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domenica 8 gennaio 2012

il Servo di Dio Fra Giuseppe Maria da Palermo : da monello a Santo - Parte Ottava - b - .





IL SERVO DI DIO
FRA GIUSEPPE MARIA DA PALERMO , 
CHIERICO E NOVIZIO CAPPUCCINO 
1864 - 1886 .

OTTAVA PARTE - B -


“ SEMPRE OSTACOLI ”
 
Ma Dio, provando ancora la sua Pazienza e la sua Fede , volle offrire in lui un magnifico esempio di fortezza . Dopo appena un giorno , ecco giungere dal padre un’altra lettera con la quale gli ritirava il dato permesso . Colpo inaspettato e doloroso . Tuttavia lo ricevette Umilmente dalle Mani di Dio . Unendo quindi l’inalterabile Mitezza dell’animo suo al Carattere fermo e deciso , gli risponde con altra lettera del 5 Dicembre , e con argomenti perentori lo mette - come si suol dire - con le spalle al muro . La lettera Notevolissima e Degna di un Santo : “ Non posso esprimerle - gli dice - quanto rimasi Addolorato nel leggere la sua ultima lettera . Un giorno innanzi mi dava il sospirato consenso , sicché ero fuor di me dalla Gioia , pensando che finalmente dopo tante lotte e Preghiere erano stati appagati i miei desideri ; quand’ecco il giorno dopo ne arrivava altra opposta , con cui mi proibisce di entrare in Religione e si protesta che se lo farò opererò contro la sua volontà .
“ Gliel’assicuro che nemmeno per sogno avrei potuto immaginare che dopo una lettera degna di un padre amorevole e Cristiano quale lei è , me ne avesse mandata un’altra del tutto opposta .
“ Non so comprendere il perché di sì improvviso mutamento . Ma pazienza !
Dio in Penitenza dei miei peccati vuol farmi ancora Soffrire prima di entrare in Religione .
“ Il giorno 7 si toglie la contumacia ( per il colera che serpeggiava ) e quindi lei fra pochi giorni sarà in Palermo . Io per Obbedirla ho sospeso le pratiche già iniziate , aspettando la sua venuta , per poterla convincere a voce meglio di quel che non ho fatto per lettera . Però non sono andato in Seminario , ma sono rimasto in casa di Vevè ( Silvestro , suo Fratello ) , perché sarebbe veramente una pazzia entrarvi per poi uscirvi di nuovo ” .
Passa quindi all’argomento decisivo ; innanzi al quale tutti gli ostacoli non possono che rimanere infranti .

DIO lo chiama , egli da parte sua deve OBBEDIRE .

Il nodo non può sciogliersi ? Si tagli . Tale in sostanza il suo argomento , per cui prosegue : “ Io però son sicuro che non si opporrà tanto alla mia Vocazione da costringermi a fare ciò che in simil caso han fatto tanti Santi , tra i quali Santo Stanislao Kosta , il quale vedendosi contrariato dal padre nella Vocazione Religiosa , fuggì dalla casa paterna ed entrò in Religione ; fuggì con l’odio e la persecuzione del padre , ma accompagnato dall’Amore e dalla Protezione di Dio…
E la Protezione di Dio val tutto !… ”
La Protezione di Dio val tutto !
Argomento senza replica , degno di un Eletto che cita l’esempio di un altro in circostanze analoghe .

A dissipare quindi qualche sinistra nube che avesse potuto affacciarsi alla mente del padre aggiunge : “ Il mio parlare così deciso potrà sembrarle effetto di poco Amore . Sa Dio s’io l’amo e Quanto . Il mio parlare così risoluto deriva dall’Amore che porto al mio Dio e dal desiderio di fare la Sua Volontà , per promuovere la Sua Maggior Gloria e la salute dell’anima mia ” .
Il padre aveva scritto ai parenti affinché si provassero a dissuaderlo ; ma Vincenzino , sapendo tutto utilizzare a suo profitto , se ne serve a rafforzare l’argomento , soggiungendo ancora : “ Non mi meraviglio dell’opposizione dei parenti alla mia Vocazione , poiché essi non sanno cosa Significhi Vocazione , Volontà di Dio e Religione ; ma mi meraviglio di lei , o padre mio , ch’è tanto buono e che ha un cuore veramente Cristiano . Ma già lo so . E’ Dio che mi manda questa contrarietà per far sì che mi confermi maggiormente nella Vocazione e affinché lei dalla mia costanza si persuada dalla Verità di essa… ” .
Poi da buon figliolo conclude : “ Io non dimentico di raccomandarla al Signore e alla Vergine Santissima , e sono sicuro che anche lei non mancherà di farlo per me… ” .
Si accorse finalmente l’ingegnere Diliberto che a nulla valevano le sue ragioni per smuovere Vincenzino dal suo proposito . Pensò di perdere tempo e tirare alle lunghe , nella speranza di riuscire meglio , senza prenderlo di fronte , col promettere e allo stesso tempo procrastinare . Ma il giovane , che attraverso le righe della lettera paterna leggeva il suo oscuro pensiero , viene come suol dirsi alle sue ultime armi , e , senza punto ripresentare la minaccia d’una fuga , insiste sì magistralmente , dignitosamente , da non lasciare speranza di cambiamento .
Lotta questa Provvidenziale , anche in rapporto a noi che leggiamo , poiché se Dio non lo avesse permesso , non avrebbe potuto ammirare tanta Fede , tanto slancio , tanta intelligenza e tanta Santità Congiunte insieme .
Presa di nuovo la penna , il 2 Dicembre gli dice : “ Nell’ultima lettera le mi scrisse che appena si fosse tolta la contumacia sarebbe venuto a Palermo per parlarci di presenza intorno all’importantissimo affare della mia Vocazione ; ma dacché ieri non è venuto , le scrivo quello che le avrei detto a voce : “ Primieramente l’assicuro che , seguendo il suo consiglio , ho fatto delle riflessioni che invece di distogliermi dal farmi Cappuccino , mi hanno maggiormente confermato .
“ Comprendo benissimo che lei e i parenti riguarderete la mia fermezza non come segno di Vocazione , ma come effetto di testardaggine e acuirete contro di me la più fiera persecuzione . Io però in mezzo a tante lotte non mi perderò di animo , perché se mio padre e i parenti terreni mi perseguiteranno , il Padre e i Parenti del Cielo , gli Angeli e i Santi m’aiuteranno a resistere non ad una ma a mille persecuzioni .
“ Lei nella lettera mi scrisse che sarà pronto a piegare rispettosamente la fronte alla Volontà di Dio , qualora Dio in un modo qualunque le manifesterà essere Sua Volontà che mi faccia Cappuccino . Ebbene , io le dico che glielo ha già manifestato . E sa come ? Dando a me la forza di resistere alle tante persecuzioni che lei mi ha mosso . Non le pare questa una prova evidente ? Crede lei che io potrei avere forza di resistere a tanti ostacoli , se questa non fosse Vocazione conforme alla Volontà di Dio ? Credo che queste prove le basteranno per assicurarla e per distoglierla da ulteriori opposizioni poiché Dio può tutto e nessuna forza umana potrà mai fare che la Sua Santissima Volontà non si adempia .
“ Pochi giorni or sono , pensando al Grande Sacrificio che io facevo nell’entrare nell’Ordine Cappuccino malgrado le persecuzioni mossemi da lei e dai miei parenti tutti , mi posi a piangere e quelle Dolci Lacrime consolarono l’anima mia rendendola più forte per resistere a tutte le lotte ” .
Poi più energico e preciso , condensando in poche parole quello che gli aveva scritto in precedenza e quasi suggellandolo con nuovo ardore , gli soggiunge : “ Concludo col ripeterle che la mia Vocazione e sempre la stessa . Le persecuzioni saranno per me quel che sono i flutti del mare per lo scoglio : potranno bagnare le mie gote di Lacrime , ma espugnare la mia volontà non potranno ; essa è sempre la stessa e non si muterà mai ” .
Senza ch’egli lo sospettasse , con tali lettere scritte nei momenti più penosi di sua esistenza , veniva a tratteggiare e fissare definitivamente la sua fisionomia morale , a fotografare il suo spirito , il cuore e la mente ; veniva a fermare sulla carta i lineamenti della sua fermezza . Dio lo chiama ed egli non ha riposo prima di corrispondergli , fidando sempre in Lui ,
“ e la Protezione di Dio val tutto ! ” come Santamente scrisse al padre .


FINE DELLA PARTE OTTAVA - b -

LAUS DEO .

Pax et Bonum

Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano
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FONTE : PADRE SAMUELE CULTRERA OFM CAPPUCCINO
Da Monello a Santo - Vincenzino Diliberto
II Edizione EDIZIONI PAOLINE 1959
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