Tale Elezione recò GRADIMENTO AL SOMMO PONTEFICE , ALLORA PAOLO V , CHE TENERAMENTE LO AMAVA AL SACRO COLLEGIO DEI CARDINALI , DA CUI ERA BEN CONOSCIUTO E STIMATO , a tutto l’Ordine che ne aveva AMMIRATO le SUBLIMI VIRTU’ , e più alla NOSTRA PROVINCIA che Celebrò con fervido entusiasmo il Fausto AVVENIMENTO .
Il NOVELLO GENERALE , appena Eletto , coadiuvato dai Definitori e Capitolari , si DEDICO’ tutto al BENE della Religiosa Famiglia , di cui era costituito CAPO , PADRE E PASTORE .
Allora infatti si stabilirono le Provincie della STIRIA , BOEMIA , CASTIGLIA , SAVOIA , che prima erano governate da Superiori col titolo di Commissari ; allora si formarono le due Provincie di LIONE , che fu staccata dalla Borgogna , e di GENOVA , che venne separata dal Piemonte ; e ciò per molti Conventi , che nell’una e nell’altra erano stati fabbricati ; allora si FONDO’ la Celebre Missione di POITOU in Francia , dove le false dottrine di Calvino avevano in molti spenta la Fede Cristiana , che i CAPPUCCINI vi RICHIAMARONO a VITA con gravi loro fatiche , stenti e persecuzioni , che loro mossero gli eretici ; allora si Ordinò la Missione nel regno del CONGO DOMANDATA CON VIVE ISTANZE DA QUEL SOVRANO E VOLUTA DA SUA SANTITA’ . ( Ivi però i Cappuccini si portarono nel 1645 , dopo di essersi superate non poche difficoltà , essendo Generale dell’Ordine il Padre Innocenzo da Caltagirone della nostra Provincia ) .
Trattati così gli affari più importanti dell’Ordine , il Capitolo Generale si sciolse e i Padri ritornarono nelle loro Provincie .
La nostra aspettava con Santa impazienza il Rev.mo Clemente , e perciò in quell’anno non celebrò Capitolo . Egli però vi venne a visitarla e a RICREARLA della sua Paterna Benevolenza l’anno seguente .
A 17 Aprile 1619 raccolse nel cenobio di Noto i Frati a Capitolo sotto la sua Immediata Presidenza , e loro tenne un Commoventissimo discorso .
Si venne all’Elezione dei Superiori della Provincia , e risultò il per Provinciale e primo Definitore il Padre Ludovico da Noto . Gli altri tre Definitori furono il Padre Raffaele da Malta , il Padre Vincenzo da Noto e Padre Gabriele da Siracusa .
In quella occasione il Padre Generale FECE e DIRAMO’ nella Provincia una GIUDIZIOSA CIRCOLARE , in cui diede Undici Ordinazioni , PROVA della sua Sapienza e del suo Zelo , in tutti conformi alla nostra REGOLA ,
alle COSTITUZIONI e alle DICHIARAZIONI DEI SOMMI PONTEFICI .
Ripartì quindi per Roma .
<< “ A PROPOSITO DI LUI DICIAMO CHE EGLI FU DEI NOSTRI il PRIMO che GODESSE
il TITOLO di MINISTRO GENERALE dei CAPPUCCINI ” >> , giacché i suoi Predecessori , sino al Padre Paolo da Cesena , avevano solo quello di Vicari Generali , per una certa soggezione al Maestro dei PP. Conventuali , al quale per Decreto di PAOLO III la nostra RIFORMA doveva presentare l’Elezione del Suo Ministro .
A 28 Gennaio però del 1619 PAOLO V , vedendola esentare da un tale obbligo e COSTITUIRLA DIPENDENTE , SPEDI’ UN BREVE CHE E’ REGISTRATO NEGLI ANNALI DEL BOVERIO .
Nel 1625 il suddetto Padre Clemente terminava il SUO GENERALATO e quindi il Governo di tutto l’Ordine , che TENEVA con LODE ed AMMIRAZIONE sin dal 1618 .

Convocò quindi in Roma il Capitolo Generale per l’elezione del NUOVO MINISTRO .


                                                                  FINE PARTE PRIMA

                                                                         LAUS DEO

                                                                       Pax et Bonum


                                                       Francesco di Santa Maria di Gesù
                                                               Terziario Francescano

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sabato 4 agosto 2012

PADRE ANTONINO DA CASTROGIOVANNI PREDICATORE CAPPUCCINO

MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .

IL M. R. P. ANTONINO DA CASTROGIOVANNI PREDICATORE CAPPUCCINO

Un tale Santo Ministro del Signore si rese certamente a tutti ammirabile per il suo tenerissimo singolare affetto ALL’ECCELSA MADRE DI DIO , CUI AVEVA SCELTA PER SUA PRINCIPALE PROTEGGITRICE ED AVVOCATA .
La VENERAVA OGNI GIORNO con SPECIALI OSSEQUI e SALUTAZIONI , PARLAVA SPESSO IN PRIVATO E PREDICAVA IN PUBBLICO SULLE ECCELLENTI PREROGATIVE DI LEI ,
“ LA PIU’ BELLA ” , “ LA PIU’ SANTA ” , “ LA PIU’ GLORIOSA FRA TUTTE LE OPERE DI DIO ” ,
E NEL PARLARNE , NEL PREDICARLA AI POPOLI , PROVAVA TANTA DOLCEZZA CELESTE , VERSAVA TANTE
LAGRIME , SI MOSTRAVA COSI’ AFFETTUOSO , COSI’ RIVERENTE VERSO TALE REGINA CHE GLI UDITORI AL VEDERLO ED ASCOLTARLO NON POTEVANO NON ACCENDERSI NEL CULTO E NELL’AMOE ALLA GRAN VERGINE .
Era Zelantissimo della SERAFICA povertà , retaggio stupendo lasciatoci dal POVERELLO D’ASSISI , e questa vedevasi risplendersi nella viltà delle sue Vesti , del suo tenuissimo vitto , nei suoi libri , nei suoi utensili , nella sua piccola stanza .
Non contento dei digiuni a tutti i Frati comuni , altri molti ne faceva cibandosi di solo pane rammollito nell’acqua tiepida .
Vigilantissimo CUSTODE dell’EVANGELICO e regolare SILENZIO , guardandosi da ogni inutile discorso , d’ogni parola oziosa , dal riprendere i difetti degli altri , e il tempo che gli sopravanzava dalle sue quotidiane fatiche , l’impiegava nella MEDITAZIONE sino a passarvi di notte più ore dopo mattutino .
Una vita ADORNA di TANTA ESIMA VIRTU’ era certo la migliore preparazione alla morte , che egli teneva sempre presente .
Aveva oltrepassato l’anno 80 della sua età quando fu sorpreso da molestissima malattia che sempre più si aggravava .
Egli CONOBBE di esser l’ultima e che poco tempo gli restava in questo soggiorno del DOLORE .
Richiese quindi con ANSIETA’ gli ULTIMI SACRAMENTI e RICEVUTILI , CON DOLCE SORRISO E NELL'ATTO DI IMPRIMERE TENERISSIMI BACI SUL CROCIFISSO




CRISTIANAMENTE ESALO’ L’ANIMA NEL SENO DEL SIGNORE E NELL’ANNO DI NOSTRA SALUTE 1618 .
Passato un anno dopo la sua morte i Religiosi Vollero Rivedere il Cadavere , e con Meraviglia mista a consolazione lo TROVARONO INTERO ED INCOROTTO , TRATTABILE E MOLLE COME SE FOSSE DI UN VIVENTE CHE DOLCEMENTE DORMISSE , e da questo PRODIGIO , come dalla sua VITA INTEGRA e PENITENTE , Argomentarono NON SENZA FONDAMENTO che la BELLA sua ANIMA se ne stesse nei CIELI a GODERE la BEATIFICA VISIONE DI DIO .


                                                                                          FINE

                                                                                     LAUS DEO

                                                                                   Pax et Bonum


                                                                    Francesco di Santa Maria di Gesù
                                                                             Terziario Francescano

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MEMORIE STORICHE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI DELLA PROVINCIA MONASTICA DI SIRACUSA , RACCOLTE E PUBBLICATE DAL M. R. P. SAMUELE CULTRERA MINISTRO PROVINCIALE DELLA STESSA . ( 1895 ) .

Per Ulteriori Informazioni
Visitare il Sito :
www.fraticappuccinisiracusa.it/fragiuseppemaria/

giovedì 2 agosto 2012

SANTA MARIA DEGLI ANGELI ALLA PORZIUNCOLA . A. D. 2012



SANCTAE MARI’AE DE ANGELIS 
VEL DE PORTIUNCULA .


SMESSO L’ABITO SECOLARE RIPARA LA CHIESA DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI ALLA PORZIUNCOLA ; POI SENTENDO LEGGERE UN BRANO EVANGELICO , LASCIA OGNI COSA E INVENTA L’ABITO DEI SUOI FRATI .

FF 354 . Smesso l’abito secolare e restaurata la predetta Chiesa , il Servo di Dio si portò in un altro luogo vicino alla città di Assisi e si mise a riparare una seconda Chiesa in rovina , quasi distrutta , senza interrompere la buona Opera iniziata prima di averla condotta completamente al termine .

Lamentazioni di Geremia 2, 7
Il Signore rigettò il suo Altare , maledisse il suo santuario ; consegnò in mano ai nemici le mura delle sue torri ; alzarono voci nella Casa del Signore , come un dì Solenne .

FF. 355 . Poi si trasferì nella località chiamata Porziuncola , dove c’era un Antica Chiesa Costruita in Onore della Beata Vergine Madre di Dio , ormai abbandonata e non curata da nessuno . Vedendola il Santo di Dio in quel misero stato , mosso a compassione , anche perché aveva Grande Devozione per la Madre di Ogni Bontà , vi stabilì la sua dimora e terminò di ripararla : era il terzo anno della sua conversione . L’Abito che egli portava in quel tempo era simile a quello degli Eremiti , con una cintura di cuoio , un bastone in mano e sandali ai piedi .

Lamentazioni di Geremia 2, 8
Il Signore decide di abbattere il muro della Figlia di Sion ; stese la corda e non ritrasse la sua mano della demolizione ; l’antemurale fu in lutto col muro e insieme è stato rovesciato .

FF. 356 . Ma un giorno , in cui in questa Chiesa si leggeva il Brano del Vangelo relativo al mandato affidato agli Apostoli di Predicare , il Santo , che era presente e ne aveva intuito solo il senso generale , dopo la Messa pregò il Sacerdote di spiegargli il passo . Il Sacerdote glielo commentò punto per punto e Francesco , udendo che i Discepoli di Cristo non devono possedere né oro , né argento , né denaro , né portare bisaccia , né pane , né bastone per via , né avere calzari , né due tonache , ma soltanto Predicare il Regno di Dio e la penitenza , subito esultante di Divino Fervore esclamò :
<< Questo voglio , questo chiedo , questo bramo di fare con tutto il cuore ! >> .
Si affretta il Padre Santo , tutto pieno di gioia , a realizzare il salutare ammonimento ; non sopporta indugio alcuno a mettere in pratica fedelmente quanto ha sentito : si scioglie immediatamente dai piedi calzari , abbandona il suo bastone , si accontenta di una sola Tunica , sostituisce la sua cintura con una cordicella . Da quell’istante confeziona per sé una veste che riproduce l’Immagine della Croce , per tenere lontane tutte le seduzioni del demonio ; la fa ruvidissima , per Crocifiggere la carne e tutti i suoi vizi e peccati , e talmente povera e grossolana che il mondo non avrebbe potuto desiderarla .

Galati 5, 24
I seguaci di Cristo Gesù hanno Crocifisso la carne con le sue passioni e le sue concupiscenze .

FF. 357 . Con somma cura e devozione si impegnava a compiere gli altri insegnamenti uditi . Egli infatti non era stato un ascoltatore sordo del Vangelo , ma , affidando a un’encomiabile memoria tutto quello che ascoltava , cercava con ogni diligenza di eseguirlo alla lettera .

Lamentazioni di Geremia 3, 1
Io sono l’uomo spettatore della mia miseria sotto la verga del Suo sdegno .

FF. 1072 . Dopo questi avvenimenti Francesco , Pastore del piccolo gregge , guidato per Grazia Divina , condusse i suoi dodici Frati a Santa Maria della Porziuncola , perché voleva che l’Ordine dei Minori crescesse e si sviluppasse , con l’Aiuto della Madre di Dio , là dove , per i Meriti di LEI , aveva tutto INIZIO .

Luca 12, 32
Non temete , o piccolo gregge , perché piacque al Padre vostro dare a voi il Regno .

FF. 1413 . Una volta andava solingo nei pressi della Chiesa di Santa Maria della Porziuncola , Piangendo e lamentandosi ad alta voce . Un uomo pio e Spirituale , udendolo , suppose ch’egli soffrisse di qualche malattia o dispiacere e , mosso da compassione verso di lui , gli chiese perché piangeva così .
Disse Francesco : << PIANGO LA PASSIONE DEL MIO SIGNORE , E PER AMORE DI LUI NON DOVREI VERGOGNARMI DI ANDARE GEMENDO AD ALTA VOCE PER TUTTO IL MONDO >> .
Allora anche quell’uomo cominciò a piangere insieme a lui ad alta voce .
Spesso , alzandosi dall’orazione , aveva gli occhi che parevano pieni di SANGUE , tanto amaro era stato il suo piangere . E non si affliggeva solo con le lacrime , ma in MEMORIA della PASSIONE DEL SIGNORE , si asteneva anche dal mangiare e dal bere .

Ezechiele 27, 30-31
E urleranno sopra di te con gran voce , e strideranno amaramente , e getteranno polvere sulle loro teste e si cospargeranno il capo di cenere , si scrineranno le teste per te e si avvolgeranno nei cilizi , e amareggiati nell’anima ti piangeranno in un duolo amarissimo .


Eccli. 24, 21-31
<< Ego quasi lìbanus non incìsus vaporàvi habitatiònemm meam , et quasi bàlsamum non mistum odor meus . Ego quasi terebìnthus extèndi ramos meos , et rami mei honòris et gràtiae . Ego quasi fructicàvi suavitàtem odòris ; et flores mei fructus honòris et honestàtis . Ego mater pulchrae dilectiònis , et timòris , et agnizioni , et sanctae spei . In me gràzia omnis viae et veritàtis ; in me omnis spes vitae et virtùtis . Transìte ad me , omone et a generatiònibus meis implèmini ; spiritus enim meus super mel dulcis , et herèditas mea super mel et favum . Memòria mea in generatiònes saeculòrum . Qui edunt me , adhuc sìtient ; et qui bibunt me , non peccàbunt : qui elùcidant me , vitam aetèrnam habèbunt >> .

Ecclesiastico 24, 21-31
<< E come storace e galbano e onice e mirra stillante e quasi balsamo senza mistura è l’odor mio . Come un terebinto distesi i miei rami e i miei rami son rami di Gloria e di Grazia . Come una vita feci sbocciare soavità di profumo , e i miei fiori
( divennero ) Frutti di Gloria e di Ricchezza . Io sono la Madre del Bello Amore , del timore della scienza e della Santa Speranza . In me è ogni Grazia di Via e di Verità , in me ogni speranza di vita e di virtù . Venite a me , o voi tutti che mi che mi desiderate , e saziatevi de’ miei frutti . Perché il pensare a me è dolce più del miele , e il possedermi , più del miele e del favo : la mia Memoria si perpetuerà nella successioni de’ secoli . Quei che mi mangiano , avranno ancor fame , e quel che mi bevono , avranno sete ancora . Chi mi ascolta , non avrà più da arrossire , e quei che operano servendosi di Me , non peccheranno : quelli che mi mettono in Luce , avran la Vita Eterna >> .

            Amen

LAUS  DEO
 
Pax et Bonum
 
 
Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano